Evan Rachel Wood: «Io violentata due volte. Sono forte, ma ancora ferita»

In più occasioni Evan Rachel Wood, ha parlato di sé in maniera piuttosto diretta, come quando nel 2011 su Twitter dichiarò di essere bisessuale. E sempre via social network, l’attrice ha postato una foto che segue un’intervista al Rolling Stone. Si tratta di un’altra “confessione”, anche se in questo caso è molto più dolorosa.

Evan Rachel Wood racconta di essere stata violentata due volte, la prima da un partner, la seconda dal proprietario di un bar. A 22 anni ha tentato il suicidio, definito come le cosa peggiore e la cosa migliore che le sia successa, perché «non ha funzionato» e, ora, nonostante tutti gli sforzi, è consapevole di non esserne del tutto uscita.

Ho cominciato a farmi domande sul perché sono stata sempre così reticente nel raccontare le mie esperienze come ragazza cresciuta in America. Penso che, come tante altre ragazze, ho fatto di tutto per trasformarla in una storia triste, non una storia su di me. Non dovevo essere sicura di quello che era successo. Perché ciò che davvero conta è che la merda arriva. Della brutta merda. E questo mi ferisce ancora oggi.

Nel profondo volevo che nessuno pensasse che lo stavo facendo per attirare l’attenzione, o che mi dicessero che non era una cosa importante, o ancora peggio che “non è davvero uno stupro”. Non voglio vergognarmi, né far credere che l’abbia davvero superato, solo perché “sono così forte”. Non credo che viviamo in un tempo in cui le persone possano rimanere in silenzio a lungo. Io non posso. Non dopo aver visto il mondo pieno di bigottismo e il sessismo.

Bisogna parlarne perché non dev’essere nascosto sotto al tappeto e non voglio che venga considerato “normale”. È un problema serio. Sono ancora in piedi. Sono viva. Sono felice. Sono forte. Ma non sono ancora Ok. Vorrei che le persone sapessero che per le donne sopravvissute [allo stupro] è importante alleggerire il peso di ciò che devono sopportare e l’obbligo di mettersi tutto alle spalle. Vorrei ricordare a tutti che quei pochi minuti ti cambiano la vita e che il trauma subito si trasforma in una battaglia per te stessa.

Per cui, per rispondere alle vostre domande dirette in maniera diretta, sì sono stata stuprata da una persona importante mentre eravamo insieme e in un’altra occasione dal proprietario di un bar. La prima volta mi sono chiesta se fosse davvero uno stupro visto che era il mio compagno. Fino a quando non è stato troppo tardi. E poi chi mi avrebbe creduto. La seconda volta ho pensato che fosse colpa mia, che avrei dovuto oppormi, ma avevo troppa paura. Tutto questo è successo molti anni fa e io, naturalmente, so che nessuno dei due stupri è stato colpa mia.

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