Family Day. Perché è stato un enorme flop

A giungo dell’anno scorso dovevano essere un milione, questa volta ben due milioni. Perché solo così gli organizzatori del Family Day speravano di far pressione al Governo. E forse ci riusciranno, forse bloccheranno il ddl Cirinnà sulle unioni civili, ma non sarà di certo grazie alla piazza. Il loro potere non è nelle migliaia di persone che sono accorse al Circo Massimo (giunte a Roma con i soldi delle parrocchie, o dei gruppi cattolici più conservatori come i neocatecumenali) ma nei politici che, a cominciare da martedì 2 febbraio, si metteranno di traverso in aula al Senato.

Perché se proviamo ad analizzare quanto è successo sabato a Roma, possiamo dire, senza alcun dubbio, che il Family Day è stato un vero e proprio flop e non soltanto in termini numerici. Nello stesso giorno, abbiamo fatto fatica a star dietro a tutti brand che sui social network lanciavano messaggi friendly (dalla Coop a Ikea, Real Time, M2O, Vitasnella e tanti altri), abbiamo fatto fatica a contare tutte le persone (gay ed etero) che sceglievano come immagine di profilo una foto di coppia con la scritta Family Every Day. Per non parlare della satira, a volte divertente, altre profondamente amara.

Certo, questo è il web, dove forse è più facile trovare un pubblico gay friendly. Ma l’italiano medio, cosa avrà pensato? Beh, a dirla tutta, mi auguro che l’italiano e l’italiana media abbiano potuto vedere quanto accadeva Circo Massimo. Spero che le parole di Gandolfini «La sessualità è legata alla scintilla della vita. Il sesso non è piacere, è trasmissione della vita» siano arrivate a tutti, giovani, vecchi, coppie sterili, coppie agé. Perché con quelle parole, il portavoce di ProVita ha invitato le italiane in menopausa all’astinenza, i giovani in preda a tempeste ormonali a reprimere ogni desiderio (ricordate che per loro anche masturbarsi è peccato), le coppie sterili a trascorrere romantiche sere a guardarsi negli occhi, e guai a voi se fate sesso. Per inciso, Gandolfini ha 7 figli, tutti adottati, e verrebbe da chiedersi perché insiste tanto sul legame biologico e la sessualità legata esclusivamente alla procreazione.

Vorrei anche che gli italiani tutti abbiano letto il post di Giorgia Meloni, che con affetto potremmo chiamare mamma Giorgia, per comprendere quanta ipocrisia c’è nelle ragioni di chi manifesta contro le coppie omosessuali. Giorgia Meloni è incinta, ma non è sposata. Eppure era lì a difendere la “famiglia tradizionale” cattolica.

Sono qui al Family Day in veste di esponente politico e di donna e, se Dio vorrà, la prossima volta starò qui anche in…

Pubblicato da Giorgia Meloni su Sabato 30 gennaio 2016

Spero che gli italiani abbiano saputo dell’incidente diplomatico col Rabbino capo di Roma. Dal palco del Circo Massimo hanno letto un suo messaggio: «I bambini non sono animali da esperimento». Peccato che Riccardo Di Segni non abbia mai dato la sua adesione al Family Day (certo, sarebbe stato una bella contraddizione, visto che in testa all’organizzazione spiccavano partiti di ultra destra come Forza Nuova e Casa Pound).

Ultima cosa, spero che gli italiani abbiano visto i manifesti che sprizzavano carità cristiana da tutti i pori: “No Omodittatura”, “Sbagliato è sbagliato anche se dovesse diventare legge” (come dire, brucerete tutti all’inferno, gay, lesbiche, divorziati e donne che avete abortito) ma soprattutto le minacce al premier: “Renzi ci ricorderemo”, giacché c’erano potevate anche scrivere: “ti aspettiamo fuori”, tanto il senso è lo stesso.

Insomma, anche questa volta Adinolfi, Miriano, Gandolfini e tutti gli altri hanno espresso quanto c’è di più reazionario in questo paese, tanto da trasformare la loro manifestazione nella fiera dell’omofobia, della sessuofobia e delle discriminazioni di genere (esempio: il dress code per il “gentil sesso”). Spero che gli italiani abbiano visto quanto è successo al Circo Massimo e che si ricordino quanto è successo due sabati fa in 100 piazze d’Italia. Sono talmente profonde la differenza tra le due manifestazioni, che potranno anche bloccare il disegno di legge Cirinnà, ma noi abbiamo già vinto. In civilità.

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6 commenti

  1. Acustica dice una cosa a cui ho sempre pensato anch’io: il vero motivo della contrarietà al matrimonio ugualitario è che si basa su principi, per dirla con Galimberti (su cui tornerò!) non organicisti. Questa gente si spaventa a doversi guardare allo specchio e dover vedere la povertà e l’inconsistenza di alcuni (spero non tutti!) dei motivi per cui si è sposata.

    Ieri ho dovuto subire, perché erano a portata d’orecchio, la conversazione tra i miei genitori e mio fratello su Skype a proposito della stepchild adoption. Hanno parlato SOLO di maternità surrogata! E a me questo ha colpito molto. Voglio dire, il ricorso alla maternità surrogata riguarda un’esigua, esiguissima minoranza. Eppure, secondo loro la stepchild adoption (“quella parola inglese che hai usato”, testuali parole di mia madre) è solo il cavallo di Troia che incoraggerà la gente a ricorrere massivamente alla maternità surrogata. O_o Mi sembra un’idea surreale.
    E infatti lo è. Perché se ci parlate in maniera appena approfondita vi rendete conto che sono mille volte più omofobi di quanto vorrebbero ammettere.

    E tornando a Galimberti, sarà pure un grande filosofo, ma ho sempre guardato con un filo di sospetto il suo furore ideologico nel difendere la sua idea (molto maschile se ci pensiamo!) di uomo come strumento della tecnica, e non il contrario. In una trasmissione di questi giorni l’hanno ‘usato’ come contraltare a Corigliano. Con Corigliano si vince facile. Eppure anche lì Galimberti non ha resistito a tirare fuori il suo cavallo di battaglia. Non so…secondo me ha torto, o meglio, quella è la sua idea da che lo conosco, quella che porta avanti qualsiasi cosa dica o scriva, ma secondo me anche lui svia il problema, sostenendo che sia la tecnica medica a rendere possibile l’omogenitorialità.

    (scusate il pippone)

  2. No, non ci sto a vincere solo in civiltà. Qui si tratta di milioni di persone senza uno straccio di diritto alla famiglia perché delle persone hanno deciso, in barba ai migliaia di studi psicologici seri a riguardo, alle migliaia di famiglie che già esistono, alla costituzione italiana, che il loro disgusto per il sesso omosessuale sia motivo razionalmente valido per impedire la felicità altrui.
    Queste persone vanno educate alla civiltà, non lasciate in balia delle loro paranoie. E il primo passo è far passare questa legge, e abituare tutte queste menti ottuse, che le loro posizioni reazionarie non sono più socialmente accettate nel ventunesimo secolo.

    1. Ti appoggio in pieno.
      Più penso alla vicenda e più mi pare evidente quanto l’istruzione e l’educazione (civica) siano fallaci in questo Paese. Troppa gente è ignorante e facilmente manipolabile, in troppi erano in quella piazza senza nemmeno capire appieno le loro stesse presunte motivazioni e in troppi credono a tesi fantasiose e che di scientifico non hanno nulla (non si può dire che l’omosessualità è una malattia come se fosse una tesi che ancora si regge in piedi; è come se domani mi svegliassi e decretassi che la Terra non è tonda), in troppi sono confusi e così ignoranti da non avere nemmeno accesso all’informazione, in troppi, pur sapendo leggere (almeno quello mi auguro), non sanno capire il messaggio letto.
      Insomma servirebbero soluzioni concrete, ma prima di tutto qualcuno che si ponga le domande giuste.

      1. Si chiama analfabetismo funzionale, molto diffuso in Italia più che in altri paesi. Il problema sono pure i nostri bei giornalisti che danno la parola a tutta questa plebaglia nobilitandone e legittimandone il pensiero.

  3. Questa manifestazione di trogloditi rimarca il passaggio di civiltà che stiamo vivendo. E’ nelle cose la conquista dei diritti. Il limbo in cui viviamo non durerà a lungo. Per quanto l’ignoranza si opponga, non l’avranno vinta. Stanno letteralmente impazzendo all’idea che altri, al contrario di loro, possano essere felici ripudiando insensati obblighi morali. Vorrebbero estendere a noi le loro rinunce, negarci una vita appagante perché loro per primi se ne sono privati. Vorrebbero che anche noi vivessimo nel fallimento dei desideri inespressi e sotto il peso delle false credenze.
    Ipocriti. Poveretti. Falliti.
    Invidiosi.

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