Cecchi Paone sulla Nazionale femminile di calcio: «Metà sono lesbiche. Perché hanno una componente maschile»

Cecchi Paone è tornato a fare il toto-gay. Questa volta ha parlato della Nazionale di calcio femminile usando degli stereotipi terribili

Alessandro Cecchi Paone ha sentito il desiderio irrefrenabile di dire la sua sulla Nazionale italiana di calcio femminile:

Ci sono molte più donne lesbiche nel calcio femminile che gay in quello maschile. Da anni aspettiamo il coming out di un calciatore, ma dopo il Mondiale ci sarà il coming out di intere squadre femminili. In una squadra almeno la metà sono lesbiche e ovviamente non lo dico in senso negativo. Le ho sempre protette.

Secondo il giornalista-presentatore tv, aspirante eurodeputato, l’orientamento sessuale è “fondamentale” in certi settori: «Sono lesbiche perché c’è una componente maschile in alcune donne lesbiche che trova sbocco in ambiti che una volta erano solo maschili. E questo discorso vale anche per la Nazionale. Alcune le conosco». Se Leonardo da Vinci o Michelangelo non fossero stati gay avrebbero fatto altro, una questione, secondo Cecchi Paone, di sensibilità.

Vorrei ricordare che Alessandro Cecchi Paone ha una certa passione per il toto-gay. L’ultimo riguardava i ministri gay dell’attuale governo gialloverde (sarebbero almeno tre). I più eclatanti, però, proprio il mondo del calcio. In occasione dei Mondiali del 2014, e nel 2012 poco prima degli Europei, Cecchi Paone aveva alzato un polverone parlando di giocatori gay. Ma senza fare nomi, «altrimenti mi beccherei una querela».

Il nostro caro Cecchi Paone, evidentemente, non ha mai sentito dire che il silenzio è d’oro. Anche perché, oltre alla pessima figura di chi cerca di farsi pubblicità in ogni modo, tira in ballo un’infinità di luoghi comuni, insopportabili quanto dannosi.

Mondiali di calcio femminile. Perché la parità di genere fa così paura?

In una società come quella italiana che ancora pensa all’omosessualità, maschile e femminile, per stereotipi, dove fare coming out pubblico sembra una montagna da scalare, l’idea che i gay siano assimilabili alle femminucce che giocano con la Barbie e le lesbiche a dei maschi mancati che sognano di diventare Ronaldo è deleteria.

Come dire: se ti piacciono gli uomini sei meno “maschio”, se ti piacciono le donne sei meno “femmina”. Se ti piace danzare, disegnare vestiti, dipingere, beh sarai sicuramente gay. E se ti piace praticare certi sport, il calcio, il tennis, o il karate, sarai sicuramente lesbica. Una narrazione perversa, soprattutto per quella ragazzina che corre su un campo di calcio e si sente felice, a prescindere dal suo orientamento sessuale, ma che verrà derisa dai suoi compagni perché è un “maschio mancato”.

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3 commenti

  1. Ma pure se alcune di loro lo fossero, quale sarebbe il problema? Vabbè, detto da uno che ha mentito per anni a se stesso non mi stupisce che getti fango (per non scrivere “altro”…) sugli altri; passare da La macchina del tempo al GF Vip deve essere stato un trauma, immagino

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