Gay Help Line: in Italia 50 vittime di omotransfobia al giorno

Aumenta il fenomeno del ricatto, solo 1 su 40 ritiene utile la denuncia

Gay Help Line, il numero verde (800 713 713) che raccoglie le segnalazioni di casi di omotransfobia, pubblica alcuni dati che alla vigilia della Giornata internazionale contro omofobia, bifobia e transfobia (17 maggio), non possono che farci riflettere sul perdurare delle discriminazioni in Italia.

Dall’inaugurazione nel 2006 oltre 240mila contatti, di cui 20mila solo nell’ultimo anno. Da segnalare che 3200 di questi contatti sono rappresentati da minori e che 400 casi di gravi maltrattamenti familiari legati all’omotransfobia riguardano la fascia d’età dai 12 ai 25 anni. Fabrizio Marrazzo, portavoce di Gay Center e responsabile del numero verde Gay Help Line, ha rilevato anche l’impatto dei social media nei casi di omotransfobia segnalati:

Il dato che emerge maggiormente nell’ultimo anno, è il crescente livello di omofobia con un incremento del 2% (ora al 72%) ed un aumento del 4% (ora al 17%) dei ricatti a scapito delle persone lesbiche e gay non dichiarate. La comunicazione tramite social, rende sempre più facilmente rintracciabile l’orientamento sessuale degli utenti, potendo monitorare i gruppi di interesse, le amicizie, etc., esponendo in questo modo le persone LGBT più facilmente alle violenze ed ai ricatti di singoli o gruppi.

Se spesso sono giovani i bersagli delle discriminazioni, purtroppo lo sono anche gli aggressori e i ricattatori, la cui età media scende e coinvolge anche minori. Tanti ancora i casi di genitori che non accettano l’omosessualità dei figli: il 30% di loro arrivano a segregarli in casa e sottoporli a violenze (400 casi l’anno). Allarmante è anche il dato degli italiani che dichiarano di provare disgusto o che gli omosessuali sono contronatura: 15,1%.

Il dato più allarmante e che solo 1 vittima su 40 circa, pensa che denunciare possa migliorare la propria situazione, specialmente i più giovani, che temono oltre alle discriminazioni anche la reazione della propria famiglia. In particolare, gli studenti ci dichiarano che difficilmente trovano nella propria scuola docenti o adulti che li potrebbero aiutare.

Per questo è importante l’approvazione di una legge contro l’omo-transfobia che preveda un piano di intervento, che consenta di supportare le vittime su tutto il territorio nazionale.

Nell’ultimo anno sono stati attuati diversi progetti contro l’omotransfobia che coinvolgono gli studenti, raccolti nella pagina Facebook Laboratorio Rainbow, tra cui si segnala #LAmorePrimadiTutto, il video realizzato dall’alberghiero di Formia.

Alcuni casi di omotransfobia curati da Gay Help Line

Ragazzo 14 anni, Sud Italia

Dal momento in cui i genitori hanno scoperto la sua omosessualità il padre lo picchia a ripetizione e la madre acconsente, assecondando l’atteggiamento violento dell’uomo e applicando le sue disposizioni negative. Ha molti fratelli e il più grande, di 16 anni, se la prende spesso con lui. Di frequente i genitori gli negano i pasti e lui è costretto ad andare a mangiare dalla zia. In passato il padre lo ha picchiato al punto di lasciare cicatrici sul suo corpo e delle bruciature sulle caviglie, dove gli ha gettato della benzina e dato fuoco.

Il ragazzo aveva raccontato gli episodi a scuola, ma non c’era stato nessun intervento. Con il supporto del MIUR e dell’OSCAD, Gay Help Line è stata cruciale nel mettere il minore in protezione denunciando i familiari.

Ragazza 12 anni, Nord Italia

È una ragazza dodicenne che frequenta la seconda media ma ha grande consapevolezza di sé e del suo essere lesbica. Dice di aver pensato di essere attratta dalle ragazze e da qualche mese è fidanzata con una ragazza di un anno più grande che frequenta la stessa scuola. I suoi genitori la sminuiscono e la insultano ogni volta che si comporta in modo poco femminile. Da quando ha scoperto del suo rapporto con la fidanzata sua madre la picchia e le tira i capelli arrivando a trascinarla. Lei si sente in colpa e in passato ha tenuto comportamenti autolesionisti (riferisce di tagli). La madre non la fa uscire da tempo e ha provato in tutti i modi a scoraggiare questo rapporto, arrivando a minacciare la madre dell’altra ragazzina. Il caso è stato segnalato alle autorità competenti.

Ragazza trans di 21 anni, straniera

La ragazza, di condizioni economiche modeste, viene attirata da una promessa di lavoro in Italia. Incappa dunque in una rete criminale di uomini e donne trans conniventi che le pagano il viaggio per l’Italia, ma in seguito la costringono a restituire il denaro a forte tasso di interesse con attività di prostituzione. Per un anno la ragazza è costretta a prostituirsi sotto la minaccia di violenze fisiche: paga 14.000 euro ai propri aguzzini. Durante questo periodo viene ripetutamente aggredita e malmenata ogni volta che non rispetta una scadenza di pagamento, finché non trova la forza di contattarci tramite un amico. La ragazza denuncia e viene messa sotto protezione.

Ragazzo di 19 anni Centro Italia

Il ragazzo, una volta scoperto di essere gay si confida con i propri genitori che non accolgono bene il suo coming out. Il loro giudizio totalmente negativo sull’omosessualità è infatti motivato in primis dal fatto che siano molto religiosi. Costringono dunque il figlio a raccontare tutto alle autorità religiose che, in occasione di un primo appuntamento cercano di fargli cambiare idea demonizzando l’omosessualità e prospettandogli un destino terreno e ultraterreno di perdizione e sofferenze.

Nel corso di un secondo appuntamento, due sacerdoti si propongono di far guarire il giovane attraverso un esorcismo. A questo scopo lo legano a una sedia e lo sequestrano per molte ore continuando a recitare versetti contro satana e la sodomia. Alla fine di questa pratica il ragazzo è estremamente turbato e impaurito e si rifiuta di tornare nel tempio. Spinto dalle imposizioni dei genitori che minacciano di cacciarlo via da casa nel caso non si fosse più sottoposto a quella ‘terapia’, il ragazzo decide così di chiedere aiuto preferendo allontanarsi dalla famiglia, e viene aiutato a trovare una struttura di protezione.

Gay Help Line, dati significativi dell’ultimo anno

Composizione delle segnalazioni giunte:

  • 72% omofobia e discriminazione (incremento 2%)
  • 17% ricatto e minacce (incremento 4%)
  • 11% violenza e abusi fisici

Suddivise per area:

  • Nord 35%
  • Centro 41%
  • Sud 24%

400 fra ragazzi e ragazze dai 12 ai 25 anni subiscono violenze gravi dalla famiglia che scopre la loro omosessualità:

  • 43% priva il ragazzo/a di uscite oltre la scuola o università
  • 21% segregazione in casa
  • 31% segregazione in casa e violenze fisiche
  • 5% altro.

Speakly: l’app di Gay Help Line per i giovani LGBT che hanno bisogno di aiuto

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