Cate Blanchett difende gli attori etero che interpretano ruoli LGBT+

Ospite al Festival di Roma, Cate Blanchett ha parlato di Carol. E ha spiegato perché è importante che attori etero interpretino ruoli LGBT+

Ospite al Festival del Cinema di Roma, splendida come sempre, Cate Blanchett ha parlato dei film nei quali ha lavorato che ha amato di più. Tra questi c’è anche Carol, di Todd Haynes uscito a fine 2015 e tratto dall’omonimo romanzo di Patricia Highsmith.

La storia è ambientata a New York negli anni ’50, quando l’omosessualità era ancora un reato in America, e racconta di Carol, una donna della ricca borghesia, che si innamora di Therese, interpretata da Rooney Mara, giovane commessa con la passione per la macchina fotografica. Il film ha ricevuto sei nomination agli Oscar (vincendone solo uno, quello per la fotografia) ed è diventato oggetto di culto per la comunità LGBT+, ma non solo.

Durante l’incontro al Festival di Roma Cate Blanchett ha parlato proprio di orientamento sessuale. Per l’attrice australiana un attore non deve necessariamente condividere la stessa esperienza del personaggio che sta interpretando per creare una connessione, e nemmeno l’orientamento sessuale.

“Carol” nelle sale italiane. Storia di quell’amore che non osava pronunciare il suo nome. RECENSIONE

Personaggi che vanno oltre la propria esperienza

Nel riflettere sul ruolo dell’attore nella creazione di un personaggio, Cate Blanchett ha detto: «Combatterò fino alla morte per il diritto alla sospensione del dubbio e per interpretare ruoli che vanno al di là della mia esperienza. Penso che la cosiddetta televisione della realtà e quello che implica abbia un ruolo straordinario, profondo, sul modo in cui vediamo la creazione di un personaggio. Credo che offra numerose opportunità. Ma il rovescio della medaglia è che ora, soprattutto in America, ci aspettiamo che le persone creino un legame profondo con un personaggio solo quando è vicino alla loro esperienza».

Nello specifico, l’attrice australiana non ha mancato di sottolineare un certo imbarazzo nel modo in cui i media hanno accolto la sua decisione di interpretare il personaggio di Carol: «Sono stata profondamente scioccata per le domande che mi sono arrivate sulla mia personale inclinazione sessuale, neanche fosse una malattia. Quando ho interpretato un elfo nessuno mi aveva chiesto su fossi immortale. Non ho mai pensato ad un personaggio rispetto ad un genere sessuale ma alla sua umanità».

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