Call Me By Your Name, il sequel ci sarà: scelta giusta o azzardo?

Luca Guadagnino scriverà la sceneggiatura con l'autore, ok degli attori, no di James Ivory

Call me by your name avrà un sequel. Il regista Luca Guadagnino aveva già manifestato la volontà di riprendere in mano i personaggi di Elio e Oliver per indagare sugli anni successivi alla loro separazione. Il romanzo di André Aciman verso il finale racconta infatti anche degli incontri fra i due protagonisti a distanza di diversi anni da quell’estate in Italia che li segnò. Il film si era fermato giusto quando Oliver racconta ad Elio e la sua famiglia che sta per sposare la sua fidanzata.

Gli attori protagonisti Timothée Chalamet e Armie Hammer hanno già lasciato intendere che sono disponibili a riprendere i ruoli di Elio ed Oliver. Sulla sceneggiatura stavolta sembra non ci sarà James Ivory. Il grande regista e sceneggiatore americano, fresco del record di più anziano vincitore di un Oscar (proprio per la sceneggiatura di Call me by your name), aveva già espresso diversi dubbi in merito. Il primo grande nodo da sciogliere è legato all’età dei personaggi nel sequel: già per il primo film, Ivory aveva scelto di eliminare tutte le pagine del libro ambientate negli anni successivi. Impossibile infatti rendere credibile il volto efebico di Timothée Chalamet per interpretare un Elio più maturo, e rischioso utilizzare un altro attore.

Timothéè Chalamet sarà nel sequel di Call me by your name

Luca Guadagnino ha parlato di un sequel per cui sarà necessario attendere diversi anni, anche per la questione dell’età dei personaggi. In questo senso affidare un progetto a lungo termine al già anziano James Ivory appare un rischio non da poco. Ad affiancare il regista italiano nella sceneggiatura pare che ci sarà lo stesso autore del romanzo originale, André Aciman.

Call me by your name avrà un sequel

I rischi di un sequel di Call me by your name

Secondo le indiscrezioni rilasciate dallo stesso Guadagnino, nel sequel potrebbe affacciarsi lo spettro dell’AIDS, non sui protagonisti ma come elemento chiave della vita con cui fare i conti nella seconda metà degli anni ’80. In parte si andrebbe anche a riparare la critica di aver anticipato l’ambientazione temporale del primo film per non affrontare il tema. Elio inoltre nella pausa temporale fra la separazione da Oliver e il reincontro sarà impegnato ad esplorare liberamente la propria sessualità, anche riallacciando un rapporto fisico con Marzia, la ragazza con cui aveva avuto i primi approcci sessuali.

Difficile dire se si tratta di una mossa azzardata o realmente fattibile. Il film continua a girare il mondo e indubbiamente c’è il desiderio di continuare a seguire le storie dei protagonisti successive al finale aperto. Parlare di un sequel è anche un modo per continuare a promuovere l’originale. Mettere sotto contratto tutti gli elementi chiave del primo successo (salvo proprio il premio Oscar Ivory) con un così largo anticipo sarebbe un investimento troppo rischioso per una casa di produzione. C’è poi da tenere in conto anche la pressione di non poter deludere le aspettative altissime su un eventuale secondo capitolo.

Sequel o lasciare intatta la magia dell’originale: cosa ne pensate?

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