Diritti LGBT in Italia. Quello che (non) ci aspetta

La situazione è questa: domenica scorsa alla Convention Democratica Matteo Renzi ha detto:

Io sono fra quelli più prudenti ma il tema del “civil partnership”, le unioni civili lo metteremo nel patto di coalizione, che piaccia a Giovanardi o no: noi siamo il PD e su questo tema non possiamo fare finta di niente.

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Ergo, niente matrimonio ma civil partnership – che siano alla tedesca o all’inglese ancora non è chiaro, ciò che è chiaro è che se la storia docet, quando saranno all’italiana saranno di sicuro peggio. Ma fin qui niente di nuovo, dato che già durante la campagna per le primarie del PD questa era stata la sua posizione.

A rispondergli è stato subito Angelino Alfano, che in Mezz’ora dalla Lucia Annunziata ha dichiarato:

Per noi la famiglia è fatta da un uomo, una donna che si sposano per la procreazione e dai figli. Ma siccome abbiamo grande rispetto per l’affettività di chiunque, siamo pronti, per le garanzie patrimoniali, a intervenire sul codice civile. Ma la famiglia non si tocca e ha la priorità.

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E anche qui, nulla di nuovo. E mi chiedo, dal basso della mia totale ignoranza: cosa intende Alfano con garanzie patrimoniali? Crederà mica che noi omosessuali vogliamo avere solo qualche soldino in più dal nostro partner? Ma sorvoliamo, perché mentre buona parte delle associazioni LGBT hanno risposto a gran voce alla proposta di Renzi – a cominciare da Arcigay e dal senatore PD Sergio Lo Giudice, che invece sostengono il matrimonio egualitario – il capolavoro è arrivato, come spesso succede, da Sacconi che torna a parlare di moratoria sulle questioni eticamente sensibili, come appunto i diritti LGBT:

Chiediamo una moratoria di un anno su tutti i temi eticamente sensibili all’esame del Parlamento, in modo da avere il tempo per affrontarli con un ascolto reciproco e per arrivare a soluzioni condivise.

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Come avevo già scritto un po’ di tempo fa, i diritti delle persone LGBT non sono questioni etiche. Piaccia oppure no. Sarebbe come dire che se le donne hanno il diritto di voto è perché secondo una certa etica è giusto. No, le donne hanno il diritto di voto perché sono uguali agli uomini. Ma andiamo avanti, perché Sacconi, dall’alto della sua carica da Presidente del Nuovo Centrodestra, aggiunge:

L’istituto matrimoniale è – e questo è il punto – a rilevanza pubblica e la Costituzione lo collega alla società naturale. Estendere questo istituto potrebbe travolgere il nostro modello sociale.

Fermo restando che nella nostra Costituzione non c’è nessun riferimento esplicito alla società naturale, mi piacerebbe che qualcuno mi spiegasse cos’è questa benedetta società naturale. Ah, dite che l’unico riferimento è la procreazione? Allora le coppie che, per un motivo o per un altro, non possono avere figli – o scelgono di non volerli – non sono naturali? Ma soprattutto, quand’è che questi politici impareranno una litania nuova? Perché, ammetto che proprio non ce la faccio più a sentire sempre le solite cose. Compreso il fatto che sì, facciamola pure una moratoria di un anno sui diritti LGBT, a patto che tra un anno il Governo – di qualunque segno esso sia – una decisione la prenda. Perché, caro Sacconi in Italia la moratoria sui diritti LGBT va avanti almeno da vent’anni.

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La Mile

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Un commento

  1. Questi sono decenni che violano la Costituzione, senza batter ciglio, in ogni sua parte. Ma, preciso preciso, quando ci sono di mezzo i diritti LGBTQ, la mistificano e se ne ergono a baluardo. Patetici tutti.

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