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La Giornata Internazionale delle Donne. Cosa vuol dire essere donna?

Il destino delle donne non è determinato dalla biologia, per questo: buona festa delle donne in qualsiasi modo sentiate di essere donne, cisgender, transgender o queer

Oggi è la giornata internazionale dedicata alle donne. In tutto il mondo tonnellate di mimose verranno regalate alle donne per poi finire nel sacchetto della spazzatura qualche istante dopo. Una giornata la cui stessa origine è oggetto di controversie e falsi storici. Ma dal quel lontano 1909 quando in America fu introdotta per la prima volta la giornata dedicata alle donne, il mondo è cambiato. Le suffragette prima, le femministe poi hanno cambiato il mondo.

Rileggendo la nostra storia, è evidente che le conquiste sono state tante e importanti. Dal suffragio universale – in Italia arrivato solo nel 1946 – all’aborto, al divorzio, alla modifica del diritto di famiglia (anche se l’attenuante per reato passionale è rimasto in vigore in Italia fino al 1982). Ma la strada da percorrere è ancora lunga.

La nostra Costituzione afferma che «tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso», eppure, per citare George Orwell, viviamo in una società dove «tutti gli animali sono uguali, ma alcuni animali sono più uguali degli altri».

Perché uomini e donne sono trattati in maniera diversa?

Ma per quale strano motivo uomini e donne sono paritetici solo da un punto di vista formale, e non de facto? Sarà mica una questione biologica?

Simone de Beauvoir diceva: «donna non si nasce, lo si diventa». Il nostro, infatti, non è un destino ineluttabile, una condizione determinata dalla biologia – non è l’utero che fa una donna, non è il ciclo mestruale, men che meno la gravidanza. Con ciò non intendo dire che l’aspetto biologico non sia rilevante, ma di sicuro non è deterministico. E non lo è per entrambi i sessi: non è certo un’erezione che definisce un uomo.

Proprio perché il genere non dipende (solo) dal sesso biologico dovremmo dare definizione più ampia e inclusiva di donna. Donne sono le donne transgender. Lo sono in maniera diversa da me. Ma quante altre donne biologiche sono diverse da me per vissuto, esperienze o storia familiare?

Essere donna non è una divisa che si indossa o un corpo – e un corpo soltanto – che si abita. Piuttosto è l’insieme delle esperienze personali e sociali che mi definisce. O dalle quali non voglio essere definita: ci sono persone che non sentono di rientrare nel binarismo di genere, che non sentono di appartenere ad un genere o a un altro.

Allora, buona festa delle donne, in qualsiasi modo sentiate di essere donne, cisgender, transgender o queer. Ciò che conta è l’uguaglianza, la dignità della persona, la parità di diritti e di opportunità, non sono le caselle nelle quali la società o un certo femminismo estremo (quello della differenza, per esempio) vogliono ingabbiarci.

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4 commenti

  1. le donne trans sono donne e gli uomini trans sono uomini. Il corpo conta e lo sanno anche le persone trans forse lo sanno meglio delle persone cis

  2. anche le donne trans sono donne. detto questo, il fatto che il 98% delle donne nasca con un corpo di un certo tipo che funziona in un certo modo, abbia vagina, utero eccetera e gli uomini invece abbiano un altro topo di corpo e anatomia, il fatto che esistano genitali maschili e genitali femminili non è provo di rilevanza. Il fatto che le donne (cis, che sono la maggioranza) abbiano l’utero e chi nasce uomo no, non è privo di importanza, il fatto che solo le donne cis rimangano incinte non è privo di importanza. Avere un erezione non fa di te un uomo ma aiuta ad avere rapporti sessuali

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