Il Tribunale di Milano ordina l’ennesima trascrizione. I due papà: «Sala dovrebbe avere più coraggio»

In pochi mesi, è la quinta trascrizione di certificati di nascita con due papà che il Tribunale ordina al Comune di Milano. Ma i bambini non possono aspettare le decisioni della politica

Dopo l’ordinanza del Tribunale di Milano, Milo e Levi avranno due papà anche per lo Stato italiano. I due gemelli sono nati a novembre negli USA tramite GPA. Una volta tornati in Italia, Nicola Ferrajolo e Gianluca Lugli avevano chiesto all’Ufficiale di Stato civile di trascrivere gli atti nascita dei bambini rifiutando la soluzione di “compromesso” che avrebbe previsto l’indicazione di un solo genitore biologico.

Il Comune di Milano non ha dato nessuna risposta (per legge dovrebbe arrivare entro 30 giorni dalla richiesta) e la coppia si è rivolta al Tribunale. I giudici hanno analizzato e risolto la questione in soli 13 giorni, ordinando al Comune di trascrivere i certificati.

Si tratta della quinta decisione del Tribunale nel giro di pochi mesi (la prima è arrivata a fine ottobre), e anche in questo caso, i giudici hanno sottolineato che senza la trascrizione ai bambini vengono negati diritti fondamentali, come quello all’identità personale, alla bigenitorialità, «alla vita privata, alla sicurezza del mantenimento dei legami con la propria famiglia (intesa in senso sociale e non biologico – genetico)».

«Per noi è una gioia enorme – racconta la coppia -. Anche se il percorso per diventare papà è iniziato due anni fa, il progetto di genitorialità è nato molto, molto prima». Nicola e Gianluca stanno insieme da dodici anni, nel 2015 si sono sposati in Argentina (il matrimonio in Italia è stato trascritto come unione civile), e ora sono una famiglia a tutti gli effetti.

«Dopo la nascita dei bambini siamo rimasti un mese in America, in un paesino vicino a quello della portatrice con la quale abbiamo stabilito un rapporto splendido. Ai primi di dicembre dello scorso anno siamo tornati a Milano e abbiamo subito fatto richiesta per la trascrizione degli atti di nascita» spiegano Nicola e Gianluca. «Ma il silenzio del Comune è stato terribile. Avremmo preferito un no secco, anziché aspettare quasi due mesi per una risposta che, di fatto, non è mai arrivata».

Il ricorso in Tribunale è stato presentato il 29 gennaio del 2019 dai legali della coppia, gli avvocati di Rete Lenford, Giacomo Cardaci, Manuel Girola e Luca di Gaetano che nei mesi scorsi, a Milano, hanno ottenuto decisioni analoghe. «La velocità con cui è arrivata questa ordinanza – commentano gli avvocati – dimostra che per garantire i diritti fondamentali, specie dei bambini, servono decisioni rapide e che esiste ormai un orientamento consolidato».

Il Comune di Milanoche da giugno del 2018 iscrive all’anagrafe i certificati con l’indicazione di entrambe le madri, è in una situazione di stallo rispetto alle trascrizioni dei bambini con due papà, con la maggioranza spaccata sul tema, e in attesa che la Corte di Cassazione si esprima sulla trascrizione a Trento di un certificato estero con due papà.

La quotidianità delle famiglie arcobaleno, però, va in tutt’altra direzione, e non può aspettare le decisioni della politica. «La città di Milano è molto più avanti – sottolineano Nicola e Gianluca -. Le pediatre dei bambini, le infermiere quando abbiamo fatto le vaccinazioni, le persone per strada, tutti ci riconoscono, senza nessun problema, come i papà di Milo e Levi. Forse il Sindaco Sala dovrebbe incontrarci per conoscere meglio la nostra famiglia e avere un po’ più di coraggio».

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La Mile

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