Famiglia homoparentale. L’ultimo scatto di Oliviero Toscani

L’ha pubblicato il Fatto Quotidiano oggi, senza aggiungere nessun commento. Quello che vedete qui sopra è l’ultimo scatto di Oliviero Toscani per Elle Francia: famiglia homoparentale. Lui e lui, lei e lei, e un bambino nel mezzo.

Bene, non sono laureata in semiotica, tanto meno in fotografia, però, il mio intuito mi dice che la foto ha qualcosa che non va. Le luci sono molto scure. Hanno qualcosa di tetro, come se non bastasse lo sfondo grigio. Poi gli sguardi dei protagonisti. Mi sembrano tristi. Il ragazzo di sinistra ha l’aria di sfida e accenna un sorriso, mentre gli altri due sembrano rassegnati, fino ad arrivare alla ragazza di destra: sembra una di quelle foto contro la violenza sulle donne, nel senso che lei è una delle vittime. E il bambino, lì nel mezzo, pare crocifisso, conteso da una parte e dall’altra, con l’aria mesta, fa quasi pietà.

Il problema è che non capisco se il signor Oliviero Toscani (che non annovero tra i miei fotografi preferiti, anzi) intendesse lanciare un messaggio a favore dei matrimoni gay (di cui tanto si discute in Francia), oppure no. Perché vista così, questa foto funzionerebbe molto più come spot contro. Voi dareste mai in adozione un bambino a persone che hanno quell’aria così cupa e triste? Beh, io ci penserei su.

Insomma, ho l’impressione che sia una delle tante furbate di Toscani: con questa foto fa incazzare tutti, omosessuali e omofobi. Ma come ha detto una mia amica (etero che da poco ha avuto un bambino), “perché una famiglia omogenitoriale non può essere ritratta come una famiglia qualsiasi?”.

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La Mile

Lazy and creative. Proud mommy of an amazing girl pug.

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38 commenti

  1. vi sbagliate.
    infatti, l’autore di questo articolo, dice GIUSTAMENTE di non essere esperto in semiotica.
    eccovi qui sotto il link dal quale sentire l’intervista fatta ad Oliviero Toscani a riguardo!!
    http://www.radioradicale.it/scheda/419796
    poi… naturalmente, come tutte le cose, può piacere o meno… ma non aggiungete (e strumentalizzate) messaggi che non esistono.
    Grazie!!

  2. Oliviero Toscani a RadioRadicale dopo aver detto che la foto è stata scippata e che la foto era pro adozioni gay, conclude l’intervista dicendo (a proposito della denuncia che vorrebbe inoltrare contro FDI per l’uso della foto): “con questa cosa non vorrei aver fatto loro troppa pubblicità”.
    E ce potevi pensa’ prima de fa’ na foto demmerda con il solito spirito provocatorio che deve lasciare aperte duecento interpretazioni che nun servono a ‘na cippa. Scusate.

  3. Condivido il parere di chi, nei commenti prima di me, ha sottolineato sia la posizione diciamo “pericolosa” del bambino che il suo essere sorretto dalle braccia adulte di un uomo e una donna. Questa è una foto che può avere più letture e può adattarsi a più contesti, anche molto diversi fra loro. Toscani l’ha fatta così proprio per giocarsela a 360°. Provocatore come sempre… (e lo sfondo grigio topo è davvero disturbante, sì).

  4. A me sembra uno scatto fatto per essere controverso, come a Toscani piace tanto.
    Tecnicamente perfetto, nessun dettaglio lasciato al caso, sguardi mesti/corrucciati come quelli di modelli/e di moda – altri soggetti usuali dell’autore. Ci vedo una rappresentazione, volutamente provocatoria, del conflitto ideologico e sociale in atto sul tema dell’omogenitorialità; non credo ci siano messaggi ulteriori, nel senso di uno schierarsi del fotografo da una parte o dall’altra.
    Anche perché, per quel poco che conosco Toscani, lo trovo appunto radicalmente provocatorio figurativamente, ma di nessuno spessore come opinionista (benché con un ego smisurato).

  5. comunica NEGATIVITA’, confusione, ci sono personaggi clichè, sguardi ammiccanti… inequivocabilmente … ma di cosa stiamo parlando? non a caso chi si occupa di comunicazione nel partito Fratelli d’italia ha scelto questo scatto… non fatevi troppi film!

  6. A monte va detta una cosa: la foto è proprio brutta. Come composizione, illuminazione, senso, soggetti. È proprio una foto fatta male, ecco. Fatta questa premessa, il resto viene da sé.

  7. Sono completamente d’accordo con l’autrice del post. Niente in questa foto è positivo, rassicurante. Lo sfondo è di un meraviglioso grigio topo. I 4 genitori sono tristi, cupi, ambigui (il primo papà con quello sguardo sembra ti stia facendo una proposta sessuale, l\’ultima mamma sembra Gianna Nannini dopo una scazzottata al pub), il bambino nemmeno lo guardano, ognuno è voltato verso il proprio partner…quasi a voler ribadire l’idea, abbastanza diffusa, che gay e lesbiche sono troppo egoisti, troppo egocentrici per poter crescere un bambino,e che rivendicano il diritto ad avere 1figlio solo per esibirlo al mondo come un oggetto. Perchè poi 4 genitori e un solo bambino?! Perchè una sola coppia omogenitoriale non basterebbe, e quindi ne mettiamo due? Sembra una di quelle barzellette tipo “quanti carabinieri ci vogliono per svitare una lampadina?”. Io proporrei, non dico una famiglia stile mulino bianco…ma una famiglia vera! Due mamme/due papà e 1bimbo, sul divano, in macchina, al parco, tutti sorridenti…perchè penso che una coppia che riesce a mettere al mondo un bambino, a prescindere da tutti gli ostacoli che si trova davanti, e nonostante questa sia una società di merda, alla fine è una coppia felice, che ce l’ha fatta, e sorride.

    1. La foto e’ inquietante,il bambino sembra triste e solo,quindi il messaggio e’ totalmente negativo e fuorviante,a parer mio. Parere di etero che trova inaccettabile qualunque forma di discriminazione. Bastavano due genitori ed un bambino,magari tutti felici,guarda un po’…magari al museo con un bello sconto per famiglie,o magari ad un innovativo family day dove famiglia sia nucleo di affetti,non importa di che genere. Rimbocchiamoci tutt* le maniche,c’e’ ancora tanto da fare.

  8. Anche a me non dispiace. Ma sopratutto mi chiedo perche’ dobbiamo per forza rappresentarci in modo tale da acquisire credibilita’ agli occhi della politica e degli omofobi. L’arte serve a tante cose, non si puo’ costringerla a cercare di convincere la maggioranza che una minoranza e’ “normale”. Io vorrei essere tante cose e voglio potere riflettere su tutte le cose che voglio e posso essere, oltre a “normale”. La famiglia del mulino bianco e’ una schifezza di ritratto ipocrita che spesso nasconde violenze e controllo. Le persone non etero hanno la fortuna di potersene allontanare + facilmente, non consiglierei di cercare disperatamente di assimilarsi alla farsa della famiglia perfetta.

    1. Proviamo a pensare ad altre minoranze discriminate, almeno in passato: i neri. Per tutto il xix secolo, la rappresentazione stereotipata era quella di Jim Crow http://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/thumb/8/86/Jimcrow.jpg/220px-Jimcrow.jpg
      Quell’immagine, che li faceva somigliare a degli animali da circo, rinforzava la convinzione che non fosse giusto dare la libertà agli schiavi neri. Una volta finita la segregazione ci sono voluti altri 60 anni per arrivare ad Obama.
      Per cui non santifico l’immagine del Mulino Bianco, anzi. Concordo con te: è ipocrita. Ma pretendere una rappresentazione “positiva” dell’omosessualità e dell’omogenitorialità non vuol dire giustificarsi, tanto meno assimilarsi alla “farsa di famiglia perfetta”. Vuol dire spingere per il cambiamento. Sia per ottenere diritti, sia per sostenere i più giovani (pensa a tutti i ragazzi e ragazze che fanno difficoltà ad accettarsi). Questo è uno dei compiti dell’arte.
      PS: Oliviero Toscani non fa arte. I suoi scatti non hanno niente di artistico. Sono solo operazioni molto furbe per far parlare di sé.

      1. OK, capisco meglio quello che volevi dire. E’ che io non credo ne’ nel cambiamento sociale con la C maiuscola (cioe’ non credo in un movimento coerente verso il nuovo, verso il progresso che attraversa tutta la vita sociale allo stesso tempo; i cambiamenti sono localizzati, instabili e costantemente sotto minaccia di riflussi e strumentalizzazione: per esempio la vittora di Obama la puoi leggere come importante passo verso un America anti-razzista, oppure come una distrazione che ci fa dimenticare le lotte anti-razziste vere perche’ crediamo di avere vinto sul piano del simbolico, paralizzando cosi le lotte sul diritto alla casa, sulla marginalizzazione urbana, la violenza razzista della polizia americana), ne’ che il movimento gay/queer dovrebbe puntare a presentare modelli di relazioni omosessuali “positive”, rassicuranti e che imitano quelle etero, perche’ la storia queer e’ la storia dell’inventare altri modi di stare insieme. Secondo me sposarci tutte e fare figli non e’ un cambiamento strutturale, e’ solo diventare come gli altri e quindi, in sostanza, sparire. Quindi, tornando alla foto, apprezzo un’immagine che porta in superficie le contraddizioni di un processo di normalizzazione che, con o senza i diritti, sta avvenendo un po’ dappertutto, almeno in Europa… L’angoscia di quei volti si puo’ leggere in tanti modi. Per esempio, a me fa pensare che anche quando ti puoi sposare e vivere come un etero, l’omofobia, che e’ qualcosa di molto piu’ profondo e complesso, ti segna il corpo e il volto, e rende ancora una volta la tua famiglia profondamente diversa.

      2. Personalmente, condivido molto di quello che scrivi. Ad esempio a me la foto non è piaciuta proprio perché ho avuto l’impressione (vedi commenti precedenti, miei e di altre) che veicolasse lo stesso messaggio violento, normativo ed escludente espresso dall’immagine della Famiglia del Mulino Bianco, ossia che l’unica famiglia “naturale”, in grado di garantire l’affetto e la stabilità necessari alla crescita di un bambino sia una famiglia di tipo coniugale-eterosessuale composta da Padre-Madre-Figlio.
        In questo senso, non credo che l’obiettivo di tutta la comunità GLBTQI (né quello di tutti gli etero), debba essere sposarsi e fare figli, e condivido la tua preoccupazione per un appiattimento delle sue autorappresentazioni e del suo immaginario,
        ma, ovviamente, non penso nemmeno che i soggetti GLBTQI in quanto tali non sarebbero in grado di crescere un bambino, né che questa possibilità possa essere loro preclusa dall’esterno e dall’alto in nome di un unico ideale di Famiglia (e, per inciso, non credo che l’atto stesso di fare un figlio equivalga tout court a normalizzarsi e “sparire”).
        E, a proposito di appiattimento, è buffo, se ci pensi, come certe argomentazioni possano rischiare di finire paradossalmente per convergere con le espressioni del becero conservatorismo cui ci ha abituato la politica istituzionale (ok, la mia è solo una provocazione, ma “usate la fantasia” non era la posizione di Rosy Bindi?).
        Tornando alla foto, quanto alla presunta denuncia delle contraddizioni della famiglia omoparentale, credo che sia importante anche considerare il mittente del messaggio: un maschio bianco, eterosessuale, politicamente vicino al centrodestra (assessore di Sgarbi a Salemi, se non sbaglio). Come dire, è diverso se a criticare le contraddizioni del processo di integrazione razziale in America è un democratico radicale nero o è un bianco repubblicano del Tea party. Scusa la prolissità e grazie per le tue riflessioni, comunque stimolanti

      3. Anche io condivido parte di quello che scrivi: grazie della risposta. Cerco di sottolineare solo un punto che mi sta a cuore per cercare di concludere la conversazione… Lascio perdere la foto ora: OK, ammetto che facevo l’avvocato del diavolo e che non sapevo un granche’ su Toscani. Ma l’appiattimento per me non e’ solo una questione di immaginario: e’ vero che fare figli non significa necessariamente omologarsi e sparire, ma se l’apparato legislativo cambiasse e lo stato si proponesse di regolarizzare e quindi controllare, sorvegliare tutte le unioni, l’appiattimento sarebbe materiale non solo simbolico. E’ ingenuo pensare che una legge dia nuove possibilita’ gratis e che non serva anche a controllare, a strumentalizzare le liberta’. La legge e’ uno strumento di disciplinamento dei corpi: quando le unioni civili o i matrimoni gay vengono istituzionalizzati diventano necessariamente, nel corso degli anni, il modello dominante di relazione queer. OK, riconosco l’imbarazzante contiguita’ tra la mia argomentazione e quella di Rosy Bindi, ma in Inghilterra (in questo momento molto piu’ laboratorio di una destra individualista e asociale rispetto alla corrente del PD della Bindi) David Cameron dice “voto a favore dei matrimoni gay proprio perche’ sono conservatore e credo nel matrimonio”: e’ l’argomentazione gay liberal qui a suonare pericolosamente vicina all’argomentazione di sta fermamente dalla parte dell’ingiustizia sociale e della reazione. Il matrimonio e’ un istituzione patriarcale e repressiva, David Cameron crede in un modello anti-collettivista di societa’ e di conseguenza nella coppia e nella famiglia nucleare, che vuole quindi imporre come modello unico. Quello che mi colpisce di quando scriviamo in blog come questo e’ l’aderenza acritica al discorso dei diritti come se fosse unicamente una retorica di progresso.

  9. A me sembra evidente che il fotografo è contrario alle famiglie homoparentali. Due cose mi hanno colpita da subito: la posizione delle braccia dei due ragazzi esterni e delle braccia del bambino. Il bambino è sorretto da un braccio maschile e da uno femminile…e in più anch’esso si tiene ad un maschio ed a una femmina. A me sembra chiaro che il fotografo voglia sottolineare come il nucleo familiare capace di crescere un bambino è solo quello eteroparentale…l’unico capace di rispondere ai suoi bisogni, l’unico che il bambino desidera. O magari questa è solo la prima impressione che il fotografo vuole dare e in realtà c’è una lettura più profonda…ma io non la vedo proprio!

  10. Ciao, magari sono prevenuta, ma, comunque, a farci caso al centro della foto è come se si (ri)componesse la classica famiglia uomo-donna-bimbo! E poi scusate, ma perchè sti musi lunghi, ditemi che è perchè viviamo in un paese che nega i diritti civili e non perchè, al solito, si usa lo stereotipo della coppia omosex ambiguamente in zona torbido- sado-“manzo” !
    LaZiona

  11. Sapete cosa mi inquieta di più di questa foto? La posizione del bambino/a; è innaturale e pericolosa. Nessuno porterebbe mai un bambino in quel modo; la prima reazione che mi ha suscitato è proprio il panico per la sorte della creatura. Ora, secondo me Toscani il suo lavoro lo sa fare, e lo ha fatto apposta: il messaggio tra le righe di quest’immagine è quello: famiglia omoparentale= innaturale e pericolosa. Mi faccio troppe paranoie?

      1. Dovrebbe essere lo spot di un quotidiano berlinese e significa più o meno “perche’ una famiglia non deve per forza sembrare come una famiglia” OK tradotto non e’ il massimo ma il senso e’ bello :)

  12. Io rispondo “di getto”…vi do la mia impressione a pelle senza troppi ragionamenti.
    Non mi piace per niente.
    Se non avessi letto il titolo e poi il post, avrei pensato come prima cosa alla locandina pubblicitaria di qualche telefilm un po’ dark… Non sono le coppie in quanto tali ad attirarmi ma i colori tetri, le facce (le espressioni), perfino l’abbigliamento mi attira più dell’immagine che dovrebbe rappresentare! Io la boccio!

  13. sono d’accordissimo con tutti i commenti… della serie, a causa del nostro egoismo gay lasciamo i bambini soli e perplessi…

      1. se si vuole rappresentare una coppia con un figlio mi aspetto che sia la coppia a sorreggerlo, non due meta’ di due coppie diverse… nessuno dei quattro si concentra sul bimbo, sono molto piu’ concentrati sui partner reciproci e sorreggono il bimbo quasi en passant, per caso. Come si aspettano quelli che dicono che i gay trattano male i bimbi, non sono capaci di crescerli, etc. perche’ sono egoisti.

  14. A me non dispiace.

    Considerato che nel mio immaginario la famiglia omoparentale è quella formata da due donne o da due uomini, e che nella mia totale ignoranza non so come venga definita una famiglia allargata composta da due mamme e due papà, e che non so come sia la legislazione in tema fecondazione assistita in Francia, il messaggio che mi è arrivato con questa foto è stato:

    Guardate un po’ cosa siamo costretti a fare per avere una famiglia: una coppia di lesbiche deve trovare una coppia di gay con lo stesso desiderio di essere genitori e farci sesso e/o farsi donare lo sperma e creare una mega famiglia allargata. Non sarebbe più facile un’adozione?

  15. attento alla droga, potresti finre ad abbracciare sconosciuti che ti porgono un bambino poco convinto.

  16. Trovo questa foto veramente inquietante! e più che altro mi sa di spot contro i matrimoni omosessuali!, gli sguardi dei protagonisti sono un mix tra la depressione e la sfida.

  17. Inquietante in effetti anche che tutti e quattro guardino in camera e nessuno guardi questo bambino, quantomeno perplesso, sostenuto con aria di sfida come un trofeo.
    E che di fatto, a sorreggerlo malamente (se non a “crocifiggerlo) siano una coppia eterosessuale che gli/si volta le spalle e un’altra coppia eterosessuale “separata” dalla frapposizione dei due rispettivi same-sex partner… ma boh, forse son io che esagero…

    1. Io sono d’accordo: la cosa più inquietante della foto è proprio sto bambino che sembra sul punto di essere squartato, non si capiscono bene i ruoli e tutta la foto è permeata da assenza, incomunicabilità. È una foto cupa e inquietante che lancia un messaggio ambiguo e, nel peggiore dei casi, pericoloso.
      Roba tipica di Oliviero Toscani, che nemmeno a me piace affatto, senz’altro, ma che tristezza. E… CHE PALLE, anche.

  18. A me non piace perche’ non e’ una famiglia, sono due, o forse una e mezza. La famiglia gay sono due uomini (+ eventuali figli) o due donne (piu’ eventuali figli). Non sono quattro persone piu’ un figlio nel mezzo che non si capisce di chi e’ figlio.

  19. secondo me è bella proprio perchè non resa vezzosa,non so come spiegarlo meglio.invece la trovo bellissima

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