“Carol” nelle sale italiane. Storia di quell’amore che non osava pronunciare il suo nome. RECENSIONE

Recensione di Carol, il film tratto dall'omonimo romanzo di Patricia Highsmith con Cate Blanchett e Rooney Mara

Il 5 gennaio, è uscito anche nelle sale italiane Carol, il film tratto dall’omonimo romanzo di Patricia Highsmith con Cate Blanchett e Rooney Mara. Andarlo a vedere è quasi un obbligo – fosse solo perché, uscito da più di un mese nelle sale cinematografiche di tutto il mondo, ormai rodevamo dalla curiosità. Nel caso, invece, non abbiate nessuna intenzione di andare al cinema per vedere l’ultima fatica di Todd Haynes, ecco cosa rischiate di perdervi.

Beh, per prima cosa, vi perdereste una bellissima storia d’amore, di quell’amore che non osava pronunciare il suo nome, in un’epoca in cui le protagoniste sarebbero potute finire in carcere. Non viene mai detto nel film, così come non è mai detto nel libro, ma essere omosessuali in America negli anni ’50 era reato. L’omofobia in Carol è sottile, è quell’omofobia che non si dichiara mai tale, ma che considera l’amore tra due donne una specie di passione passeggera, roba da “scolarette”; o un buon motivo per impedire a una donna di essere madre.

Dal romanzo al film

Per ricreare il clima di repressione dell’epoca, la sceneggiatrice, Phyllis Nagy, ha dovuto forzare alcune parti del romanzo. Non vi dico quali per non spoilerarvi niente. Forse, in alcuni punti il testo originale è un po’ troppo stravolto. Oppure è colpa mia che ho visto il film poco dopo aver (ri)letto il libro. Fatto sta che la forza del film non è nella sua sceneggiatura, ma nella bravura delle due attrici protagoniste. Nella capacità di rendere visibile il non detto, la paura di dichiararsi, di lasciarsi andare.

Infatti, quelle di Cate Blanchett e Rooney Mara sono due interpretazioni magistrali. Soprattutto quest’ultima, che dimostra di saperci fare col cinema. Nulla togliere alla sempre splendida, splendente, affascinante e bellissima Cate Blanchett, ma lei è Carol, lo è dall’inizio alla fine – e forse lo è anche nella vita reale. Rooney Mara, invece, riesce a dar forma alla trasformazione del suo personaggio, esattamente come riescono nel libro le parole della Highsmith. Lei è Therese Belivet una giovane commessa con la passione per la fotografia (nel testo originale è un’aspirante scenografa) che incontra e si innamora di Carol. All’inizio è ingenua, per certi versi una disadattata, una ragazzina che non sa nemmeno cosa ordinare per pranzo. Alla fine della storia è una donna capace di scegliere, capace anche di dire no.

carol locandina

Dimenticavo, se non andate a vedere Carol, rischiate di perdervi anche una bellissima scena di sesso. Bella non solo perché ci sono due belle donne per protagoniste, no, la scena di sesso arriva al momento giusto a rendere visibile l’amore, la passione e l’attrazione che fino a quel momento è fatta solo di sguardi, di parole dette a bocca stretta, di interminabili silenzi, consumati tra una sigaretta e l’altra. Infine, la fotografia: come già si intuiva da trailer e spezzoni vari, è superba. Gli anni ’50 raccontati nel film sono quelli dell’immaginario collettivo occidentale: macchine grandi e tondeggianti, rossetti sfavillanti perfettamente abbinati allo smalto delle unghie, pieghe ai capelli che non si scompongono nemmeno sotto la neve, e vestiti floreali da brava ragazza, ma non troppo.

Se dovessi trovare delle pecche, beh, direi che a volte il buon Todd Haynes si lascia prendere la mano, e in alcuni passaggi la sua è una regia un po’ troppo manieristica e in altri un po’ scontata. Forse con la sceneggiatura avrebbero potuto fare di meglio. Magari forzando meno alcuni personaggi, come Harge, il marito di Carol, o rendendo più credibili altri, come Richard, il fidanzato-non fidanzato di Therese. Detto questo, se non andate al cinema a vedere Carol rischiate di perdervi un gran bel film, a prescindere dal fatto che sia un film che racconta l’amore tra due donne. E se poi vogliamo dare un posto a Carol all’interno della cinematografia lesbica, direi che è uno dei meglio riusciti di sempre, dove la bellezza e l’eleganza, la sensualità e il fascino si fondono nella grandiosità di Cate Blanchett, e dove anche una donna all’apparenza insignificante, come la Therese Belivet di Rooney Mara, riesce a farci battere il cuore.

Scorri le pagine per vedere tutte le locandine di Carol.

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47 commenti

  1. Sto recuperando i film candidati all’Oscar, e oggi ho visto Carol.

    Considerato che io il libro l’ho letto un po’ di anni fa, e me lo ricordo come un mattone noiosissimo, sono rimasta colpita da come mi è piaciuto questo film.

    La fotografia è splendida, le due attrici sono state bravissime(soprattutto Rooney Mara, mi è piaciuta molto), e in generale è stato un film emozionante. Bello, uno di quelli che non mi dispiacerebbe rivedere più volte in tv.

  2. Dopo aver amato il libro e aspettato tanto,finalmente sono riuscita a vedere il film lo scorso fine settimana e mi è davvero piaciuto.
    Fotografia,costumi e scenografia sono un piacere per gli occhi,direi che rasentano la perfezione (e di solito sono aspetti a cui non faccio molto caso,quindi mi piace il fatto che mi abbiano particolarmente colpito).
    I film di Todd Haynes che avevo visto prima di questo mi erano piaciuti molto,e lo consideravo già una garanzia,se non probabilmente il regista più adatto a girare questo film. Devo dire che non ha deluso le mie aspettative.
    La sceneggiatura per me è buona,riesce a restituire l’essenza del libro,nonostante alcuni tagli e modifiche non proprio felici (il “Ti amo” di Therese saltato,le figure maschili un po’ troppo appiattite e semplificate,la scena importante di Therese con Genevieve l’attrice,sostituita invece da una Brownstein buttata lì con due battute,quasi come lesbica “centometrista” stereotipata). Difetti comunque per me compensati da scene intense e profonde,girate magistralmente :la scena di sesso,il confronto finale di Carol con marito e avvocati e lo splendido finale che mi ha restituito tutta l’emozione delle ultime righe del libro.
    Fantastica anche la colonna sonora e ben pensato l’espediente dell’inizio “dalla fine” per poi ricostruire la storia e chiudere in perfetta circolarità.
    E poi,attrici straordinarie,hanno saputo incarnare benissimo i personaggi di Carol e Therese e le loro evoluzioni. Cate Blanchett magnetica,seducente e misteriosa e Rooney Mara (e su di lei partivo davvero tanto prevenuta) che mi ha piacevolmente sorpresa,in certi momenti a mio parere superando anche la Blanchett.
    Insomma,a partire dal libro,che meritava davvero di essere rispolverato,tutti questi elementi hanno contribuito a creare un film di grande qualità artistica,non solo bello da un punto di vista estetico e ben fatto da un punto di vista tecnico,ma anche molto profondo ed emozionante.

  3. La Blanchett ha un magnetismo incredibile e, per di più, è negli ultimi anni che sta diventando veramente bella. È LEI la “creatura piovuta dallo spazio”!

    BOH:
    L’immagine del marito superficiale ma innamorato (anche se per me tale associazione è un inaccettabile ossimoro) quantomeno non alimenta l’idea che Carol l’abbia lasciato perché insoddisfatta o delusa del suo uomo e che quindi non fosse un problema di ” uomo giusto” (argomentazione tanto cara ai maschilisti omofobi). Per fortuna anche i dialoghi estinguono questa idea (la scena conclusiva dall’avvocato per esempio).

  4. Che Carol sia un capolavoro è indubbio. Tra l’altro per me è quasi diventato un’ossessione magnifica. Come ogni opera complessa per me è inevitabile che accenda la discussione e che ognuna esprima liberamente le proprie opinioni senza essere tacciata di “non capire l’arte” che francamente mi sembra un po’ snob, a me piace sfasciarmi la testa fino allo sfinimento per cogliere tutte le sfumature possibili. Sui linguaggi differenti sono pienamente d’accordo, sta di fatto che ci sono libri e libri e film e film. Questo film nasce dal libro non può farne a meno e cerca di riprodurne lo spirito, la granata esplosa dall’autrice in un clima bigotto e repressivo, certo nel diverso linguaggio. Come dire facciamo un film sui Promessi Sposi e tagliamo la conversione dell’Innominato. E’ ovvio che viene a mancare qualcosa. Secondo me i tagli fatti sia dal libro ma soprattutto dalla sceneggiatura originale non sono casuali, si è voluto eliminare ogni minimo particolare che creasse conflitto, che disturbasse la bellezza estetizzante (che adoro, peraltro e non trovo affatto vuota o fredda). La caratterizzazione dei personaggi maschili come vittime confuse e in fondo innamorate non mi è particolarmente piaciuta, non si tratta di voler demonizzare gli uomini bensì di essere verosimili allo spirito dei tempi e del testo. Se il problema fosse stato una storia d’amore romantico contrastato dal marito geloso la Highsmith non avrebbe mai scritto il libro. Altra cosa, l’eliminazione del percorso di presa di coscienza del proprio orientamento sessuale di Therese. Sia nel libro che nella sceneggiatura è chiaro che Therese sia lesbica, nel libro non è vergine e i rapporti avuti con il fidanzato sono stati deludenti, così come nella sceneggiatura lei prova distacco negli approcci fisici e infatti il discorso sul sesso è molto importante, dall’inizio sino alla fine dove l’alternativa non è scegliere tra rimanere alla festa nel gruppo di amici che sente estranei o andare da Carol, bensì tra l’andare da Carol o l’andare con un’altra donna (Genevive, l’attrice che ci prova con lei e da cui si sente attratta), perché è evidente che tutti e tutte andrebbero da Carol perché è Carol. Diverso è aver capito e accettato che ti piacciono le donne.

    1. Sbagli. Tutte andrebbero con Carol perchè Carol è Cate. :P!

      L’attitudine a sviscerare e analizzare è una qualità umana bellissima.
      Tornando al film: il marito geloso era anche un marito stronzo, votato al lavoro poco attento alla famiglia. Questo si evince. Ma sono consapevole che chi legge il libro spera di ritrovare nel film il “film” che ha letto.
      Non ho capito la critica sulla scelta di Therese di rimanere alla festa, andare da Genevieve o da Carol… a me pare chiaro che Therese raggiunga Carol perchè ama Carol, perché si sente inappropriata in quel contesto e perché decide di demolire l’ostacolo più grande, l’orgoglio, che la separa dall’unica cosa di cui le importi. Genvieve non è nemmeno mostrata come vera tentazione.
      Ad ogni modo mi hai fatto pensare all’unico errore ma penso che il regista lo abbia messo apposta, come Botticelli con lo strabismo divergente di Venere, per far intendere che la sua è un’opera creata da mano umana..: quando Therese conosce Genevive, benché la scena duri 5 secondi, la Brownstein non sa dove mettere quella dannata mano. Potevano rifarla, no?

      1. Sì esatto, Cate è irresistibile ma infatti in un’intervista sia Rooney Mara che Sarah Paulson confermano ampiamente che sul set incantava tutti e tutte come una creatura superiore quindi chiunque sarebbe stato al posto di Therese.
        Tornando alla critica, ecco appunto possiamo solo distinguere tra chi affossa il film dopo magari una visione superficiale e invece il semplice dibatterne perché in fondo lo si è amato e si ha voglia di parlarne e parlarne e parlarne condividendo le proprie sensazioni, opinioni etc con altre persone? Ma sapete all’università quanto ci siamo tutti e tutte smaronnati su Quarto Potere o 2001 Odissea nello spazio? Per me Carol è il mio Quarto Potere, non so se mi spiego. Cioè lo visto due volte al cinema e ho perso il conto di quelle a casa e sarei un’ingrata che non apprezza? Ma io son bella che partita per sto film e ‘ste donne!
        Il marito diciamo che è stato dipinto in maniera un po’ edulcorata, sì è vero è il classico egocentrico che pensa agli affari ma il renderlo innamorato e col visino bello e buono per me è voler dare il contentino a tutti e non offendere nessuno, possibile che non può essere semplicemente stronzo e basta? Che c’è di male? Anche il fidanzato di Therese, per esempio, alla fine le ridà le sue cose nello scatolone e basta, insomma sembra voltare pagina senza tanti problemi, nel libro arriva a dire che lo disgusta e la minaccia di andar a dirlo a tutti cosa è, beh, mi sembra abbastanza diverso come clima e più realistico, su questo anche la sceneggiatura è leggermente diversa. Esatto nel film la scena della Brownstein dura 5 secondi, nella sceneggiatura originale invece è molto lunga e dentro c’è tanta roba, proprio sul capire di Therese che non è solo innamorata di Carol ma è proprio lesbica, posso solo dire che mi dispiace che questa roba sia stata tagliata così come quella della geniale amica Abby che ho eletto a mio mito vivente?

  5. Carol è un prodotto cinematografico di elevatissimo livello, classificabile tra le opere d’arte. I paragoni tra i libri ed i film omonimi spesso mi fanno sorridere perché trattandosi di linguaggi diversi, non è possibile paragonarli o pretendere uguaglianze 1:1. Il film ci regala una Cate Blanchett in stato di grazia, divina, supportata da un’attrice sì brava ma che splende della luce riflessa della prima. La fotografia semplicemente sognante. Scenografia e costumi incredibilmente riprodotti a cornice di una recitazione, più che credibile, INcredibile (la Blanchett). Todd riesce a ricreare con grande sensibilità atmosfere tanto intense quanto eleganti ed a rappresentare con struggente delicatezza situazioni ed emozioni precisissime (mi viene in mente la scena, tanto per dirne una, in cui Therese, stordita, si ritrova in macchina per la prima volta con Carol, dentro al tunnel). Sublime e magistrale la colonna sonora di Burwell.
    Ne facessero di film così al cinema. Ne facessero di film così a tema LGBT.

  6. Non so se l’accusa di “superiorità” si rivolgesse a me. In ogni caso, me la tengo, e ribadisco che, piaccia o non piaccia, la verità è che è una minor parte la gente in grado di capire un’opera d’arte, anche tra le lesbiche. Ho letto più che altro critiche assolutamente superficiali, se non proprio assurde, su questo sito. Un’opera va innanzi tutto guardata, con un certo rispetto per le scelte autoriali: se si parte già per trovarne le pecche, non ne si può assorbire la bellezza. Comunque dov’è quella scena della masturbazione, nel libro della Highsmith? Io non me la ricordo eppure l’ho riletto più o meno 2 mesi fa. Infine: un romanzo non è un film; chiaramente nel film ci stanno meno cose, è necessario tagliare molto. Ora, siamo sicure di essere tutte tanto più brave di Phyllis Nagy o di Todd Haynes, e che avremmo saputo rendere meglio il romanzo della Highsmith?… il quale, ripeto, trae beneficio da questo film, e non viceversa. Un regista ha diritto di esprimere la sua propria visione, e se quella di Haynes non coincide con la propria personale, non vuol dire si debba essere tanto ciechi, ideologizzati o prevenuti da non riconoscere comunque che si tratta di un’opera che arriva all’eccellenza da un punto di vista artistico.

  7. Mi permetto di essere in disaccordo su un punto. Non capisco come sia avvenuto il seguente passaggio: se di un film, un libro o qualsiasi cosa, per il 90% se ne tesse le lodi, ne si coglie la bellezza, l’importanza e tutti gli aspetti positivi ma come essere pensante che non riduce tutto a binarismi (bello-brutto, bianco-nero, pollice in alto o in basso, capolavoro-cagata) e si analizza la complessità di un’opera quindi si colgono anche le piccole pecche, ecco come sia possibile che questo venga recepito nel suo esatto contrario, ossia come se si dicesse che per il 90% fa schifo, scusate, non lo accetto. Conosco il libro, conosco il melodramma anni ’50 alla Sirk, e tutto quanto, quindi andiamoci piano con la superiorità. A differenza infatti di chi giudica senza voler capire, approfondire, mettere e mettersi in discussione, sono andata a fare un’operazione molto semplice: leggermi e scaricarmi la sceneggiatura originale. Ecco, qui ho scoperto ad esempio che tantissime scene sono state tagliate, alcune insignificanti altre invece, specie quelle che riguardavano il rapporto conflittuale con il sesso, specie tra Terese e il suo fidanzato (lei lo masturba con freddezza e disgusto) a mio avviso sono essenziali per capire il percorso identitario della giovane ma forse sono state giudicate troppo sconvenienti e questo mi pone di nuovo interrogativi. Basta fare vedere una scena di sesso per considerare “risolto” il problema della sessualità? Foucault non è passato invano. Per il resto: l’adoro, farei un monumento a quelle donne!

    1. Ho letto la scena dello screenplay originale, grazie per le dritte. Nel romanzo non c’è, è un parto della Nagy. Grazie a Dio santissimo Haynes ha pensato bene di tagliarla, penso che avrebbe in qualche modo rovinato la perfezione del film. Finalmente un film col focus vero su due donne e la Nagy ci va a mettere addirittura dello sperma… Mah. Direi che la scena, per lo meno con l’esagerazione di un tale particolare, era superflua se non dannosa. Comunque “freddezza e disgusto” non sono indicati nella sceneggiatura, solo un certo distacco da osservatrice. Nel romanzo, è più chiaro che Therese non trova per nulla coinvolgenti i rapporti sessuali col fidanzato.
      Per una volta, viva i tagli.

  8. P.S: Tra l’altro The price of salt è tanto “freddo” (fra pesanti virgolette) quanto il film, anzi in verità di più. Carol è un raro caso di film superiore all’opera letteraria, che è veramente buona, ma non un capolavoro.
    Non condivido le critiche al doppiaggio: ho visto il film sia in inglese che in italiano e, vuoi o non vuoi, ce lo si gode maggiormente in italiano, quando questa sia la tua madre lingua, quella che trasmette originariamente le emozioni.

  9. Davvero non si capisce: su questo sito il film viene criticato più di quanto non accada nella comunità critica internazionale, dove giustamente è considerato quasi unanimemente bellissimo. C’è qualcosa di strano, in questo. Le critiche che ho letto mi paiono basate sull’incapacità di capire le opere d’arte. Del resto non tutti capiscono l’arte, o hanno sensibilità per la bellezza o la poesia, quando se la trovano di fronte. Nemmeno tra le lesbiche. C’è chi si annoia anche di fronte al cielo stellato, e purtroppo non c’è cura per questo. Inoltre sospetto che, anche tra le lesbiche, ci sia chi è abituato ad apprezzare solo telefilm, fiction o fumetti, e non sarebbe in grado di fruire di opere d’autore, di guardare senza sbuffare, che so, un film di Bergman o di non buttare nel cestino, che so, La Récherche di Proust dopo 10 pagine… Il film è decisamente un capolavoro, che certo rimarrà nella storia del cinema, stupendo indipendentemente dalla tematica: ma resta incontrovertibile che sia la prima volta che un’opera con tematica lesbica raggiunge le vette dell’arte. Non è per nulla freddo, o meglio dove lo è è perchè deve esserlo: siamo negli anni 50; ma anche oggi, se non si abita a San Francisco, si capisce benissimo quel trattenersi. E poi è una scelta stilistica: dire di più con meno. Gli sguardi delle protagoniste dicono tutto quello che non si può dire, quello che non può nemmeno essere detto: l’infinito enigma che è l’amore. Basta farci caso, cioè guardare veramente un film, senza lasciarsi condizionare da inveterati gusti personali o dalla propria scarsa attitudine a frequentare opere di livello.

  10. ma solo io mi sono annoiata a vedere il film?
    ovviamente è la mia personale opinione eh. solo che è completamente opposta a tutte le vostre recensioni che ho letto poco fa.
    io il libro non l’ho letto,quindi non so dirvi se manca qualcosa rispetto allo scritto ma avendo visto il film….si…sicuramente qualcosa manca.
    l’ho trovato lento….freddo….le uniche emozioni percepite sono state quelle delle telefonate.
    l’unica nota positiva che si sposa con le vostre recensioni è l’interpretazione di Cate Blanchet….sempre al di sopra dei film che interpreta. non c’è partita.
    c’è il film….in sottofondo….e poi c’è lei…che sovrasta tutto…come oramai capita sempre.
    solo Cate a mio giudizio merita annotazioni positive,al film manca proprio vita.

  11. Intanto buonasera,sono qui per aggiungere il mio commento appena uscita..ma espletate le formalita di iscrizione ho anche smaltito il magone con cui sono uscita dal cinema, lo stesso con il quale avevo letto l ultima riga del libro anni fa. Non so perché ma il ” sentiment ” finale non è quello di un happy end. Come lo smalto rosso delle unghie di Carol alla fine lascia il posto ad uno smalto trasparente anzi invisibile..
    Il pericolo e la sfida di avere come riferimento un libro, dove le cose de-scritte lasciano libero flusso alla coscienza e ai nostri personali giochi di ruolo, mentre l immagine congela questa libertà con i suoi milioni di pixel che ne danno un iper descrizione, sì, le regalano visibilità, ma sotraendole l essenziale ( direbbe le Petit Prince..), per cui con il film mi sento poco misericordiosa, perché nel profondo mi ha reso orfana di tutta quella bellezza non riconosciuta, di tutta quella sofferenza finanche felicità che non era nelle parole, ma era mio intimo riverbero frattale fin che leggevo.
    Ecco ora ho capito cosa ho provato: il dispiacere di aver perso per sempre Carol. La mia Carol..

  12. Avete notato che l’ultima scena di Carol è costruita nell’esatto contrario di quella nel grande magazzino? La dinamica degli sguardi tra Carol e Therese si è rovesciata.Forse perché Therese è cresciuta e nel passaggio tra l’innamoramento per Carol, la separazione e la scoperta della sua sessualità, da ragazzina è diventata una giovane donna? E prima c’era stata la sequenza del party, dove è evidente che il mondo dei sui amici non le appartiene più,tutte quelle coppiette etero che ballano sottolineano il suo essere sola là in mezzo. Nel grande magazzino è Therese ad essere inchiodata contro la parete dallo sguardo di Carol, nel ristorante è Carol, per così dire, spalle al muro. Tutto si chiude in un cerchio.

  13. Trovo le critiche alquanto ingenerose nei confronti di un film che è un MIRACOLO più che un’opera cinematografica.
    Ma dove lo avete visto un film “a tema” (passatemi il termine….) che possa reggere il confronto con Carol ??? E soprattutto interpretato da un’attrice di questo calibro???

    Ragazze, Cate Blanchett è in questo momento una delle migliori attrici viventi ed ha messo in gioco la sua carriera con questo ruolo, che ha fortemente voluto, tanto da spingerla a diventarne produttrice.
    Avrebbe potuto essere un disastro e stroncarle la carriera, invece è stato un trionfo!
    Buon x lei che è stata brava e coraggiosa.

    1. Film bellissimo..musica..costumi..capolavoro… delicatissimo… perché la raffinatezza, conta..il sesso nn è necessario per far passare messaggi

    2. E ci hai ragione,dái! Comunque é il doppiaggio che é infame,eh;basta vedere in originale quel iloveyou finale per disperarsi sul tiamp sparao urlato dalla doppiatrice…non ce lo meritavamo!!!! ;)

    3. Ti quoto alla grande!
      Qualche piccola pecca c’è, ma è dovuta più che altro ad una scelta di sceneggiatura. E comunque questo film è diventato un cult del suo genere, unico per la portata degli interpreti e per la distribuzione nelle sale.

      Non sapevo che la bella Blanchett avesse voluto fortemente il ruolo e che fosse una delle produttrici, non compare nei crediti. Questo fatto me la fa amare ancor di più. :D
      Super brava, bella e coraggiosa.

  14. Per chi fosse interessata e di passaggio, al cinema Centrale di Torino lo danno in versione originale con i sottotitoli. E per la cronaca… ho adorato il film, solo qua e là ci trovo qualche piccola mancanza, come del resto in quasi qualsiasi altro film, spero di non perdere la tessera per questo.

  15. Va sicuramente visto nella versione originale per lasciarsi stregare da una Cate Blanchett magnifica e da una Rooney Mara che le tiene sorprendentemente testa. Per chi giudica il film “freddo” c’è da premettere che lo hanno calato, e in questo sono stati eccelsi, nel contesto storico-sociale in cui avviene la storia d’amore. Consiglio di leggere un articolo che spiega molto bene come questo film, e il libro che lo ha preceduto di 60 anni, abbiano un valore artistico e sociale molto rilevante: http://www.leparoleelecose.it/?p=21612

  16. Ho trovato il film molto bello davvero. Soprattutto la scena finale vale da sola il biglietto e fa scordare il doppiaggio criminale.si poteva far meglio,tipo il marito lasciato alla stronzaggine originaria,tipo la forza e la lucidità della ribellione di Carol,tipo non sfumare la scena d’amore perché lí ho capito di più la vita di Adele per dire…comunque bello bello

    1. Lo sfumare è stato un messaggio subliminale ed un’ implicita citazione alle 50 pseudo-lesbo sfumature di grigio… Ovviamente! :D

  17. Concordo con chi ha detto che il film è un po’ ‘freddo’. Paradossalmente mi è piaciuto molto l’inizio, la fine, non la parte di mezzo che poi è quella più importante. Il viaggio, che nel libro da modo alle protagoniste di conoscersi meglio, qui è breve, pochi dialoghi e alcuni inutili. Non dico che il film dovesse essere una copia fedele del libro, ma perlomeno approfondire di più la loro conoscenza, sembra che stiano via un weekend!
    Ho trovato terribile la scena in macchina dopo la notte di sesso. Nessuna tenerezza, sembra una scena madre-figlia.
    E a proposito delle scene anzi dell’unica scena di sesso, non l’ho trovata per niente coinvolgente. Ma avete prsente il film Mullholand Drive? La scena del bacio tra le protagoniste è da brividi! Ecco, li si percepisce sensualità ed erotismo.

  18. Cate e Rooney perfette. Sono loro “Carol” e “Therese”. For ever! E che dire di Abby? Sarah Paulson meriterebbe alla grande l’Oscar per non protagonista, ma la lobby dei produttori punta su Blanchett protagonista e Mara supporter, perché una non cannibalizzi l’altra. Eppure Paulson fa una grande performance: il rapporto tra Abby e Carol, la loro complicità è una delle cose più belle del film.

  19. Film molto bello, da vederere anche in originale per apprezzare meglio come si costruisce tra sguardi,parole,silenzi l’amore tra Carol e Therese.Mi è piaciuta la soluzione di far cominciare il film dalla conclusione della storia: un uomo che vede due donne chiacchierare sedute ad un tavolo, senza poter immaginare che cosa Carol abbia appena detto a Therese. Il libro ha tutta un’altra intensità, è il punto di vista di Therese, difficile da trasformare in materiale per il cinema. La sceneggiatura di Phillys Nagyl semplifica il viaggio verso l’Ovest, ma ci risparmia molti passaggi di psicologia datata. E meno male perché il latte, Sister Alicia, l’epifania del quadro avrebbero reso la storia più datata.Todd Haynes è stato bravissimo a raccontare come si riconoscono due donne innamorate.Credo che sia poco probabile che il film vinca l’Oscar per miglior film, ne avrebbe tutte le ragioni, per quanto è sofisticato, documentato e ben girato (tutta la ricostruzione dell’America primi anni 50 viene dalle foto di fotografi del tempo, primo fra tutti Saul Leiter). Ma Carol va assaporato per tutto il non detto che implica. Film da amare ma difficile che venga premiato.

  20. fino all’anno scorso carol era sconosciuto (parlo del libro ovviamente) e faticavi a trovarlo su internet, figuriamoci in libreria!
    ieri sono passata alla giunti, mi scappa l’occhio sul tavolo delle novità e lo vedo bello centrale con la nuova copertina presa dal film!
    certo che ci voleva proprio una figa bionda e famosa per dare un minimo di visibilità a questo povero libro… le persone sono veramente strane…

  21. Non avendo letto il libro, non posso dire se e quanto possa essere fedele alla volontà dell’autrice, ma a me il film è piaciuto. Mi è piaciuta la fotografia, la colonna sonora, la recitazione eccelsa delle attrici, l’idillio iniziale dell’innamoramento che termina con lo scontro con la realtà ostile (Carol avrebbe potuto perdere l’affidamento della figlia). Durante questo film mi sono innamorata e ho sofferto con le protagoniste. Non ho visto buchi nella trama, a parte i normali salti temporali che sono inevitabili in una trasposizione cinematografica, probabilmente perché non ho letto il libro e di regia ne so poco. Son d’accordo su alcune critiche, i baci scarseggiano, e il marito di Carol a tratti sembra una vittima, ma son dettagli sui quali passo sopra visto che è un bel film, forse il migliore a tematica. Unica grande pecca: il doppiaggio della blanchett sembra quello di uma Thurman nella pubblicità della schweppes. Imbarazzante.

  22. Ho visto il film ieri sera e non ho letto il libro, ma penso che al film manchi qualcosa comunque. Sembra che sia monco in alcune parti, come se avessero rinunciato ad alcune parti di passaggio durante il montaggio, i tempi di scena del film non rendono la complessita’ anche temporale della storia, alcune scene obbligano non a immaginare ma ad inventare. Cate Dea Blanchett e’ favolosa come sempre, Rooney Mara esplode (Audrey Hepburn anyone?)e rende la parte emozionale in tutta la sua intensita’. L’unica nota che davvero mi ha infastidito sono i baci: sembra che qualcuno abbia preteso una clausola contrattuale che impedisce di baciare con la lingua…
    In generale, da non perdere – possibilmente in lingua originale, magari con i sottotitoli se l’inglese non e’ il vostro forte: ho visto il trailer in italiano e fa nausea, la credibilita’ dei dialoghi si perde nel doppiaggio -, un sacco di bellezza di cui godere a piene mani.

  23. Hop avuto la fortuna di vederlo giá qualche settimana fa. Si, a volte un pó manieroso e molto silistico. Ed anche un pó freddino. Si sente la mancanza di certe parti del libro che rendono la storia piú fluida, vera e sensuale. Ma gran bel film, fantastiche le due attrici, bella e intensa la scena di sesso. Spero che abbia successo al cinema in Italia. E se possibile, da non perdere la versione originale, la voce di Cate Blanchett dovrebbe essere dichiarata patrimonio dell’unesco!

  24. I vostri commenti mi fanno capire che non sono l’unica ad avere l’impressione che qualcosa nella storia non vada. Continuo a rivedere il film da tipo 2 settimane nella speranza che cambi qualcosa. Voglio dire il film è bellissimo così com’è, Cate Blanchett e Rooney Mara sono meravigliosamente perfette insieme, la scenografia così come i vestiti e le musiche sono eccezionali.
    Ma dopo aver letto il libro, mi sembra che qualcosa nella sceneggiatura non vada. Capisco che pretendere un film uguale al libro è praticamente impossibile, ma alcune cose andavano inserite obbligatoriamente, sia per far capire meglio la storia (continuo a vedere post di persone che chiedono di chi sia il telegramma arrivato a Waterloo), sia per far capire meglio il rapporto tra le due donne. E la cosa peggiore secondo me è che nel libro Therese sia la prima a dire “Ti amo” e nel film non ve n’è l’ombra, un grave errore a mio parere. Nel libro le due si lasciano andare a momenti di affetto che non appaiono nel film, per esempio l’arancia smezzata prima di andare a letto o meglio ancora la scena della doccia (che aspettavo come un bambino aspetta la mattina di Natale) che da un volto più umano alle due che si comportano come una qualunque coppia innamorata.
    In breve ci sono alcune dinamiche che meritavano più spazio.
    Leggendo la sceneggiatura e vedendo le varie stills promozionali credo che ci saranno molte scene extra nel DVD, o addirittura una versione estesa. Forse tutti questi miei problemi derivano dal fatto che ho letto il libro circa una settimana prima di vedere il film e avevo aspettative altissime e invece sono rimasta delusa da come alcune dinamiche siano state trattate o escluse.
    Mi sento anche un po in colpa per tutto questo, perché il film è bellissimo e davvero merita di vincere i vari premi per cui è nominato, non so pensare ad una Carol diversa, e se già prima adoravo Rooney Mara adesso ne sono totalmente innamorata.
    Mi è piaciuto molto il fatto che l’omosessualità delle protagoniste per quanto possibile sia stata velata, facendo riflettere lo spettatore che non si sta parlando di due DONNE innamorate, ma di due PERSONE innamorate.
    *sfido il Giovanardi più incallito a non augurare l’happy ending alle due*
    Ho apprezzato che Therese invece di essere una scenografa teatrale sia una fotografa, e di come questo particolare sia stato sfruttato durante tutto il film, forse il cambiamento più azzeccato di tutta la trama.
    Rimango dell’idea che essendo un film in cantiere da anni avrebbero potuto lavorare un pizzico in più sulla sceneggiatura, rimanendo leggermente più fedeli al libro.

    Se tornassi indietro, aspetterei di vedere il film prima di leggere il libro.

    1. Secondo me la sceneggiatrice ha avuto paura di creare un film “troppo lesbico” per un progetto destinato una volta tanto al grande pubblico di massa.
      Per questo è intervenuta molto pesantemente su alcune parti del romanzo. Scelta molto discutibile in quanto sono cadute sotto i colpi della sua mannaia parti fondamentali del romanzo, tra cui appunto il “Ti amo” che Therese dice x prima a Carol.
      Il film è un capolavoro di RECITAZIONE , ma non di sceneggiatura…

  25. Abbiamo il brokeback mountain lesbico, circa dieci anni dopo il film più dirompente per la comunità gay degli ultimi anni. L’ho già visto, lo rivedrò, non sono un’addetta ai lavori e nemmeno fingo di esserlo sparando grossi panegirici su fantomatici giri di ripresa, piani sequenza e fotografia. Il film mi ha tolto il fiato. Ho anche letto il libro, l’ho anche letto da poco ma che non ne sia completamente fedele, mi frega una mazza. E’ il più bel film a tematica lesbica che sia stato fatto, per quanto mi riguarda. Un film che ci meritiamo, noi lesbiche, per aver sopportato anni prima di niente, poi di qualcosa fatto male, poi di qualcosa fatto malino. Andiamo ai golden globes, BAFTA, SAG, andiamo agli oscar e prendiamoci tutto. Per una volta senza crepare, senza finire a scopare con gli uomini, ravvedute; l’amico Todd Haynes e la queer crew ci hanno fatto il dono di questo film. Spero tanto vinca il più possibile, che se ne parli a raffica a Sassari, a Sassuolo, sul Gran Sasso. CI MERITIAMO un film come Carol. Vogliamoci bene. Non cominciamo subito con le critiche esasperate che tanto amiamo, lo so.O magari cominciate pure a scarnificarlo, ma solo dopo aver pensato a quanto è bello che nel 2016, finalmente, un film così ottenga tutto il lustro e tutte le attenzioni anche del mondo del cinema che non sia quello dei quattro amici del Sundance.
    P.S. Rooney Mara spacca i culi, ma che ve lo dico a fare.

    1. Francamente ho apprezzato il film e anche adorato, sono strafelice che sia uscito e che sia stato realizzato, ciò non toglie che come ogni altro film mi senta libera di “criticarlo” in alcuni punti e ciò non significa attaccarlo gratuitamente, nel mio piccolo sono una cinefila di infima categoria ma comunque mi piace “scavare”, è come dire allora che non posso dire che la terza stagione di OITNB mi ha molto delusa perché dentro ci sono delle lesbiche. Mah.

  26. E pensare che in Campania dovrò fare i salti mortali per andarlo a vedere… La maggior parte dei Cinema prediligono Zalone. Le vostre recensioni mi hanno messo ancora più curiosità.

  27. Grazie, allora posso sfogarmi :). Allora, il film è sicuramente un’opera magistrale sotto molteplici punti di vista, lo definirei letteralmente “un piacere per gli occhi”, quindi degna di essere vista e merita tutta la nostra ammirazione e devozione per i secoli dei secoli amen. E’ un film dove senza dubbio prevale lo “stile”, estetizzante, raffinato, elegante, maniacale nella cura dei dettagli e profondamente intimista. E’ vero, sulla sceneggiatura decisamente si poteva fare meglio. Le interpreti sono divine anche se ammetto che Cate è talvolta un po’ troppo artificiale e impostata, per quanto splendida. Fotografia, scenografia, costumi, luci, colonna sonora, tutto eccelso. Ecco, ora arrivo alle dolenti note: il problema è, a mio inane avviso, che il punto di forza del film rischia di essere anche il suo maggiore limite, è tutto stile e basta. Insomma, trovo sia andato perduto quel senso “altro” del libro, quella forza dirompente, l’importanza che ebbe anche se la storia era banale di per sé ma appunto era impensabile allora scrivere una storia così perché era impensabile viverla, trovo che la psicologia dei personaggi sia stravolta e anche l’atmosfera (sicuramente più cupa nel libro ma anche più reale), forse è tutto un po’ troppo patinato, senza conflitto e profondità. L’unica nei cui tratti mi sembra di cogliere qualcosa è Sara Paulson (e non perché è di famiglia). Cioè, è come se il problema che emerge dalla visione alla fine fosse la presenza di un marito belloccio e in genere non troppo cattivo (salvo quando è ubriaco), geloso e vendicativo perché in fondo è ancora innamorato di sua moglie e quasi suscita compassione, a tratti sembra un cane bastonato, così come anche il fidanzato di Therese. WTF? Come lavare con un colpo di spugna il clima fortemente discriminatorio e repressivo degli anni ’50 dove chi si mostrava omo rischiava d’essere violentata, ammazzata di botte, arrestata, rinchiusa in manicomio e curato con elettroshock etc. Per non parlare dell’omofobia interiorizzata delle protagoniste dove infatti erano sì attratte l’una dall’altra ma allo stesso tempo un po’ si odiavano pure (sempre nel libro intendo). Niente, qui sembrano due damine che vanno a fare una scampagnata e… non va bene. Credo che all’autrice non sarebbe piaciuto per niente, perché era sì una che amava le donne ma allo stesso tempo sapeva dipingerle in modo lucido e spietato soprattutto nel loro contesto bigotto e repressivo come si evince dall’esemplare Piccoli racconti di misoginia. Però andrò al cinema e chissà magari mi farò un’altra idea, questa è di getto.

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