“Cercasi ragazza o gay”, l’annuncio di lavoro scatena le polemiche

Il gestore di un lido siciliano si difende: "Sono più gentili degli uomini"

Gigi Tropea è il gestore del Lido Baiamuri, in un tratto della costa siciliana molto amato anche dagli scout di location per il cinema e le fiction tv. Non immaginava forse il sig. Tropea di scatenare una levata di scudi così trasversale quando ha pubblicato l’annuncio di lavoro per un posto libero da receptionist per il suo lido. La particolarità dell’annuncio? Cercare per il posto ragazza o gay di bella presenza“. A muovere critiche nei confronti dell’annuncio c’è anche l’Arcigay locale, che parla di «ghettizzazione al contrario».

L’imprenditore rivendica l’assoluta buona fede dell’annuncio: lui sul lavoro preferisce di gran lunga lavorare con i gay. Ne aveva già assunto uno lo scorso anno al lido e lavora con ragazzi gay anche nella boutique d’abbigliamento che gestisce a Catania:

In un paese democratico, non sono libero di cercare per il mio locale il personale che voglio? Gli omosessuali sono molto meglio, si porgono gentilmente, hanno un estro che gli uomini non possiedono e, in questo momento, sono i padroni del mondo.

Ho tantissimi clienti e amici che sono o frequentano gay. Qui a Marzamemi è ormai un’esplosione. L’80% dei turisti è gay. Hanno garbo, sono gentili ed estrosi. E io cerco di farli servire da un altrettanto garbato receptionist che dovrà occuparsi anche della boutique in spiaggia. Che ci posso fare se nel lavoro, nel rapporto con la clientela sono meglio loro? Ma siamo nel 2018 e questa polemica è inconcepibile.

Arcigay bacchetta il gestore: gay o etero, tutti possono essere gentili

La scelta di abbracciare la causa gay in un modo discriminante al contrario è stata giudicata controproducente dal Presidente di Arcigay Siracusa Armando Caravini, piena com’è dello stereotipo del gay gentile e sensibile contrapposto agli etero (anzi, nel linguaggio del gestore, agli “uomini”) dai modi spicci e rudi:

È una Sicilia che supera gli steccati d’un tempo. Un’area dove tante cose si muovono per il verso giusto. Ma l’annuncio che chiede l’assunzione di un gay rischia di trasformarsi in uno strano tentativo di inclusione a contrario, un messaggio errato. Normalmente, purtroppo, avviene l’opposto: annunci o colloqui durante i quali esplicitamente il datore di lavoro esclude delle persone solo sulla base dell’orientamento sessuale.

Quella scritta si poteva evitare, anche perché di bella presenza, educati e gentili possono essere allo stesso modo sia ragazzi etero che omosessuali.

Caravini è anzi convinto che la scelta di assumere un ragazzo gay sia una strategia di marketing per farsi notare in una fase di crescita del turismo LGBT in zona. Il signor Tropea insiste però che la sua scelta è un autentico attestato di stima verso il mondo gay:

La mia scelta non è la controfigura del razzismo. Tutt’altro. La controprova me la dà la mia bimba che deve ancora compiere quattro anni. Lei vive in mezzo ai gay e non si sorprende quando si ritrova a giocare con miei amici come Matteo e Vincenzo, solo chiedendomi con candore: ‘Chi è la donna dei due?’. Io sorrido e capisco che cadono i pregiudizi, che il mondo va avanti e cambia, in meglio.

Stereotipi e privilegi a doppio taglio

Entusiasmo professionale o furba strategia, resta il fatto che l’annuncio mostra effettivamente una discriminazione per orientamento sessuale. Accettare un privilegio isolato (e tuffarsi a bomba in un mare di stereotipi) è un’arma a doppio taglio che andrà a giustificare episodi in cui ad essere tagliati fuori ingiustamente da un’opportunità di lavoro saranno proprio il gay “gentile e sensibile” o la lesbica dall’aspetto androgino.

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4 commenti

  1. Se accettiamo un annuncio rivolto solo a “ragazze o gay” allora dobbiamo accettare anche annunci rivolti solo ad etero. L’orientamento sessuale non può essere un titolo di preferenza, semplice

  2. Ragionare per stereotipi è sempre uno sbaglio, non importa che essi siano percepiti come negativi o positivi. Che succede a quelle persone che non si inseriscono nello stereotipo dell’uomo gay gentile sensibile e appassionato di moda? Che succede agli uomini etero che sono comunque gentili sensibili e appassionati di moda? Non si può ragionare così, incasellare le persone e aspettarsi che esse aderiscano tutte allo stesso modello. Questi ragionamenti sono dannosi e omofobi tanto quanto quelli che escludono le persone omosessuali a prescindere. Siamo persone, e come tali chiediamo di essere trattate né più né meno. Sembra un concetto troppo difficile da capire.

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