I bambini OGM di Giacomo Poretti, che attacca le coppie gay ma offende quelle etero

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Nel lungo e sterile dibattito su omogenitorialità, gestazione per altri e varie tecniche di fecondazione assistita è intervenuto anche Giacomo Poretti, meglio conosciuto come Giacomo del trio Aldo, Giovanni e Giacomo, che con un articolo su Avvenire ha definito i figli delle coppie omosessuali, prodotti OGM, organismi geneticamente modificati. La logica seguita nell’articolo, riportato da Gay.it – che vi consiglio di leggere per intero qui – è riassumibile così: ci indigniamo se ci propinano dei prodotti OGM, perché abbiamo paura che siano dannosi per la salute, ma non facciamo una piega se la scienza interviene anche nella procreazione, che, secondo il comico, dovrebbe essere “naturale”:

Ben strano è l’essere umano, il quale è pronto a scendere in piazza se sull’etichetta del proprio cereale da colazione c’è scritto Ogm (organismo geneticamente modificato), evidentemente perché con questa manipolazione si è contravvenuto alla naturalità con cui cresce il frumento o la inquina, naturalità che non ha inventato l’uomo, che riceviamo miracolosamente ogni volta che mettiamo un seme nella terra e che se ci ricordiamo di innaffiarlo, la primavera successiva si trasformerà in spiga. Ecco, l’essere umano è disposto a morire purché la spiga di frumento che darà da mangiare ai propri figli, sia solo naturale, incontaminata, e assolutamente non modificata «perché la modificazione dello stato naturale può indurre aberrazioni genetiche sino alla non remota possibilità di essere causa di malattie mortali per l’uomo». […] Strano che poi per lo stesso essere umano, quando si tratta di famiglia, l’identico concetto di natura e naturalità diventi ingombrante e obsoleto; anzi, su questo argomento l’essere umano di questi tempi sta dando il meglio in termini di fantasia e immaginazione: modificazione del gene dell’embrione; utilizzo, temporaneo, di seme o di ovulo di persone sconosciute per poter fecondare l’ovulo di famiglia fallato o per poter sostituire il seme, sempre di famiglia, inadempiente; affitto, temporaneo, di uteri per poter far lievitare un bel bimbo (si può scegliere, non lo sapevate?) che poi verrà accolto da due papà o da due mamme, non è escluso che in futuro le mamme possano essere anche tre: una mette l’ovulo, la seconda ci mette l’utero e la terza lo fa crescere, di solito la nonna o la tata.

Ad una prima lettura, il discorso di Poretti sembra ineccepibile. Peccato che anche lui cada nella trappola della logica “omofobica”. Secondo i dati forniti dall’Istituto Superiore di Sanità, in Italia le coppie che nel 2011 hanno fatto ricorso alla fecondazione assistita – quella regolamentata dalla legge 40, per cui si parla solo ed esclusivamente di coppie eterosessuali – sono 73.570, dalle quali sono nati 11.933 figli. A queste coppie vanno aggiunte le altre 4mila che sono andate all’estero, sempre nel 2011, per superare i vincoli della legge italiana in materia di fecondazione assistita.

Secondo i dati Istat del 2011, invece, le coppie omosessuali in Italia sono 7.591, di cui con figli solo 519 – e non si sa se questi siano nati all’interno della coppia o da precedenti unioni eterosessuali. Si tratta di numeri al ribasso. Del resto, come sottolinea Linda Sabbadini, direttrice del Dipartimento per le statistiche sociali ed ambientali, sono «cifre che confermano la difficoltà delle coppie gay a dichiararsi» – ma questa è un’altra storia. Però, se si vuol ragionare con cognizione di causa, bisogna attenersi ai numeri “assoluti”: quelli non mentono, né possono essere “ideologici”.

Così, numeri alla mano, vorrei che qualcuno mi spiegasse il motivo per cui, quando questi signori tuonano contro le tecniche di fecondazione assistita – qualunque esse siano -, si riferiscono solo ed esclusivamente alle famiglie omogenitoriali, e non alla maggioranza di famiglie eterosessuali che accedono a tali trattamenti per avere figli. E perché nessuno si sogna di togliere dei diritti a queste coppie nel momento in cui utilizzano la scienza per procreare. Se i figli delle coppie gay e lesbiche sono OGM – o «sintetici», come sostiene Domenico Dolce – allo stesso modo lo sono quelli delle coppie eterosessuali. Se il problema è il “metodo” di concepimento, allora dov’è il discrimine tra etero e omo? Nella figura genitoriale che verrebbe a mancare? Bene, allora concentratevi solo su quello – ricordando che però esistono genitori single, famiglie allargate, bambini adottati, i cui genitori non sono quelli biologici, ma quelli che li hanno fatti crescere -. E smettetela di strumentalizzare il desiderio di genitorialità di migliaia di italiani solo per mantenere alta la bandiera dell’omofobia nel nostro paese.

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La Mile

Lazy and creative. Proud mommy of an amazing girl pug.

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10 commenti

  1. “TEL CHI EL CIELLIN!” Ecco un altro “convertito dopo i 40”, che scambia un fattore spirituale con l’adesione a tutti gli stereotipi possibili (e squallidi) della destra clericale. E bravo Giacomino che slappa le chiappe del cardinale ciellino, che va al meeting di Rimini a presentare il libro, e che se ne esce con questa perla. Bravo Giacomino, rinforza con questo altisonante e nuovo marchio d’infamia le “battaglie” da guardoni segaioli di sterlina bucata, fogna nuova ed amici; che stavano giust’appunto per finire il repertorio di squallide istigazioni alla violenza omofobica.
    Bravo Giacomino, e bravi quelli come te che, superata le mezza età, riscoprono nell’animo la vocazione… alla Spagna franchista, o al Portogallo salazarista (se preferisci).
    Chissà perché questa tua attitudine non l’hai specificata giusto mezzo minuto prima di entrare in scena a “Su la testa”, in quel lontano 1992, giusto mezzo minuto prima di diventare un mito generazionale e un milionario. Lo so, sarebbe stata dura pontificare stronzate da medioevo con lo stipendio da infermiere. Beh, rallegrati: sei in buona compagnia, assieme a tante vedette “illuminate” che soffrono di questa strana amnesia selettiva: quella per cui dopo il 20° album da contestatore duro e puro e il 20° milione di euro: “ah, ma io sono della destra clericale”. E come disse alfine il vischio al pioppo: “ah ma io non sono un tuo ramo”. Sapete, il vischio, quella pianta PARASSITARIA…

    Bravo Giacomino! Quanta gioia nel vedere che, a corollario di questo tuo erudito “J’accuse”, anzi “ICH KLAGE AN”, ti fai pure i selfie (poteva mancare la moda demenziale del momento? e perché non acchittarti da paninaro?) con la famiglia tradizionale. Sai, conosco sono tante persone che gestiscono la loro spiritualità (cosa ben diversa dal salazarismo) senza turbe sessuofobiche da medioevo, senza piglio da “simpatica inquisizione” (-bruciala con amore- direbbe Padre Maronno), e che anzi inorridirebbero a questa tua “illuminazione”. Fattene capace, caro ex compagno del mio stesso movimento (ti ricordi DP, si?): 10 anni fa hai scoperto, per dirla alla De André: “il ruolo più eccitante […] la parte del boia”.

    Che s’ha da fa pe’ campà quando gli zeri in banca sono “solo” otto… Eh, è dura. Era un po’ che sentivo una puzza di morto nel trio, e adesso so chi è sia il cadavere che l’assassino. Ma già avrei dovuto accorgermene dalle tue dichiarazioni su Sabina Guzzanti, tanto tempo fa. Giacomì, “chiedimi se sono felice”, perché potrei risponderti che m’hai stomacato. Perché tu ti sei presentato nella vita di tanti, come nella sottoscritta, in un modo, sei diventato una presenza affettiva e positiva in QUEL modo, ci hai costruito una carriera meritoria e uno stipendio astronomico (meritato) in QUEL modo, sei diventato un’icona generazionale in QUEL modo… E alla fine TE NE SEI ALLEGRAMENTE SBATTUTO LE PALLE, non hai esitato un solo istante a PUGNALARE alle spalle i tanti emeriti coglioni come me che ti hanno elevato ad icona. Complimenti, questo sì che è “spirito cristiano”!

    Alla fine va anche bene così, perché si dimostra che i milioni non compano la dignità, perché ce ne ha mille volte in più “il mio falegname” (che esiste per davvero) con le sue “30.000 lire”. Guarda, meglio se avessi fatto il ladro, perché con queste azioni (che con la spiritualità non c’entrano una beneamata fava) voialtri SEMIDEI dello schermo, viziati e annoiati, volete solo tentare di DERUBARCI di ogni briciolo di sogno e speranza in un’umanità un po’ meno “trucida” e più empatica; quel che ci fa ancora alzare la mattina.
    Ma non vi riesce! Fate notizia perché siete famosi, ma siete 4 gatti. E ci basta andare al bar per trovarne in numero pari o superiore di “Julius Streicher da Fernet Branca alle 10 del mattino”. Chissà perché tutti ti chiedono il “perché” delle tue “gite” a Rimini… Già, la gente è davvero strana, e tu fra tanti, hai scelto proprio i ciellini. Chissene del “perché”: siete degni l’un dell’altro.

    Ed è solo questo che mi disgusta: questo tentativo scientifico, calcolato e imperterrito di taluni di voi semidei di rubarci quegli ultimi rantoli di speranza nel prossimo che ci restano. Quel sottile velo che ancora ci separa dalla barbarie…
    Bravo Giacomino! Con le tue parole che credi di aver fatto? Hai solo alimentato la “caccia al cülatun”, la caccia al diverso (spranga, mazza da baseball, o croce autoincendiante?). Che vergogna!

    E vai tranquillo, che la pantomima demenziale del “ridammi i soldi del cinema” non te la meno. Non le perdi le 5.000 lire, tranzollo. Non ti riesce di “suicidare” i miei ricordi di 20 e più anni fa in cui sei presente. Non ti riesce, attàccati! Però una cosa ti è riuscita: leggere questa bella roba e vedere la tua bella firma è stata (a prescidere dalla storia del 4 gatti) per me un’altra piccola lastra di marmo tombale sulla strada della fiducia nel prossimo. Complimenti! Se fai di sti scherzi a chi ti ha elevato nel Pantheon dei miti generazionali, non oso immaginare ai tuoi nemici…

    Addio per sempre triste e patetico Marionetto Placeholder, e requiem al fu Giacomo, rimpiazzato da un sosia in stile McCartney. Si vede che Aldo Maccione ti ha veramente fatto fare 2 vasche nell’acido perché ignaro di quale fosse la capitale birmana. Rangoon fino al 2005, Naypyidaw da allora…

  2. Secondo me invece è questo articolo che è sbagliato.
    Sono d’accordo sul discorso dei “tuttologi” che dovrebbero occuparsi del “loro” e non pontificare su ogni argomento.
    Però se lui “scrive” su Avvenire ci deve essere un perchè.

    Prendere un estratto del suo articolo (pur con il link all’articolo intero, lo riconosco) e linciare l’autore solo per il “gusto” di lanciare un bel flame, non ha alcun senso…se non quello di alimentare un flame.
    Sarebbe molto più utile, profittevole e producente (per tutti) se, con le osservazioni e i dati riportati nell’articolo alla mano, si tentasse di intervistare il Poretti, chiedendo una spiegazione sulle sue parole e ribattendo alle sue risposte con le giuste osservazioni e dati riportati nell’articolo di La Mile.

    Qualora poi il Poretti non rispondesse, neanche dopo aver inviato uno stralcio dell’intervista che si volesse sottoporre, allora si potrebbe scrivere un articolo del genere, caricandolo anche (eventualmente) di indignazione verso l’ennesimo “tuttologo” che “se la scrive e se la canta” ma che non accetta il confronto (diretto).

    Questo è giornalismo.
    “L’altro” è pettegolezzo…sterile per lo più.

  3. Vabbè ma è lo stesso che prese per il culo la Jolie quando si fece fare una mastectomia preventiva per l’alto rischio di cancro al seno e che oggi, dopo l’ovariectomia, solo quando qualcuno ha rispolverato quel suo pezzo, ha fatto dietrofront come un bambino dell’asilo, di che parliamo?

  4. Io non capisco perche’ certa gente solo perche’ famosa ha la smania della tuttologia. Sei un comico? Fai ridere. Sei un genetista, un biologo molecolare, mi pare di no, allora Giacomo cazzo parli?
    La categoria dei tuttologi opinionisti catto-moralisti sono una piaga per il nostro paese!

  5. Poretti da quando è diventato un cattolico d’assalto mi è sceso nella considerazione.
    Poi vabbè, io sono a favore di fecondazione assistita per le coppie sterili e adozione anche per le coppie gay, la maternità surrogata qualche dubbio etico me lo crea ma a prescindere dall’orientamento sessuale della coppia che lo richiede.
    E che il cibo OGM sia dannoso non è affatto provato scientificamente, comunque.

  6. Qualcuno dovrebbe ricordare al signor Giacomo che in nome della tanto sbandierata “naturalità” non dovrebbe più nemmeno assumere un’aspirina… E, cosa ancor peggiore che ovviamente non auguro né a lui né a nessun altro, soffrire come un cane fino alla morte in caso di malattia inguaribile. Troppo facile tirare in ballo la natura solo quando fa comodo…

  7. Toh, un altro motivo per essere pro-ogm.

    Il ragionamento non è nemmeno lontanamente ineccepibile, perché si basa comunque su un assunto sbagliato e figlio di una naturalità che è solo presunta.

    Sul resto, quoto tutto.

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