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Emma Marrone difende la capitana della Sea Watch, Carola Rackete, viene coperta di insulti

Con un post su Instagram, Emma Marrone difende Carola Rackete, ma i suoi fan si scatenano contro di lei

Con un post su Instagram, Emma Marrone esprime piena solidarietà alla capitana della Sea Watch 3, Carola Rackete, arrestata a Lampedusa dopo aver forzato il blocco della Guarda Costiera italiana per far scendere a terra i 40 migranti soccorsi in mare sedici giorni prima.

La cantante salentina ha commentato così la vicenda: «Solo una parola. VERGOGNA.Il fallimento totale dell’umanità.L’ignoranza che prende il sopravvento sui valori e sul rispetto di ogni essere umano. Stiamo sprofondando in un buco nero. Che amarezza».

La capitana della Sea Watch, Carola Rackete

Il post è stato sommerso di commenti offensivi. Perché ormai in Italia le idee non si contestano con argomentazioni, ma con insulti (gli stessi che ha ricevuto la stessa Carola Rackete appena scesa a terra a Lampedusa).

I colleghi difendono Emma

A prendere le difese di Emma, sono arrivati un po’ di colleghi, come il frontman dei The Giornalisti, Tommaso Paradiso che su Twitter ha scritto: «Sembra davvero che tutto ciò possa provenire da un mondo parallelo, per una falla improvvisa del sistema che ha deviato il normale corso delle cose come se stessimo assistendo da spettatori a un film post apocalittico ambientato in un tempo x lontano da qui, lontano da noi. Ma è semplicemente reale, spaventosamente reale. Per l’ennesima volta ci siamo sopravvalutati, invece rappresentiamo il punto più basso e infimo della grandiosità dell’universo tutto».

Anche Paola Turci: «Quanto hai ragione, amica mia» e Fiorella Mannoia, che sempre via Twitter ha scritto: «Avanti, scatenatevi pure. I vostri insulti sono medaglie».

Purtroppo non è la prima volta che Emma Marrone viene insultata per esprimere la sue idee, molto distanti da quelle della maggioranza di Governo. A febbraio, durante un concerto a Eboli, la cantante dal palco invitò il nostro paese ad un cambio di rotta: «Aprite i porti!». Sui social arrivarono una valanga di insulti, per lo più sessisti, compreso quello del consigliere leghista di Amelia, in provincia di Terni, Massimiliano Galli: «Apri le tue cosce». Il consigliere fu espulso dalla Lega.

Dopo mesi, però, l’odio sui social, fomentato da Salvini & Co., non sembra volersi arrestare. Soprattutto se il target è una donna.

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