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Cara Delevingne premiata da Trevor Project ringrazia la fidanzata Ashley Benson [VIDEO]

Con un discorso commovente, Cara Delevingne ha ringraziato la sua fidanzata Ashley Benson per il premio HeroAward di Trevor Project

Lunedì 17 giugno a New York, Cara Delevingne durante il TrevorLIVE, evento organizzato Trevor Project, associazione LGBT che da anni so occupa di bullismo omotransfobico, ha ricevuto il premio HeroAward.

Dopo la presentazione di Antoni Porowski e Jonathan Van Nes, star di Queer Eye, Cara è salita sul palco e ha fatto un discorso bellissimo, ripercorrendo la strada che l’ha portata ad essere finalmente se stessa. Sin da piccola amava fare le cose che facevano i maschi. Come loro, anche Cara voleva essere un eroe («tutti i maschi sognano di essere un eroe»). Una volta scelta la carriera di modella, aveva fatto di tutto per sembrare la donna che ammalia gli uomini, convinta che fosse quella la strada per il successo. Nonostante le sfilate, gli eventi mondani e le copertine dei giornali, Cara continuava a «sentirsi come un alieno».

Sei anni fa, un po’ alla volta, cominciò a realizzare che «forse, ma solo forse» poteva considerarsi queer. Da allora la strada è stata lunga, grazie anche alle persone che le sono state vicine. Compreso il padre, Charles Delevingne, seduto in platea.

Ma c’è anche un’altra persona speciale in questa stanza stasera che devo ringraziare, e tu sai chi sei. È una delle persone che mi hanno aiutato ad amare me stesse quando ne avevo più bisogno, e ne avevo davvero bisogno. Mi ha mostrato cos’è davvero l’amore e come accettarlo, che è ancora più difficile di quanto pensassi. I love you, Sprinkles.

Ovviamente, Cara si è rivolta alla sua fidanzata, Ashley Benson, che era in platea e su Instagram ha postato una foto della modella-attrice mentre tiene il suo discorso, con tanto di dedica.

Cara non ha dimenticato di sottolineare quanto sia difficile, nonostante la moltitudine di personaggi LGBT nei media e le bandiere arcobaleno durante la Pride Month, essere queer:

Dietro le porte chiuse ci dicono ancora, così com’è successo a me da potenti produttori di Hollywood che non possiamo farcela se siamo queer. Ci dicono che non siamo normali, che non meritiamo di essere amati nemmeno da quelli che ci dovrebbero amare di più.

Ed è per questo che, prima di scendere dal palco, ha dedicato il premio a tutti i volontari del Trevor Project, che da anni combattono per difendere le persone LGBT+: «I veri eroi siete voi».

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