Cerimonia religiosa “riparativa” contro il Bergamo Pride

Un'adorazione eucaristica per opporsi ai diritti umani e civili LGBT

Lunedì 21 maggio nella Chiesa del Convento dei Frati Cappuccini a Bergamo avrà luogo una cerimonia religiosa (un’adorazione eucaristica) in esplicita contrapposizione al Bergamo Pride. Dietro l’incredibile provocazione si celano un gruppetto di associazioni fondamentaliste d’ispirazione (pseudo)cristiana dai trascorsi omofobi e transfobici:

  • Circolo del Popolo della Famiglia di Seriate;
  • Coordinamento del Popolo della Famiglia della Provincia di Bergamo;
  • Movimento per la Vita Val Cavallina;
  • Intercomunione Bergamo/Brescia;
  • Circoli “La Croce” Bergamo;
  • Movimento “Preghiera delle mamme”.

In un modo o nell’altro tutti gruppetti di accoliti di Mario Adinolfi. Un gesto aperto di sfida che stride in modo evidente con uno dei due motti del Bergamo Pride 2018: “Educare alle differenze per combattere l’odio“. L’altro, “Giù la maschera“, rende bene l’idea di una comunità LGBT che non vuole più nascondersi, al contrario di tanti lupi nel mondo cattolico che indossano maschere di pecora.

Bergamo Pride 2018, avanti contro l’intolleranza

I promotori del Bergamo Pride 2018 non raccolgono la provocazione ma rivendicano l’importanza di prendere le distanze da chi semina odio:

I diritti civili non hanno orientamento sessuale e sono tra i beni più preziosi per ognuno. Coloro che disseminano e fomentano l’odio tentano ripetutamente di limitare, distruggere e azzerare i diritti civili, colpendo tutti indistintamente. Abbiamo bisogno di un nuovo Risorgimento che parta dall’educazione alle differenze e al rispetto dei diritti civili per una nuova rinascita italiana.

Le voci a favore del Bergamo Pride dal mondo cattolico e istituzionale

L’Assessore all’Innovazione del Comune di Bergamo Giacomo Angeloni ha intanto affidato a BergamoNews una lettera aperta in cui – da cattolico praticante – si oppone all’iniziativa di preghiera “riparativa”, contraria anche al “clima di dialogo caro a Papa Francesco“:

Non posso tacere la mia amarezza e il mio sconcerto dopo aver visto il volantino della veglia di preghiera […] Da amministratore e politico ritengo che non ci sia nulla da “riparare” dopo il Gay Pride, importante manifestazione che sta riscontrando un successo di adesioni in città e che vuole porre al centro dell’attenzione il tema delle discriminazioni, di cui l’Italia ha ancora un enorme bisogno.

Da cattolico praticante penso alle periferie esistenziali di cui Papa Francesco parla quotidianamente. Le sue frasi di accoglienza, così evangeliche, stridono enormemente con quel volantino che allude ad una implicita condanna a chi frequenterà il Pride, usando in modo meschino ed erroneo quanto per noi cristiani è rappresentato dall’eucaristia, il cui senso profondo include e non discrimina. […]

“Accogliere e accompagnare omosessuali e trans, questo è quello che farebbe Gesù oggi”, così dice il Papa. Sarebbe più opportuno, quindi, seguire questa indicazione pastorale e non rischiare di incitare all’odio e alla discriminazione, almeno non in Chiesa.

Riterrei importante riflettere e pregare per le vittime di omofobia, persone discriminate, escluse, aggredite e anche uccise o spinte al suicidio da questa società così distratta e impaurita dall’alterità.

Bergamo Pride, lettera dei seguaci di Adinolfi al sindaco: “No al patrocinio”

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2 commenti

    1. Lascia che facciano, teniamo presente che fino a pochi decenni fa la chiesa raccomandava alle puerpere una messa di purificazione per lavare il “peccato”. Di quale peccato mai si poteva macchiare una donna che metteva al mondo una creatura?
      A certe cose non si deve dare risonanza, ma dedicare solo un pietoso sorriso e guardare al futuro, l’unica cosa che temono è il ridicolo.
      Baci.
      L.

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