Esorcismi e abusi contro l’omosessualità, ondata di arresti

Una grave storia di violenza, superstizioni, omofobia e ignoranza nel casertano

Don Michele Barone è stato arrestato con l’accusa di aver compiuto «medievali e brutali riti esorcisti» su numerose donne, tra cui una minore e una giovane. A questi capi d’accusa va aggiunto anche quello più agghiacciante: violenza sessuale aggravata. Il nome del sacerdote 42enne inizia a farsi largo nella cronaca dopo il servizio della trasmissione di Italia1 Le Iene andato in onda lo scorso 14 febbraio. Nella clip viene mostrata una situazione familiare di profondo degrado, in cui i genitori di una ragazzina con problemi psichici affidano la cura della figlia al prete attraverso esorcismi. La causa della “possessione demoniaca” della fanciulla viene indicata nell’omosessualità della sorella maggiore.

Qui è possibile vedere il servizio andato in onda a Le Iene.

Arianna – i nomi sono quelli di fantasia scelti da Le Iene – si era già rivolta alla polizia per denunciare la condizione di schiavitù della sorella minore Giada. L’ispettore che incontra però è amico del sacerdote e cerca di convincerla a non sporgere querela. Oggi sia i genitori delle ragazze che il dirigente della Polizia sono finiti agli arresti domiciliari. Dopo lo scandalo seguito dalla diffusione del servizio, il vescovo di Aversa ripreso con una telecamera nascosta nel servizio ha sospeso per un anno il sacerdote-orco.

L’omofobia dietro gli esorcismi

La storia di abusi inizia anni fa quando i genitori scoprono l’omosessualità di Arianna. La violenza che ne segue causa una reazione psicosomatica nella piccola Giada, che all’improvviso non muove più le gambe. La psicoterapia consigliata dai medici non è un’opzione per i genitori, che si rivolgono all’esorcista da salotti TV don Michele Barone. Di lui si fidano a tal punto da lasciargli perpetrare violenze contro Giada e allontanare da casa per sempre Arianna, impedendo la frequentazione fra le sorelle.

Grazie all’esposizione mediatica della terribile storia, un importante studio legale ha deciso di seguire Arianna e la giustizia si è mossa per dipanare il groviglio di violenza, superstizioni, omofobia e ignoranza che hanno separato e traumatizzato le due sorelle. Resta poco da dire, se non che il sonno della ragione genera mostri e che l’unica speranza è che la giustizia faccia in fretta il suo corso.

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2 commenti

  1. Ma è pazzesco! I servizi sociali vengono allertati per situazioni molto meno gravi, qui nessuno ha pensato di farlo? Vabbè che se l’assistente sociale è come l’ispettore di polizia…

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