Cesena. Esponenti di Forza Nuova rimandati a giudizio per omofobia

Avevano inscenato un funerale durante un unione civile. Per la prima volta la ex legge Mancino viene applicata anche per un reato di omofobia

Il 5 febbraio 2017 a Cesena, Matteo Capacci e Marco Zaccaria si erano uniti civilmente in Comune, per l’occasione un gruppo di esponenti di Forza Nuova avevano inscenato il “funerale d’Italia”, con tanto di bara portata a spalle. Un gesto che voleva dimostrare, in maniera plateale, la loro contrarietà nei confronti delle unioni tra persone dello stesso sesso. Lo stesso era accaduto un anno prima, nel 2016, sempre a Cesena, con la comparsa per le vie dalla città di manifesti funebri: “il funerale della famiglia italiana”.

Il 21 febbraio, il G.u.p. del Tribunale di Forlì, ha deciso di rinviare a giudizio tutti gli esponenti di Forza Nuova (tranne uno che fatto richiesta di messa alla prova) che avevano inscenato il funerale del 2017, per istigazione all’odio.

Oltre alle persone offese, sono state ammesse come parte civile il Comune di Cesena e due associazioni che difendono i diritti delle persone LGBTI, Rete Lenford-Avvocatura per i diritti LGBTI e l’Arcigay di Rimini – Forlì – Cesena. «È la conferma – sottolinea la presidente di Rete Lenford, Miryam Camilleri – di come ci sia uno spazio d’azione per le associazioni che, come Rete Lenford, hanno tra i fini statutari l’obiettivo specifico della lotta all’omofobia».

Soprattutto, per la prima volta, la ex legge Mancino (ora articolo 604 bis e 604 ter del codice penale) viene applicata su un reato di omofobia. «È importantissimo – commenta Miryam Camilleri – che un Giudice di merito possa ora valutare l’applicabilità della legge Mancino-Reale (ora trasfuse negli articoli 604 bis e 604 ter del codice penale, sotto la nuova sezione “Dei delitti contro l’eguaglianza”), finora esclusa, in via teorica, per l’assenza nelle norme di un riferimento esplicito alla discriminazione per orientamento sessuale o identità di genere. Si tratta di un punto di partenza essenziale per riportare sotto gli occhi di tutte e tutti, magistratura e legislatore, i temi delle discriminazioni e dei reati motivati dall’odio commessi a danno delle persone LGBTI».

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