Camera Single 02×11-Miriam

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Ps: se siete a Roma e volete condividere i vostri drammi con Chiara, la trovate venerdì 11 dicembre da Tuba – INGRESSO LIBERO DALLE 19 ALLE 23  – per la serata “SERATA AMORUCCI esperimento per rieducare le ragazze (& le loro amiche) all’ amore”. Tutti i dettagli qui!

In questi giorni a Roma c’é la fiera dell’editoria indipendente, e come ogni anno che Cristo manda in terra qualcuno torna a dirci che “dobbiamo” leggere. Dobbiamo. Non “amiamo”, “vogliamo”, “possiamo”. Dobbiamo. Dobbiamo farlo per via di tutta una serie di ipotetici benefici che la letteratura dovrebbe ingenerare, quasi che fosse un sanissimo yogurt e non -come io invece sospettavo- una peccaminosa tavoletta di cioccolata di cui per sentirci meno in colpa ci raccontiamo che contiene serotonina e migliora l’umore.
Dobbiamo, come dobbiamo bere sette bicchieri di acqua al giorno, dobbiamo dormire otto ore a notte e dobbiamo camminare tre ore a settimana. Leggete più libri che il libro fa bene!
Come il latte prima dei vegani, come l’università prima della crisi.
La domanda sorge spontanea: un giorno scopriremo che leggere fa male alla salute? In fondo causa perdita della vista, alienazione sociale, dipendenza psicofisica e tendenza a ripetere l’esperimento a casa (con la conseguente proliferazione di blog che tutti conosciamo).
Pare che i benefici, e non il volgare piacere, debbano costituire la motivazione principale per avventurarsi tra le parole di uno sconosciuto. Tra i vantaggi elencati dagli evangelisti della lettura c’é il sempiterno “Leggere ti permette di vivere vite che non sono la tua”.
Il che é anche molto vero, ma siccome io sono una viziosa alla lettura chiedo solo di saziarmi senza contare le calorie, e per vivere vite che non sono la mia ho un altro metodo.
Conoscere gente.

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8 commenti

  1. Chiara,
    venerdì scorso al Tuba sono bastati quattro lunghissimi secondi in cui ci siamo guardate negli occhi per sognarti ben due volte..

  2. Chiara, mi piace la tua rubrica, ma, ti prego, metti a posto gli accenti, che i vari “c’é” ed “é” nun se possono vedere. Lo dico perché apprezzo questo sito e mi dispiace quando leggo cose interessanti ma battute a macchina male :) in alternativa mi offro di dare una mano alle editrici.

  3. Non so se mi sono innamorata più di Miriam (diciamo che troppi conoscenti musicisti, soprattutto i dilettanti e no, non è paradossale, mi fanno rimpiangere la carenza di persone come lei), o di te quando parli della lettura.

    Un caso di serendipità. Mi è giusto capitato in questi giorni di innervosirmi per l’ennesima volta quando qualcuno davanti a me ha parlato di musica mettendola nel gran calderone della “cultura”. “Cultura” nel senso spocchiosamente superficiale che si usa adesso. Ma il piacere, il semplice piacere, dove accidenti è finito? Lo so che ci sono trilioni di altri significati dietro, ma…sticazzi?
    Sono stufa di sovrastrutture. Sono stufa di gente che non ama ciò che fa e ama solo il contorno, la scusa, il proprio ego gonfiato.

  4. I gusti son gusti, e per me questa è di gran lunga una delle puntate più belle!stancati pure di leggere, ma per favore non di scrivere!

      1. Non fraintendetemi, intendo dire che probabilmente la punk’abbestia dà effetti positivi, più positivi delle altre fino ad ora.

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