Buon compleanno The L Word!

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Dieci anni fa, il 18 gennaio del 2004, veniva trasmessa, sugli schermi di Showtime, la prima puntata di The L Word. Da allora niente più è stato come prima. Il telefilm che è andato avanti per sei stagioni ha radicalmente cambiato il modo in cui le lesbiche venivano rappresentate in televisione. Che vi piaccia oppure no, dobbiamo essere grate a Ilene Chaiken, Guinevere Turner, Cherien Dabis e Rose Troche – le autrici principali del telefilm.

Prima dell’arrivo di The L Word, le lesbiche nella serie tv e, più in generale nella cultura popolare, erano davvero sparute. Eccetto rari casi, come Willow di Buffy, e qualche comparsa in Friends e E.R., dovevamo accontentarci del sottotesto lesbico, come Olimpia e Xena c’hanno insegnato per anni. Poi sono arrivate loro, Bette, Tina, Shane, Alice, Carmen, Jenny e hanno stravolto tutto.

La vera rivoluzione, però, non è stata solo quella di portare l’amore lesbico – e il sesso, tanto sesso – in televisione, ma dimostrare una possibilità narrativa: The L Word è stato un telefilm di successo con tante lesbiche, felici di esserlo, in cui l’omosessualità non doveva essere spiegata, ma era data per scontata. Un telefilm dove la poiana andava a farsi benedire. Non che tutte le storie d’amore avessero il lieto fine, ma a farle finire erano le vicende narrative, non l’omosessualità delle protagoniste. Un telefilm dove le lesbiche potevano essere anche stronze, cattive, vendicative. Non erano messe lì a dare il buon esempio. Ma erano personaggi a tutto tondo. 

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Soprattutto, The L Word ha mostrato ai signori (sì, spesso sono uomini) produttori di Hollywood che esiste un pubblico lesbico. Un pubblico che quelle storie vuole vederle, che ha una fame tale di rappresentazione che potrebbe citare a memoria le battute di questo o di quel personaggio di un’intera stagione.

Insomma, se oggi possiamo gioire di telefilm come Orange is the new black, dove la compagine lesbica, bisessuale e queer è altissima; se oggi abbiamo Calzona che soffre le pene d’amore come tutte le coppie nate dalla mente perversa di Shonda Rhimes; se anche in telefilm per adolescenti come Pretty Little Liars abbiamo un’intera squadra di nuoto lesbica; se possiamo godere delle cattiverie di sua maestà Santana Lopez, la lesbica che si può permettere di essere “omofoba” e chiamare il suo amico gay Lady Hummel, è grazie al successo di The L Word.

Per cui, buon compleanno The L Word. E grazie, per i sei anni trascorsi assieme, e per tutto quello che è venuto dopo.

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La Mile

Lazy and creative. Proud mommy of an amazing girl pug.

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Un commento

  1. Come siamo invecchiateeeeeee… :O
    Grazie “mondo delle lelle” (si lo so che word vuol dire lettera però, con le mie amiche, lo chiamiamo così :P ), grazie per Carmen, Shane, Helena, gli istinti omicidi verso Jenny, la speranza della rinascita dell’amore rappresentata da Bette e Tina, per le risate con Alice, per la tristezza della dipartita di Dana.
    Grazie per aver spronato tutte a comprare un biglietto di sola andata per Los Angeles.
    Grazie perché, per quanto relativamente lunga, non è stata una serie troppo ripetitiva.
    Ed infine, grazie per averci dato, finalmente, un po’ di visibilità… Ce la meritavano anche noi….

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