Eva, la lesbica che vogliamo vedere in tv. Intervista all’autrice Monica Rametta

Tutti pazzi per amore EvaEva, interpretata da Anita Caprioli

Se Eva è la prima donna, per noi Eva è anche la prima lesbica. Stiamo parlando del personaggio di Tutti pazzi per amore 3, la fiction-musical di Rai uno ideata da Ivan Cotroneo e scritta con Monica Rametta, che è “prima” perché ha rivoluzionato il modo in cui la tv italiana racconta l’omosessualità femminile. Come, lo abbiamo spiegato qui: non è sfigata, pericolosa, ex-disastrata, destinata a sparire nel giro di pochissime puntate. Anzi, grazie anche alla leggerezza sexy-svampita con cui la interpreta Anita Caprioli, è la ragazza che chiunque (uomo o donna) desidererebbe. LezPop ha chiesto a Monica Rametta, co-sceneggiatrice della serie, di raccontarci come è nata. Monica è anche la penna dietro a Riparo, il film di Marco Simon Puccioni che ha come protagoniste una coppia di donne, e ha collaborato alla sceneggiatura di La kryptonite nella borsa.

Lo sapevate che con Eva stavate facendo una cosa rivoluzionaria per la tv italiana?
Non è che partiamo dall’idea: facciamo una cosa rivoluzionaria. Volevamo scrivere una storia che ci sarebbe piaciuto vedere e che sentivamo autentica. Volevamo un personaggio bello, interessante da raccontare, con i sui desideri e i sui sbagli: veri. E’ stato così anche con altri, che alla fine sono stati altrettanto “rivoluzionari”: il padre gay di Emanuele, il ragazzo sieropositivo. Per noi il personaggio di Eva era interessante anche perché non era mai stato fatto prima, e c’era tanto da dire.

Come è nato il personaggio?
Avevamo voglia di vedere il protagonista Paolo alla prese con una “spalla”, un altro amico. Nella prima serie era stato Neri Marcorè, nella seconda Alessio Boni. Ci piaceva che fosse qualcuno con una visione del mondo e delle donne del tutto diversa da quella di Paolo. Così abbiamo pensato di mettergli accanto un personaggio femminile lesbico. Il fatto che fosse in contrasto con Paolo, che è ingenuo, un po’ naif, poteva creare situazioni comiche.

La novità di Eva non è tanto che sia lesbica, ma che esce dagli stereotipi con cui finora la tv italiana ha raccontato l’amore tra donne: dramma, dubbio, sofferenza, auto-flagellazione…
Sì, ci divertiva l’idea di raccontare una donna risolta. Che al massimo qualche problema lo facesse venire agli altri – vedi l’imbarazzo iniziale di Paolo quando capisce che a Eva piacciono le donne. Devo dire  che è stato fondamentale il sostegno di Claudia Aloisi, la responsabile fiction Rai, una persona illuminata, che ha aperto a una fiction dai temi per niente scontati nella televisione italiana.

Tutti pazzi per amore ha cambiato le carte in gioco già a partire dal format
Sì, quello con le scene nate dall’immaginazione dei personaggi e l’uso della musica è un format che ci siamo inventati nella prima serie ed è, come dire, la nostra firma.

Il pubblico come ha reagito al personaggio di Eva (a parte noi di LezPop che siamo fan sfegatate)?
Le reazioni sono state super positive. Eva è il personaggio femminile più amato dai bambini. Anita Caprioli (l’attrice che la interpreta) ci ha raccontato che quando Eva ha avuto la sbandata per Claudia (interpretata da Lucrezia Lante della Rovere, ndr), un bambino l’ha fermata e le ha detto: tu non devi lasciare la tua fidanzata.

I bambini sono fantastici! Ma, in generale, quanto contano i modelli positivi in televisione?
Molto. Credo che sia fondamentale potersi riconoscere in quello che vedi e per questo è importante parlare di argomenti di cui non si parla spesso. Non in modo positivo a tutti i costi, ma in modo autentico. Se qualche ragazza si è riconosciuta in Eva e in qualche modo Eva la ha aiutata a vivere meglio la propria omosessualità, credo che sia un risultato importantissimo. Lo stesso vale per il ragazzo sieropositivo. La televisione entra nelle case della gente e lascia un segno.

C’è qualcosa del personaggio di Eva che è cambiata nel corso di realizzazione del telefilm?
Eva era già delineata, ma la parte che riguarda Roberta è venuta dopo.

La sua fidanzata ostica ribattezzata da Paolo “la controfigura di Rambo”…
Esatto. Roberta all’inizio era un personaggio più stereotipato, volutamete. Ma poi abbiamo pensato di cambiarla, e abbiamo tirato fuori il problema del coming out con i genitori.

Il suo coming out è uno dei più divertenti mai visti.
La battuta di Roberta “Auguri, sono lesbica” ha fatto ridere tutti, ma al di là del divertimento, quello del coming out è un aspetto vero: un passaggio centrale per le persone gay e lesbiche. E ci piaceva che alla fine fosse Paolo a ricordare ad Eva che nascondersi è una violenza. Anche perché dimostra il percorso di crescita di Paolo rispetto al tema dell’omosessualità.

Ci sarà Eva nella quarta serie?
Sì.

E cosa succederà?
Non ve lo posso dire. Dovrete aspettare!

Non vediamo l’ora di vedere la quarta stagione! Oggi le serie tv, soprattutto quelle americane, riescono ad affrontare i problemi sociali di tutti i tipi con una profondità e con una complessità di riflessione che il cinema spesso non si può permettere. Secondo te perché?
La maggior parte delle serie tv americane vengono trasmesse via cavo, quindi la gente può scegliere, e al tempo stesso gli autori sono più liberi.

In Italia è più difficile?
In Italia nessuno produce, e Sky è troppo debole. Quindi gli unici a realizzare delle serie tv sono le televisioni generaliste, cioè Rai e Mediaset. Che possono fare delle cose, ma fino a un certo punto, perché parlano a un pubblico più ampio.

E quindi per forza “medio”?
Sì, ma prima o poi dovrà cambiare. Ormai la domanda è talmente vasta, la gente guarda internet, Sky, e poi i canali terrestri. Anche la Rai, se vuole veramente rimanere al passo con i tempi, si deve aggiornare. Il pubblico è molto più pronto di quello che tutti pensano. E noi ne siamo una prova. Perché comunque gli ascolti sono andati bene, il gradimento è stato altissimo. Abbiamo “svecchiato” il pubblico di Rai uno.

Cioè?
Rispetto alla media abbiamo avuto spettatori più giovani. Il pubblico di fiction come Don Matteo ha una media di 60 anni, Quello di Tutti pazzi per amore di 47 anni. Una differenza di oltre dieci anni, è tantissimo!

Quanto conta l’esperienza personale, in questo caso l’omosessualità, nella scrittura di un personaggio? E’ un caso che Eva sia uscita dalla penna tua e di Ivan Cotroneo?
L’esperienza personale conta, anche nel mio caso:  raccontare qualcosa che conosci in prima persona ti aiuta. Ti permette di trovare quell’autenticità di cui parlavo prima. Ma non credo che in quanto lesbica debba scrivere solo di lesbiche o di gay. Altrimenti sarebbe una negazione della creatività: se sei una persona intelligente, sensibile, puoi parlare di tutto. Raccontare storie, alla fine, significa saper usare l’immaginazione.

Stasera un pezzo della redazione di LezPop (la Mile!) sarà al cinema Arsenale di Pisa per la proiezione di Diversamente Etero, il documentario sulla rappresentazione delle lesbiche nella tv italiana a partire dalla storia di Sarah e Veronica del Grande Fratello 10. Al dibattito ci sarà anche Ivan Cotroneo

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4 commenti

  1. “Tutti pazzi per amore” è l’unica cosa che guardo in televisione ormai da quando è nato. È meraviglioso, appaga la mia anima trash e l’arrivo di Eva è stato il coronamento dell’amore che mi lega a questa serie tv.
    Sinceri complimenti agli autori. :)

  2. Ho amato immediatamente “Tutti pazzi per amore” e l’introduzione di Eva ha consolidato il mio amore, finalmente un personaggio lesbico rappresentato in modo semplice, alle prese con le vicende quotidiane. Esilarante la scena del cenone, con il sottofondo di “Metti una sera a cena” :)

  3. Quanto vorrei poter venire a Pisa stasera. Purtroppo non mi è possibile, ma vi prego, comunicate ad Ivan da parte mia tutta la mia ammirazione per Eva, ma anche per Tutti pazzi per amore in generale, perchè è veramente una fiction innovativa per l’Italia. :)

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