Cate Blanchett tra le vittime di Weinstein: “Dev’essere processato”

L'attrice volta le spalle anche a Woody Allen: "Lavorai per lui ignara delle accuse"

Cate Blanchett durante l’ondata di accuse di molestie e aggressioni sessuali rivolte al potente produttore Harvey Weinstein si era limitata a sostenere pubblicamente le accusatrici. In questi giorni però in un’intervista per Variety ha finalmente confessato ciò che molti avevano ipotizzato: la certezza che il grande accusato fosse colpevole è dovuta al fatto che anche lei fosse stata una delle sue vittime. Alle domande incalzanti dei giornalisti non ha voluto replicare con dettagli morbosi dell’aggressione, preferendo dichiarare di: “non aver voluto fare ciò che mi aveva chiesto di fare“.

Penso che prendesse principalmente di mira – come molti predatori – chi era più vulnerabile. Avevo brutte sensazioni davanti a lui… Mi diceva spesso: “Non siamo amici”.

Cate Blanchett, Woody Allen come Weinstein?

A pochi giorni dall’inizio del festival del cinema di Cannes, in cui sarà presidente di giuria, farà senz’altro discutere anche la presa di distanza da Woody Allen, di cui fu musa (con tanto di premio Oscar) per Blue Jasmine. Ronan Farrow, il primo a dare voce alle donne vittime di Weinstein, ha sempre sostenuto le accuse della sorella Dylan sulle molestie sessuali subite da bambina da papà Allen. Cate ha parlato di Dylan sostenendo la necessità di riaprire il caso:

Dylan Farrow ha vissuto in un mondo di dolore e se il caso non è stato affrontato per bene, allora c’è bisogno che venga riaperto e torni in tribunale, dove le cose vengono risolte.

Desidero che persone come queste vengano processate. Va stabilito un precedente legale.

Una cosa va ammessa anche da parte nostra che adoriamo Cate Blanchett: su Allen continua ad essere una paracula non da poco. Difficile pensare che dica la verità quando dice che non era a conoscenza delle accuse al regista quando ha accettato il ruolo. Lo scandalo delle molestie denunciate dall’ex-compagna Mia Farrow sulla piccola Dylan (7 anni all’epoca) e il matrimonio con la giovanissima Soon-Yi, sorella adottiva dei suoi stessi figli, tenne banco per tutti gli anni ’90. Anche replicare alla domanda se lavorerà ancora con Allen in modo evasivo, rispondendo che non vuole puntare il dito ma che è necessario riaprire il caso, è una mezza presa in giro. Non ci sono testimoni, sono passati troppi anni, Dylan era piccola e le perizie del tempo spinsero i giudici a non portare avanti il caso per non traumatizzare di più la bambina.

Cate Blanchett, Kristen Stewart e Léa Seydoux in giuria al Festival di Cannes

Cate Blanchett e il gender gap sui compensi uomo-donna

Un altro degli argomenti che tiene banco a Hollywood negli ultimi mesi è l’enorme disparità salariale fra attori e attrici a parità di ruolo e importanza nell’industria cinematografica. Tanti hanno puntato ingiustamente il dito contro le attrici perché già ricche, pertanto – secondo queste voci – senza alcun diritto di rivendicare pari compensi con i colleghi.

Se un attore sta dando un contributo profondo e centrale, allora dev’essere remunerato di conseguenza. Quando quella remunerazione è differente solo in base al genere, è semplicemente ridicolo. È l’indicatore di quanto sei valutata dal punto di vista creativo nell’equazione. Vuoi essere valutata per il tuo lavoro.

Cate non ha rivelato il film né la casa di produzione, ma ha affermato di aver rifiutato un ruolo importante perché ha scoperto che sarebbe stata pagata meno dell’attore co-protagonista. Hollywood ne ha ancora di strada da fare…

Share Button

Articoli correlati

5 commenti

  1. Ci sono anche registe lesbiche che ricattano le attrici ecc… pero giustamente in un articolo femminista bisogna diffondere l immagine dell uomo animale cattivo…questo non fa altro che aumentare l odio verso gli omosessuali…e mantiene il credo che il femminismo sia comandato dalle donne omosessuali che cercano di allontanare le donne etero dagli uomini.

  2. Ma a qualcuno il dubbio che Woody Allen possa stato assolto da ben due tribunali perché innocente non viene proprio?

    Finché non emergeranno elementi per riaprire il caso Farrow, è gravemente ingiusto paragonare Allen (innocente fino a prova contraria) a Weinstein (praticamente colto in flagrante).

    1. Io ho sempre visto la situazione non chiara da entrambe le parti. Il giudice Wilk però non assolse Allen: dichiarò l’insufficienza di prove e gli tolse la custodia dei tre figli perché la perizia psicologica aveva rilevato comportamenti inappropriati.
      Probabilmente fu sbagliato non sottoporre Dylan a un percorso di terapia e osservazione lontano da entrambi i genitori. Le vollero risparmiare lo stress, ma abusi o memoria fabbricata dalla madre, la ragazza è cresciuta con un trauma che per lei è reale.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Close

Adblock Detected

Senza pubblicità LezPop non può sopravvivere. Per favore, disabilita il tuo adblocker. Grazie!