Il primo Pride non si scorda mai. Raccontateci la vostra prima volta

Quest'anno i 50 anni da Stonewall. Quale occasione migliore per raccontare il nostro primo Pride?

Quest’anno si celebrano i 50 anni dai moti di Stonewall. Nella notte tra il 27 e il 28 giugno del 1969 a New York la polizia fece irruzione in un locale del Village, lo Stonewall Inn, frequentato da gay, trans, drag queen, drag king e lesbiche. I motivi dell’irruzione erano del tutto pretestuosi, atti osceni, adescamento e amenità varie, che avevano come unico motivo quello di umiliare gli avventori del locale.

A differenza di quanto era successo in passato, quella notte le persone presenti allo Stonewall decisero di ribellarsi alla prepotenza dei poliziotti. La scintilla fu la reazione di un drag king, Stormé DeLarverie, e di una trans, Sylvia Rivera. Non si sa di preciso cosa quest’ultima diede in testa a un poliziotto, se una scarpa o una bottiglia rotta. Fatto sta che nei giorni seguenti ci furono rivolte in tutta la zona e per la prima volta gay, lesbiche, bisessuali e transessuali scesero in strada per protestare.

Da lì il primo Pride che, nonostante il passare degli anni, conserva sempre la stessa forza: il momento in cui la comunità LGBT+ non è più invisibile, ma si mostra al mondo così com’è. Contraddizioni comprese. Per questo, partecipare ad un Pride è fonte incredibile di energia. Sei circondato da persone diverse da te, radunate per celebrare le proprie diversità, con un unico intento: non essere più invisibili. E ti cambia la vita.

Mai potrò dimenticare il primo Pride al quale andai: 1996 a Napoli. All’epoca i Pride erano ancora nazionali, e quello era la terza manifestazione dell’orgoglio LGBT in Italia, dopo Roma nel 1994 e Bologna nel 1995. Era tutto nuovo, e tutto mi sembrava meraviglioso. Una sensazione che fatico a descrivere, ma che ogni anno, a ogni Pride, sento che torna. Anche se all’epoca, lo ammetto, mi fece paura. Avevo 21 anni e non ero sicura che tutta quella visibilità fosse anche la mia scelta.

Per anni, dieci, non misi più piede ad un Pride, convinta, come tanti, che non servissero a nulla. Decisa a fare la mia vita da lesbica disinteressata. Poi qualcosa cambiò. Non so dire cosa. Forse ero solo cresciuta. Il secondo Pride fu quello di Torino nel 2006. Di nuovo quella sensazione di libertà e di gioia. Allora, però, decisi che me la sarei vissuta fino in fondo e che mi avrebbe accompagnata per sempre. Da allora non ne ho perso uno.

E allora, quale occasione migliore che il cinquantesimo da Stonewall per ricordare il primo Pride al quale abbiamo partecipato? Un modo per condividere le nostre storie e le nostre esperienze, un modo per sentirci sempre più parte di una comunità.

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