Celebrate Yourself, le vite LGBT in Italia in una mostra fotografica

35 soggetti (singoli, coppie, famiglie) LGBT ritratti e intervistati nel loro quotidiano

Il MAU (Museo di Arte Urbana di Torino) torna anche in questo 2018 a celebrare i diritti civili con la mostra dedicata “Celebrate yourself“. Sull’onda del successo della rassegna 2017 Dimmi di sì: ieri, oggi e domani, da venerdì 4 maggio a lunedì 4 giugno grazie al lavoro della fotografa e attivista Alice Arduino sarà possibile visitare il museo d’arte contemporanea per assistere ad interessanti dibattiti con esponenti della comunità LGBT ed osservare il racconto della realtà arcobaleno italiana attraverso una serie di ritratti fotografici.

Per il progetto fotografico Celebrate Yourself sono state fotografate e intervistate 35 persone con l’intento di scoprire gli hobby, le passioni, il lavoro,  principi e valori, andando oltre le etichette gay, lesbica, bisessuale, trans*. Sono le storie di singoli, coppie e famiglie omogenitoriali con figli avuti per mezzo della procreazione assistita o da precedenti relazioni. Nei volti ritratti scorgiamo esponenti politici, dee-jay, avvocati, poliziotti, giovani, studenti, attivisti, scrittori, ecc. Tutti i soggetti hanno fatto coming out, raccontando la loro esperienza e il loro vissuto.

Mimmo e Alberto - Celebrate YourselfMimmo e Alberto – Celebrate Yourself

La mostra si rivolge a tutti in modo trasversale, da chi ancora guarda al mondo LGBT con diffidenza a chi cerca una “spinta” per fare “coming out” e vuole osservare l’esempio personale degli intervistati. Celebrarsi ogni giorno e farlo con orgoglio: le storie narrate sono state pubblicate sulle riviste Pride Online, TPI – The Post Internazionale e sul sito Sessualità Positiva della psicologa Laura Salvai per promuovere il progetto come una espressione di libertà e consapevolezza per “essere se stessi e vivere felici”.

Andrea - Celebrate YourselfAndrea – Celebrate Yourself

Celebrate Yourself, il progetto fotografico di Alice Arduino

I partecipanti hanno aderito e dato la loro disponibilità, “mettendoci la faccia”, raccontando la loro storia: gioie, dolori, difficoltà, coming out con i genitori e amici, aneddoti simpatici e divertenti. Alice Arduino ha così spiegato il progetto di Celebrate Yourself:

Il mio obiettivo era raccontare la comunità LGBT+ andando oltre le etichette. Volevo che uscisse fuori la storia delle persone fotografate, i loro hobby, passioni, quello che fanno nel tempo libero, cosa leggono, guardano in TV, al cinema e che musica ascoltano. Chi legge le interviste deve trovare dei punti in comune con loro, familiarizzare, sorridere, commentare perché le cose che ci accomunano e uniscono sono molteplici. Il fatto che poi siano gay, lesbiche, bisessuali e transessuali è una cosa in più, un'”etichetta” che gli altri ti attaccano e che non deve influire sul giudizio delle persone

Viviamo in un mondo dove l’eterosessualità è considerata la normalità e chi non appartiene a questa “categoria” spesso subisce un giudizio negativo. Se la relazione con gli amici è più facile, più complicata può diventare quella con i parenti o sul posto di lavoro. Qui possono nascere le discriminazioni più forti, l’indifferenza e l’allontanamento, portando molta sofferenza in chi la subisce.

L’importanza di “metterci la faccia” e autocelebrarsi

A Torino sono 35 le persone che si sono rese disponibili al progetto:

Non è una cosa così scontata e questa mostra lo dimostra. Molti mi hanno detto che non volevano essere fotografate perché i genitori non lo sapevano o perché avrebbero avuto problemi sul lavoro. Altri non erano sicuri perché ancora incerti. Non ho trovato nessuna famiglia arcobaleno disposta a farsi fare una foto, probabilmente per tutelare i figli/e. Questo dimostra che c’è ancora molto lavoro da fare non solo da parte delle associazioni LGBT+ e dei singoli ma anche delle istituzioni che hanno il dovere di promuovere progetti di sensibilizzazione e diffondere iniziative di rispetto e uguaglianza.

Alice - Celebrate YourselfAlice – Celebrate Yourself

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