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Friends una serie omofoba? Gli attori rispondono alle accuse

Matt Le Blanc e Kathleen Turner ritornano sulle battute più controverse

Friends può essere tranquillamente considerata LA serie cult degli anni ’90 per antonomasia. I sei amici di New York dopo aver spopolato negli anni ’90 avevano poi concluso l’avventura durata dieci stagioni nel 2004. Il finale di serie è stato l’episodio TV più seguito nel nuovo millennio (52,5 milioni di spettatori in America) e il quarto finale più visto di sempre.

Già nel 2011 un video pubblicato su Youtube – Homophobic Friends – aveva raccolto in un collage di clip dalla serie le battute e i momenti giudicati omofobici. Momenti, va detto, spesso decontestualizzati e il cui montaggio compresso dà l’idea di una serie offensiva su più livelli.

A grande richiesta Friends è tornato di recente (2015) su Netflix nella versione originale andata in onda sulla NBC. Molti millennials hanno potuto così guardare per la prima volta la serie e tanti si sono scoperti fan, con blog su Tumblr dedicati e video-tributo su YouTube. Alcuni però hanno visto (o rivisto) la serie sotto una nuova prospettiva, che tiene conto degli standard odierni in materia di rappresentazione dei rapporti uomo-donna o dei personaggi LGBT. In parole povere, molti siti di TV in America hanno captato le critiche e i malumori di alcune osservazioni lette in Rete, amplificandole.

Matt LeBlanc, indimenticabile interprete del seduttore Joey Tribbiani, ha risposto alle domande sul fatto che per alcuni Friends sia stata una serie omofobica:

Sono fortemente in disaccordo. I temi trattati nella serie riguardano temi che hanno superato la prova del tempo: fiducia, amore, relazioni, tradimento e famiglia.

Matt ha aggiunto poi che nei lavori scelti dopo Friends ha sempre scelto di tenersi lontano dalle serie comedy dall’umorismo più politicizzato e controverso. La percezione di alcune battute cambia nel tempo e spesso è preferibile salvaguardare la carriera il più possibile per evitare accuse posteriori di intolleranza.

Kathleen Turner, l’attrice che nella serie aveva interpretato Helena Handbasket, la soubrette transgender “padre” biologico di Chandler, ha ammesso che alcuni aspetti ora non sono più visti con l’innocenza di un tempo:

Non credo che sia invecchiato bene. Era una sitcom di 30 minuti. È diventato un fenomeno, ma nessuno l’ha mai presa sul serio dal punto di vista della critica sociale. Quando si sono avvicinati mi hanno chiesto, ‘ti piacerebbe essere la prima donna che interpreta un uomo che interpreta una donna?’. Ho risposto di sì, perché all’epoca non c’erano molti personaggi drag / trans in televisione.

Friends era davvero una serie omofobica?

Omofobica, sessista, transfobica e misogina: Friends è stato davvero tutto questo? No, neanche lontanamente. Molto più semplicemente, erano altri tempi. La serie, va ricordato, è iniziata nel 1994, ventiquattro anni fa. Prima che Ellen Degeneres facesse rimbombare “I’m gay” dal microfono di un aeroporto, c’erano Carol e Susan. Carol nella serie era la prima moglie di Ross, che dopo averlo lasciato per Susan lo rende padre del piccolo Ben.

Friends - la famiglia di Ross Susan Carol e Ben

Quante famiglie omoparentali ricordate nella TV degli anni ’90? Beh, Friends l’aveva. Carol e Susan ebbero addirittura un episodio dedicato in cui si sposavano. La loro relazione dura fino alla fine della serie, risultando la più longeva e felice e tutti i personaggi vanno d’accordo con lei. Tutti o quasi: Ross nelle prime stagioni mantiene con Susan una rivalità ma più per aver iniziato la relazione con Carol mentre questa era ancora sposata con lui. Nessuno trova strano che due donne crescano Ben ed entrambe sono sempre considerate mamme alla pari. Monica, la sorella di Ross, cura con il resto della gang il catering nuziale dell’ex-cognata.

Il difficile rapporto di Chandler con la figura genitoriale transgender

Più sottile la questione del papà di Chandler che conosciamo di persona solo a serie avanzata come una donna transgender. Nelle prime serie tutto ciò che sappiamo di lei è che ha traumatizzato il figlio ancora bambino annunciando il divorzio e scappando con il domestico. Negli anni a venire viene detto che accompagna il figlio adolescente negli eventi pubblici come drag queen e lo coinvolge nei suoi spettacoli di varietà a tema LGBT. Ecco, la radice del problema è che TUTTI i personaggi di Friends avevano genitori bizzarri che mettevano in imbarazzo i figli.

Fra le coppie parentali più tradizionali, il matrimonio dei genitori di Rachel è avvenuto solo per convenienza, i genitori di Ross e Monica trattano il figlio come un bambino e vessano la figlia, il padre di Joey tradisce la moglie (che lo sa e preferisce che tutto resti così). I genitori di Phoebe – si scoprirà – erano un trio poliamoroso: la madre biologica la abbandona, il padre scappa e l’altra madre si suicida lasciandola sola al proprio destino. Se Chandler aveva problemi con la figura paterna femminile, non ne aveva meno con la madre scrittrice di libri erotici che raccontava aneddoti imbarazzanti su di lui in televisione.

Un cambio di prospettiva sociale e culturale

Guardando indietro, gli uomini di Friends erano quelli che avevano tutti, più o meno apertamente, aspetti della personalità giudicati “femminili”. Ross e Chandler in particolare avevano un rapporto ambivalente con questo proprio lato. Ross non vedeva di buon occhio gli uomini sensibili perché soverchiato dalla mascolinità del padre, ma lui stesso era ultrasensibile. Chandler nelle prime serie era scambiato per gay perché educato, sensibile e “pulito” nei modi, ma giudicare omofobiche le battute su questo significa non avere senso della prospettiva storica e sociale. Fino ai primi anni ’90, i gay per l’Americano medio erano quelli promiscui e che morivano di AIDS. Associare un uomo gay alla sensibilità estrema può essere datato oggi, ma in quegli anni era un passo avanti in TV. Era un’associazione che poteva portare un concetto di familiarità senza demonizzare.

Con i loro lavori spesso precari, con le donne che vivevano con apertura le loro avventure sessuali e un concetto di “nuove famiglie” basate più sui legami affettivi che su quelli di sangue, la generazione dei sei “Friends” non è invecchiata così male. Soprattutto, non possiamo bacchettarla su questioni che solo con il passare di altre generazioni si sono evolute. Prima di giudicare gli anni ’90, bisogna averli vissuti, compresi, amati.

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Vincenza

Apostata, iconoclasta, adoratrice di sneakers, seriamente affetta da sindrome di Stendhal acuta in presenza di ogni filmato pre-1927, cultrice di Karen Walker e fedele consumatrice di banda larga con un debole per i classici della letteratura. Difetti a parte, una persona normale. Forse.

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4 commenti

  1. Codarde! friends era allora e rimane uno schifo oggi. Le persone trans e gay c’erano anche ventanni fa, venire ridicolizzate in pubblica piazza e far passare l’idea che va bene prendere in giro chi è gay, effemminato o transessuale fa male allora come oggi. Vergognatevi!
    Sentire dire che Ross o Chandler erano personaggi positivi perchè avevano un lato effemminato poi è proprio il colmo visto che praticamente sempre veniva usato il veste comoda e ridicola per strappare una risata. (Chandler poi era un gigantesco omofobo)
    Perchè diavolo poi dobbiamo cercare di “salvare” serie del genere? Bisogna ammettere gli errori del passato per evitare di tirare fuori altre schifezze.

  2. 20 anni fa questa serie mi era stata consigliata da un amico gay…quindi, ha il bollino di qualità gay-friendly! ;)

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