Femministe contro le adozioni gay. No, grazie

Non capisco, davvero. Forse per mancanza di strumenti (e vi assicuro che una laurea non basta per comprendere certe finezze di pensiero, che chissà come mai rimangono confinate peggio degli animali nello zoo). Eppure mi applico, ma proprio non riesco a cogliere il significato di queste parole. Si tratta di Luisa Muraro, eminente femminista italiana, che si scaglia (sulle pagine di Metro) contro l’apertura del sindaco Pisapia alle adozioni per le coppie omosessuali. Ecco cosa scrive:

“Meglio avere genitori omosessuali che non averne affatto”, ha detto il sindaco di Milano, secondo i giornali. Avrà detto proprio così? Me lo chiedo perché in queste parole ci sono due semplificazioni. Avere dei genitori non è sempre meglio del non averli. Ci sono genitori indegni del loro compito. Quanto all’adozione, Pisapia sa bene che la nostra legge è diventata molto prudente nel concederla. Troppo, dicono alcuni, senza sapere dei molti bambini prima adottati e poi respinti. Ci vuole una valutazione severa, per esempio: sono adatti alla paternità i politici di professione, gli artisti? Seconda semplificazione. Il sindaco ha parlato di coppie omosessuali, senza specificare se maschili o femminili. Ma è una differenza enorme. Le coppie femminili che desiderano figli, possono averli e così già fanno, con il tacito consenso della società circostante. Il problema si pone alle coppie maschili, in quanto naturalmente e ovviamente sterili.
 Qui non prendo posizione pro o contro l’adozione. Affermo soltanto che, quando si ha davanti un problema, conviene dirsi chiaramente come stanno le cose. Il problema dell’adozione è degli uomini, non delle donne. E dietro alla pressante richiesta maschile di poter adottare, potrebbe nascondersi un’antica invidia verso la fecondità femminile. Mi sbaglio? Non lo escludo, ma in tal caso l’uomo dica apertamente: perché non voglio chiedere a una donna il dono di diventare padre? Perché voglio fare la madre io? 
E non riduciamo il problema a una questione di diritti. A questo mondo i desideri, compresi quelli giusti, non si traducono automaticamente in diritti.

Per un’accurata interpretazione dell’articolo, vi consiglio di leggere Chiara Lalli. Io mi limiterò solo ad aggiungere un paio di cattiverie (su quelle, lo sapete, ho una certa esperienza). Per prima cosa, gli argomenti della Muraro offrono una sponda  a chi – come i cattolici più integralisti – considerano l’omosessualità sterile. Anzi, si spingono oltre quelle che furono le infelici parole della Carfagna, all’epoca ministra delle pari opportunità. Gli omosessuali (quelli maschi) non sono solo “costituzionalmente sterili”, ma sono addirittura sterili per natura. Le dico una cosa signora Muraro: se i maschi gay sono naturalmente sterili, non è che le lesbiche se la passino meglio. Eh certo, perché per quanto ci proviamo, le assicuro che due donne hanno sempre bisogno di un semino maschile (che a questo punto, secondo lei, dev’essere per forza etero, altrimenti rischia di essere sterile).

Sostenere che “il problema dell’adozione è degli uomini, non delle donne” è discriminatorio, permeato di un’omofobia strisciante che, nel creare un’opposizione lesbiche vs. gay, non fa altro che ribaltare il pensiero binario, tanto caro alla società fallocentrica (quella contro la quale vi siete battute): in questo caso il male è maschile (gay), il bene è femminile (lesbico). Ma signora Muraro, non crede che certe categorie di pensiero siano un po’ obsolete?

Se una coppia di maschi gay esprime il desiderio di adottare un bambino non intende usurpare un diritto che, secondo lei, è naturalmente delle donne. Un maschio gay non è mosso da un desiderio di maternità, così come lo intende lei. Secondo il suo ragionamento, che evita di affrontare la dimensione affettiva (riducendo la genitorialità ad un mero “desiderio”), se un maschio gay  vuole essere “madre” per invidia dell’utero, si potrebbe dire che una donna lesbica desidera essere “padre” per invidia del pene.

Vede, i motivi per cui si ricorre all’adozione possono essere tantissimi, sia per una coppia (a prescindere dal genere e orientamento sessuale) che per un single. Il primo che mi viene in mente (oltre alla sterilità, quella vera) le potrà suonare strano: esistono persone che pensano sia più giusto alleviare le pene di un bambino abbandonato che metterne al mondo un altro (sa, siamo già tanti su questa terra). In più lei scrive: ” l’uomo dica apertamente: perché non voglio chiedere a una donna il dono di diventare padre? Perché voglio fare la madre io?”. Omofobia a parte, ma crede davvero che in una coppia omogenitoriale c’è chi fa la “mamma” e chi fa il “papà”, c’è chi esce al mattino e va a lavorare e chi rimane in casa a fare le faccende domestiche e accudire i figli? Ebbene, le sembrerà strano anche questo, ma certe divisioni sono passate di moda (e le femministe lo dovrebbero sapere bene).

Per concludere, lei afferma che “le coppie femminili che desiderano figli, possono averli e così già fanno”. Ebbene, signora Muraro, non vorrei deluderla, ma esistono anche dei padri gay, e di certo non chiedono il suo permesso per avere dei figli, e nemmeno quello dello Stato Italiano. Ah, ultima cosa. Se in Italia in tanti accusano le femministe di voler la superiorità delle donne rispetto agli uomini, è anche per colpa di posizioni poco illuminate come questa.
Immagine presa qui.

Tags

Articoli correlati

21 commenti

  1. Mi dispiace per questa pseudofemminista citata nell’articolo, ma una femminista radicale è o dovrebbe essere favorevole alle adozioni gay e in generale assolutamente contraria alle imposizioni di genere, che pesano su donne e uomini allo stesso modo.
    Sono una femminista radicale, bisessuale e frequento molte pagine facebook femministe, popolate da gente molto aperta e sicuramente non omofobe.

  2. Poi mi dicono “Ma tu vai a bere da Accà invece che venire ogni tanto a qualche conferenza, a qualche proiezione” ma diobò ci credo ben che lo preferisco.

    Non mi spiego mai perché esattamente il femminismo in Italia ha avuto un blocco culturale e non è più riuscito ad andare avanti, fermandosi su quei soliti punti che puzzano di naftalina da quarant’anni.

  3. A me sembra un delirium tremens.
    E poichè sono una self-made-feminist, non ho mostri sacri e non ho stima di una che può scrivere un simile articolo.

  4. Bella la replica, complimenti e sottoscrivo tutto. Però avrei qualcosa da dire sul titolo: non è vero che le femministe sono contro le adozioni gay. Vi assicuro che il pensiero delle femministe è altro. Da femminista quale mi ritengo vi posso dire che il pensiero della Muraro e di altre signore come la Terragni sono quanto di più lontano si possa immaginare da ciò che io (e fortunatamente molte altre, ma qui ovviamente rappresento solo me stessa), intendo per femminismo. Anche perchè obiettivo del femminismo è quello di superare gli stereotipi di genere, che invece sono la base fondante dell’articolo della Muraro. Anzi, dal mio punto di vista di lesbica e femminista, le lotte contro il sessismo, la violenza di genere, l’omofobia e in favore dei diritti lgbtiq sono sempre state strettamente connesse e inscindibili l’una con l’altra.

    1. Il titolo è una semplificazione. Ovvio che non credo che tutte le femministe la pensino allo stesso modo (e per fortuna). Però se a parlare è la Muraro, che ancora viene considerata un “pezzo grosso” del femminismo italiano e se a farlo è su un giornale di grande distribuzione come Metro, dove – tra l’altro – tiene una rubrica quotidiana, resta il fatto che la voce che si leva più di tutte (ahimè) è la sua. E in questo paese di omofobi ne abbiamo già tanti!

  5. Sul fatto che Pisapia si sia espresso in modo non proprio felice e , in linea generica, sul fatto che non sempre i desideri debbano tradursi in diritti posso anche essere d’accordo.Ma per il resto il ragionamento della Muraro mi sembra un pò un farneticante e sono d’accordo con quello che ha scritto la Mile…

  6. Penso che non abbia semplicemente conoscenze omosessuali, a questo punto. Come puoi pensare che un uomo voglia un figlio perché ha “invidia” della fecondità femminile? Ma non esiste.
    Mi spiazza come quel servizio che ho visto l’anno scorso in tv. Sulla rai, presentatrice bionda e tettuta a caso di cui non so il nome, solita discussione con due mamme gay, un prete (ma perché), un genitore di omosessuali, uno psicologo, una politica (ma perché) impertinente eccetera. A un certo punto, la presentatrice in collegamento con le due mamme chiede: “Ma spiegateci, com’è che avete deciso di avere un figlio?”
    No, aspetta. Sul serio. Ha chiesto loro PERCHE’ gli è venuto in mente di avere un figlio.

    Vabè.

    1. vabbè la d’urso (ho letto qui su lez pop della puntata) ha fatto di peggio e ha chiesto alle due mamme quando si erano accorte che fossero due gemelle O.O

  7. Iniziando a leggere l’articolo speravo che la Muraro avesse speso parole sagge riguardo la scelta espressiva di Pisapia, non quella intenzionale. “Meglio avere genitori omosessuali che non averne affatto”, insomma, c’erano parole sicuramente migliori per esprimere il concetto. Invece, ho letto un’ottima controcritica. Brava Mile.

    1. “Meglio avere genitori omosessuali che non averne affatto” è una frase ad effetto non particolarmente felice!
      btw, thanks :)

  8. Negli anni abbiamo imparato (a nostre spese) che anche le persone più illuminate cascano nel tranello dell’omofobia. Per me la questione non è voler essere oppure no d’accordo con lei (ovvio che non lo sono), ma il sostrato che si nasconde dietro le sue parole.

    1. “…il sostrato che si nasconde dietro le sue parole”. Ditto, Mile…
      Disintegrare quello, ecco cosa, specie quando viene da persone di cultura, infinitamente più pericolose di qualunque teppistello omofobo anonimo…

      1. ““…il sostrato che si nasconde dietro le sue parole”. Ditto, Mile…
        Disintegrare quello, ecco cosa, specie quando viene da persone di cultura, infinitamente più pericolose di qualunque teppistello omofobo anonimo…”
        il punto è proprio questo…perchè se a dire certe cose è l’uomo della strada mediamente omofobo, mediamente ignorante…gli si può dare un certo peso relativo e direttamente proporzionale alla sua ottusità (anche se questo in effetti non è del tutto vero, perchè questo uomo medio avrà sicuramente dei figli i quali saranno educati a suo uso e costume), ma se a parlare, anzi a sentenziare sono persone che si reputano di una certo grado di cultura e apertura mentale, allora avremo che quel peso relativo avrà un valore assoluto decisamente più importante.
        Sarà che mi piace considerarmi come una “umanista” piuttosto che “femminista” non posso che essere daccordo con La Mile

      2. La vera differenza è che l’uomo medio vota e basta, la personalità di spicco vota e influisce sul voto altrui.

      3. quello che cercavo di dire con:
        “avremo che quel peso relativo avrà un valore assoluto decisamente più importante.” :D

  9. Luisa Muraro è una gran provocatrice ma è una filosofa che ha fatto la storia del femminismo italiano e va molto a fondo nelle riflessioni che fa.
    Personalmente non sono sempre d’accordo con lei ma le riconosco tutta la mia stima.

  10. Mile, avevi ragione, ieri notte: qualcuno si arrabbierà.
    Ma va bene così, perché se certe affermazioni vengono da “eminente esponente” (e non da una quaquaraquà qualunque tipo me)… allora il problema si pone ed occorre essere chiare e decise – e tu mi pare ci sia riuscita.
    Anche io penso che l’articolo grondi omofobia (almeno nell’estratto che ci proponi, mi riservo di leggerlo integralmente).
    Sono d’accordo con te nel rintuzzare punto per punto certe evidenti dabbenaggini (“Ci sono genitori indegni del loro compito” – ah, ecco… quindi? “A questo mondo i desideri (…) non si traducono automaticamente in diritti.” ma quelli delle persone glbt ancor meno degli altri, se ne è accorta Luisa Muraro??).
    Ed altro ancora ci sarebbe da ragionare sui contenuti… Lasciami però dire che affermare la superiorità delle donne sugli uomini in questa società – a parere mio – ha ancora e purtroppo MOLTO senso.
    Finché non cambiano a fondo e PER TUTTE certe dinamiche di oppressione, affermare il fatto semplice che siamo superiori ha una valenza politica a cui non mi pare buona cosa rinunciare a cuor leggero (e non c’entrano nulla i vecchi stereotipi delle lesbiche che odiano gli uomini, né tantomeno intendo sdoganare le fallimentari esperienze separatiste con queste mie affermazioni).
    BTW – ben fatto Lezpop! :)

  11. Sono d’accordo con tutto ciò che hai scritto! I mio medesimo pensiero espresso in maniera molto più lineare e corretta rispetto a come l’avrei fatto io!.
    Non credo che il femminismo sia rappresentato da queste idee, almeno lo spero.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Back to top button
Close

Adblock Detected

Senza pubblicità LezPop non può sopravvivere. Per favore, disabilita il tuo adblocker. Grazie!