I classici lesbici del cinema: Fucking Amal – Il coraggio di amare

L'amore lesbico adolescenziale vince nella sfigatissima cittadina svedese

Dopo l’introduzione ai classici lesbici del cinema con “Cuori nel Deserto, andiamo a zonzo nella storia saffica del grande schermo con un balzo negli anni ’90. Questa volta è di scena l’amore fra i banchi del liceo in una desolata città della Svezia occidentale: il film è Fucking Amal – Il coraggio di amare (Fucking Åmål), datato 1998.

La pellicola è l’opera prima dell’allora trentenne Lukas Moodysson, che ebbe a disposizione un budget ristretto e due sole giovani attrici professioniste Alexandra Dahlström (Elin) e Rebecka Liljeberg (Agnes). Ambientato nella ‘noiosa’ città di Åmål, il film fu girato in soli 30 giorni a Trollhättan, a più di cento chilometri di distanza. Diversi premi vinti in giro per i festival di cinema (su tutti il Teddy Award nel 1999 al Festival di Berlino), ma a sorprendere fu il botteghino. In Svezia l’amore fra le giovanissime Agnes ed Elin sbancò al punto da affondare il kolossal Titanic.

In Italia arrivò, sì. In punta di piedi, nel febbraio del 2000 e con un doppiaggio sfasato. Fucking Italy…

Curiosità su Fucking Amal

Nella distribuzione nel Nord America il titolo ufficiale fu trasformato in Show Me Love per coprire la parolaccia del titolo sulla “fottuta Åmål”. Vi ricorda per caso il titolo di qualche canzone? Non so, tipo una canzone del 2001 del duo pop t.A.T.u. con centinaia di ragazze in divisa da scolarette? Rinfrescatevi la memoria con il video originale. Se pensate che sia puro caso, è la stessa Lena Katina (la “rossa”) a mettere insieme tutti i pezzi. Il padre-padrone del duo, il produttore Ivan Šapovalov, prese ispirazione per creare le t.A.T.u. proprio da Fucking Amal. Il video di Show Me Love fu girato dallo stesso Ivan, che per aver “disturbato la quiete pubblica” nella Piazza Rossa di Mosca durante le riprese finì agli arresti.

Fucking Amal locandina

Nella sceneggiatura originale, la storia finisce con Agnes ed Elin mano nella mano. L’ultima scena nel film è stata ideata e scritta dal regista Moodyson e da Alexandra Dahlström a riprese avanzate, per chiudere simpaticamente il cerchio sul suo personaggio con la scena del latte al cioccolato della discordia.

Fucking Amal, la trama

Occhio agli spoiler…

Åmål, regno della noia e di ragazzini ribelli, viziati, rabbiosi e insoddisfatti. Elin vive in casa con la madre e la sorella Jessica, con cui ha un rapporto vivace fatto di zuffe, piccole trasgressioni in comune e confidenze. Il suo più grande cruccio è la possibilità di restare intrappolata ad Åmål nella stessa storia di sua madre: matrimonio precoce, figli, marito che fugge con una donna più giovane. Per tirare avanti e dimenticare la miseria della povertà in cui vivono, le sorelle trovano conforto nel loro status di ragazze popolari: bei ragazzi, feste, alcool. Anche questa però è una trappola: Elin si lamenta con la sorella perché tutti la credono una facile, ma in realtà con tutti i suoi ragazzi non ha mai perso la verginità. Con loro proprio non vuole spingersi fino a quel punto (din din din, primi segnali di allerta).

Agnes vive in una famiglia benestante ma non riesce ad essere soddisfatta della sua vita. Nell’anno e mezzo appena trascorso ad Åmål  non è riuscita a fare amicizia con nessuno tranne con la compagna di banco paraplegica, emarginata anche lei. L’unico in famiglia che si sforza di cercare un vero dialogo con lei è il padre; con la madre c’è distanza perché Agnes la vede come una che nella vita ha sempre avuto ed ottenuto tutto. Lei sa di essere diversa dalle coetanee: sul PC dedica pagine appassionate del suo diario virtuale alla cotta per la bellissima Elin.

Per il suo 16° compleanno Agnes si sente in dovere di obbedire alla madre e controvoglia accetta di invitare qualcuno alla sua festa. Vegetariana, si becca pure il polpettone nel menu. L’unica a presentarsi alla serata è la compagna di banco e Agnes finisce per offendere pesantemente anche lei e la sua disabilità. Nota a margine per il lodevole self control dei genitori svedesi, che incassano la sfuriata senza reazioni degne di nota, laddove anche il Dalai Lama avrebbe elargito ad Agnes schiaffi a due a due fino a farli diventare dispari.

Elin vuole evitare a tutti i costi di andare alla festa cui vorrebbe trascinarla Jessica per evitare di incontrare Johan, il ragazzo timido che le fa la corte. Pur di uscire dal tran tran quotidiano è disposta ad andare al party della sconosciuta Agnes, di cui ha sentito parlare dall’amica bulla che tormenta proprio la festeggiata. Jessica vuole solo finire l’alcool a disposizione in casa di Agnes e scappare via, ma poi confida alla sorella il gossip sull’omosessualità della ragazza. Per nulla disgustata, Elin scommette con Jessica 4 corone che riuscirà a baciare Agnes. Il bacio c’è e le due sorelle scappano per andare all’altra festa.

Fucking Amal

Elin è pervasa dai sensi di colpa e in piena notte raggiunge a piedi casa di Agnes per chiederle scusa. La festeggiata nasconde i segni freschi dei tagli autolesionisti sulle braccia e accetta di vederla. Pian piano le due si conoscono ed Elin mostra di apprezzare il modo di essere di Agnes, diverso dalle coetanee (soprattutto la sua attrazione per le ragazze…). Escono insieme cercando un passaggio per la festa e si confidano su sogni ed aspirazioni, come quello in comune di diventare psicologa. Agnes in compagnia di Elin diviene più pazza di lei e le due si mettono a cercare un passaggio in auto verso Stoccolma, dove sarebbe più facile trovare altre ragazze lesbiche. Un uomo le carica in auto ma subito dopo le scopre a baciarsi sui sedili posteriori e le caccia. Ormai unite, ognuna torna a casa, con la promessa di risentirsi al telefono.

Elin in effetti vorrebbe risentire Agnes ma cede alle pressioni della sorella, che la nota finalmente innamorata e pretende di conoscere “il ragazzo”. Incapace di uscire allo scoperto, Elin finge che si tratti di Johan e finisce per mettersi davvero con lui.

Agnes deve fare i conti prima con l’odio dell’unica amica che aveva, che ora le rivolge frasi omofobiche; poi con Elin che la evita. Elin in realtà fa coming out con la madre ma finge subito dopo che stesse scherzando, per testarne la reazione. A scuola Agnes la affronta per non aver proseguito la relazione e la prende a schiaffi.

L’omosessualità di Agnes diventa di dominio pubblico e tutti a scuola la prendono in giro, pensando inoltre che il suo amore per Elin non sia corrisposto. La bellona della scuola da parte sua inizia una relazione anche fisica con Johan ma capisce che – seppur buono – lui non la pensa diversamente dall’amico Markus, il misogino fidanzato della sorella Jessica.

Agnes viene intanto scoperta dalla madre, che imbeccata dal piccolo di casa legge il diario della figlia sul PC, facendola incazzare (giustamente) non poco. Tutto sommato la madre non è contraria all’omosessualità, quindi peace and love sorella. Elin molla finalmente Johan dopo una discussione in cui le era salito il femminismo prepotente contro il cognato sull’inferiorità delle donne. All’ormai ex-ragazzo confessa di essere innamorata di un’altra persona e intanto va a casa di Agnes, dove per richiamare la sua attenzione finisce per romperle la finestra con una pietra.

A scuola Agnes è sulle sue ed Elin la raggiunge e la trascina in bagno per confessarle che l’ama. Dopo tutte le batoste prese, Agnes promette che se è una nuova presa in giro stavolta l’ammazza, ma tutto sommato è così felice che il suo cuore sta ballando la macarena dietro lo sterno.

A scuola si diffonde la voce che Elin si sia chiusa in bagno con un nuovo misterioso ragazzo per fare roba pesante. Tutta la scuola batte sulla porta per convincerla ad uscire con “l’eroe” di turno. Uscire dal bagno sarebbe anche uscire dal proverbiale armadio: la tranquillità di Agnes convince pian piano Elin a farsi coraggio. Elin apre la porta ed esce dalla scuola con Agnes, dichiarando che è la sua ragazza e che escono per andare a scopare. Bene, brave bis!

Fucking Amal

N.B.: a casa di Elin ci andranno, ma per bere il latte al cioccolato. So’ ragazze…

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Vincenza

Apostata, iconoclasta, adoratrice di sneakers, seriamente affetta da sindrome di Stendhal acuta in presenza di ogni filmato pre-1927, cultrice di Karen Walker e fedele consumatrice di banda larga con un debole per i classici della letteratura. Difetti a parte, una persona normale. Forse.

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4 commenti

  1. Lo definirei un piccolo grande film. Il “Ta-daaan! Questa è la mia nuova ragazza. Adesso se ci fate passare andiamo a scopare!” di Elin è epico! XD

  2. Brava, ho visto il film e non mi ha fatto impazzire, ma la tua descrizione della storia si , complimenti ! Quasi quasi lo vado a rivedere

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