Iraq, attivisti LGBT sfidano l’omofobia delle forze paramilitari tappezzando di poster Baghdad

La risposta del mondo LGBT iracheno alle rappresaglie omicide

Nel mese di giugno dello scorso anno un gruppo di coraggiosi attivisti LGBT iracheni aveva affisso manifesti in difesa dell’omosessualità sui muri di Baghdad. Forze paramilitari vendicarono quello che ritenevano un affronto mettendosi sulle tracce dei responsabili. La spietata caccia all’uomo ha portato alla tortura e all’uccisione di molti tra quegli attivisti LGBT; uno dei sopravvissuti è riuscito a fuggire dal Paese e a raccontare la storia dei suoi compagni. I criminali, secondo l’uomo, erano furiosi anche per il volantinaggio che aveva portato dépliant pro-LGBT sotto le porte degli abitanti della Capitale.

manifesti attivisti LGBT IraqManifesti LGBTI a Baghdad (2017)

In occasione del mese del Pride, gli attivisti LGBT iracheni hanno ripetuto l’assalto anche quest’anno, sfidando le minacce di morte. Sui muri di Baghdad stavolta ha fatto capolino la bandiera arcobaleno e la firma del gruppo “LGBT Iraq”. Su alcuni poster si legge la scritta in arabo: “Uccidere non fermerà la marcia della vita“.

manifesti attivisti LGBT IraqManifesti LGBTI a Baghdad (2018)

Essere attivisti LGBT in Iraq

Cosa ci vuole per essere attivisti LGBT in Iraq? Un coraggio da leoni, innanzitutto. La visibilità per le minoranze sessuali è pari a zero, il rischio di pagare con la vita troppo alto. Eppure con il favore delle tenebre e con il volto coperto, tanti affrontano la paura nella speranza di vedere il giorno in cui nessuno come loro dovrà più averne per amare chi ama.

L’attivista sopravvissuto lo scorso anno dalle grinfie dei violenti è in attesa di ottenere asilo politico in Irlanda, ma il suo pensiero va sempre ai compagni di lotta nascosti in Iraq.

La mia vita è ancora minacciata, solo per essere gay e aver mostrato un poster.

Voglio solo vivere una vita normale, amare chi amo e non avere paura.

Il movimento LGBT iracheno è ancora costretto a muoversi nella totale clandestinità, nonostante con la restaurazione del codice del 1969 da parte delle forze di occupazione degli Stati Uniti, l’omosessualità dal 2003 abbia smesso di essere proibita dalla legge. Squadre della morte si aggirano ancora indisturbate e impunite contro le persone LGBT, ma – appunto – neanche uccidendo riusciranno a fermare la marcia della vita.

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