Fumetti lesbici italiani: “Hai mai notato la forma delle mele?” di Mabel Morri

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Qualche tempo fa, avevamo parlato dei fumetti/strisce/comics in generale a tematica lesbica reperibili suo web. Tuttavia, nonostante varie e alterne bravure, una Alison Bechdel italiana è ben lungi a venire, possibile mai che nel frattempo non ci si possa consolare con qualcosa?

In verità vi dico, una fumettista italiana bravissima, lesbica e autrice di vari lavori a tematica tra cui “Hai mai notato la forma delle mele?”, esiste e lotta insieme a noi: il suo nome è Mabel Morri. L’autrice, riminese, classe 1975, ha recentemente ripubblicato il succitato libro con la meravigliosa Ren Books di Bologna (12,90 euro un affare credetemi). Tale tomo raccoglie i quattro numeri di una fanzine autoprodotta dalla stessa autrice con il collettivo Studio Monkey e distribuita brevi manu in quel degli anni ’90.

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Le storie, brevissime, e scollegate tra loro, raccontano frammenti di una vita di provincia romagnola (l’autrice è di Rimini), sonnolenta, ma non per questo morta o triste. Il suo tratto, molto curato ed estremamente attento ai particolari, propone letteralmente delle istantanee di vita di persone comuni. Gente che la mattina si alza, fa quasi sempre le stesse cose e vive gioie e dolori esattamente come tutti, “solo che” molte delle sue protagoniste sono lesbiche.

Il lesbismo è trattato dolcemente ed in modo davvero reale, non come nella maggior parte dei libri, in cui pare che essere lesbiche sia una cosa a metà tra la cosa più bella del mondo e la tragedia più tragedia del mondo (riesce difficile, pare, mandare alle stampe un libro senza poiana o senza rivincita verso il mondo crudele). Un esempio perfetto sta nel racconto, battuto letteralmente a macchina (i disegni sono talvolta inframezzati da racconti) “Se è sì, è la tua risposta definitiva?”, in cui viene descritta una coppia di donne, felice, che va ad una festa. Una delle due parti, però, è reduce da una lontana relazione finita male e si perde in mille domande: questa volta sarà per sempre? Il per sempre esiste?

Mabel Morri
Mabel Morri

Non temete, non siamo nel campo delle fisime mentali, ma del puro ragionare. Nel mentre, le ore scorrono, fanno l’amore, la festa comincia, i dubbi finiscono. La polaroid è conclusa. Una delle storie più belle però è riservata sul finale, è “Golden Brown”, e produce un favoloso ribaltamento di prospettiva. La protagonista ricorda una di quelle incantate sere estive che si possono vivere solo sul limitare dell’adolescenza, quando tutto rimane cristallizzato in un’epoca quasi mitica. Accidentalmente lei e i suoi amici finiscono per vivere un momento di passaggio: giocando tra i prati, scoprono una macchina ferma e fuori, su un telo, due ragazze intente a fare l’amore.

Nessuno fiata, troppo sconvolto non tanto dalle ragazze in sé quanto dal sesso, ancora spaventoso in quegli scampoli di infanzia e dopo poco tutti i ragazzini scappano via per non parlarne mai più. Per tutta la vita però, la protagonista, etero, ricorderà quell’episodio aggrappandosi ad esso con una forza straordinaria: la sua vita è monotona, il grande amore non è ancora arrivato, ma lei sa che da qualche parte può esistere. Perché l’ha visto: negli occhi di quelle due ragazze che si fissavano, perdutamente innamorate, nude sotto un cielo di stelle.

Di Mabel Morri, c’è anche “Cinquecento milioni di stelle” Kappa edizioni, disegni sempre straordinari.

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4 commenti

  1. Cyrilla, ti volevo dire che da un po’ di tempo ho il terrore di entrare in libreria ed interagire con le giovani libraie.

    1. ahahaha perché? Io critico chi è maleducato e scortese (o non sa che libro stia cercando), non la stragrande maggioranza dell’amabile e gentilissima clientela ;)

      1. Perché magari mi scappa qualche cappellata e mi vengono in mente le tue vignette con te che strabuzzi gli occhi :)

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