Bullismo e omofobia, 14enne condannato a terapia per riabilitarsi

Il ragazzino milanese perseguitava un compagno asserendo che fosse gay

Mesi e mesi di ingiurie, offese e un’accusa che agli occhi di un bulletto milanese di appena 14 anni, doveva apparire come infamante: l’omosessualità. Per demolire la stabilità emotiva del coetaneo, un compagno di scuola, aveva scelto la via più plateale per dei ragazzini di scuola media: sfogare il suo odio e l’omofobia con il bullismo sui social network. Denunciato, adesso per il bullo è arrivata la condanna più giusta (e nel suo caso più dura da recepire): l’obbligo di frequentare un percorso terapeutico. Il ciclo di sedute continuerà fin quando il ragazzo non avrà dimostrato di aver capito gli errori commessi e la gravità delle sue azioni.

Il martellamento era iniziato con il 2018 e si è interrotto solo con il provvedimento giudiziario. Fino ad aprile il giovane scapestrato aveva continuato a caricare su un profilo Instagram creato ad hoc una serie di fotomontaggi che sbeffeggiavano la vittima per le presunte tendenze omosessuali. Avvisato dai compagni di classe dell’esistenza del profilo, l’altro ragazzino aveva affrontato il bullo senza che questi mostrasse pentimento o interrompesse l’assurda escalation. Ad essere coinvolta in questa spirale d’odio è stata anche la fidanzatina della vittima, presa di mira anche lei dal bullo. Prostrato dalla persecuzione, il giovane bersaglio del bullismo ha finito per rifiutare di andare a scuola e iniziato a mostrare segni di depressione. Finalmente è poi scattato l’allarme che ha permesso la denuncia.

Bullismo e omofobia, una terapia per riabilitarsi

Il giovane bullo è la prima persona ad essere raggiunta dall’ingiunzione trattamentale. La misura è stata decisa nei provvedimenti di ammonimento emessi della questura di Milano. Una novità assoluta per il nostro Paese, che vale per gli atti di cyberbullismo, per i maltrattamenti e per gli stalker. L’introduzione era giunta appena un mese fa, ad aprile, grazie alla firma del cosiddetto “protocollo Zeus” tra polizia di Stato e il Centro italiano per la promozione della mediazione (Cipm).

Cyberbullismo: se nella vita reale è un comportamento inaccettabile perché online non è così? VIDEO

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2 commenti

  1. Cioè il bulletto dà del gay alla vittima che era pure fidanzato, secondo me sotto si nasconde solo invidia e i pensiero si sentirsi uno sfigato perché uno che consideri meno di te è fidanzato mentre te no.

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