Irlanda. La bellissima campagna per i matrimoni egualitari. VIDEO

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Preparate i fazzoletti, perché questo video, realizzato per il referendum sui matrimoni egualitari che si terrà in Irlanda il 22 maggio, è molto più che commovente. È perfetto. Lo slogan è semplice: «Chiedi alla tua famiglia di votare sì». Ed è quello che si vede nel video. Dalla ragazzina che chiede al padre (che nel frattempo sta aggiustando il trattore): «Vieni?» e lui risponde, «Non mancherei per nulla al mondo», al ragazzino che chiede lo stesso alla madre che sta leggendo un libro sul divano, alla nonna che per l’occasione è andata dal parrucchiere, al ragazzo che incontra il padre al seggio, terrorizzato dall’idea che possa aver votato “no”.

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Insomma, una campagna perfetta, semplice e che si conclude con uno slogan immediato e che racchiude il significato delle nostre battaglie – nostre perché non importa se siamo in Irlanda o in qualsiasi altro paese europeo e non, noi persone LGBT sappiamo benissimo cosa vuol dire essere discriminati e sognare di vivere in un paese che riconosca il nostro amore e la nostra dignità: «Se voti sì il 22 maggio possiamo cambiare per sempre cosa vuol dire crescere LGBT in Irlanda». Senza voler far polemica, ma mi piacerebbe un giorno vedere una campagna così ben fatta anche in Italia.

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6 commenti

  1. Valerie, mi devi spiegare perchè avrebbero dovuto portarti a quell’oscena pagliacciata e non a ricevere un pò di Spirito Santo dalla reliquia più magnifica e importante della storia. Per me andare a vedere la Sindone fu come andare a vedere la Monna Lisa. Vidi qualcosa di straordinario, che se mi fossi concentrato solo sui miei organi genitali avrei perso per sempre

  2. Vorrei rispondere a Valerie perché, nonostante io sia etera, capisco pienamente quello che passi.
    Ecco, proprio questo volevo dirti: non ti preoccupare che se hai dei genitori di merda sanno ferirti anche se sei etero, sanno bloccarti e ostacolarti in molti modi in qualsiasi situazione.
    Se tu fossi etero, avrebbero trovato un’altra scusa qualsiasi, come fanno con me i miei … (io mi sono sposata quest’anno e loro mi hanno detto “ci vorgognamo che in paese sanno che ti sposi” (perché, non si sa), ora io e mio marito vorremmo mettere su famiglia e il loro commento è stato “non mi sembra il caso, poi finisce che ce lo lasci a noi” e tanti, tanti, tanti, tanti altri esempi….
    Una cosa dobbiamo tenere a mente: ci hanno insegnato che tipo di genitori non essere ;)
    Un abbraccio!

  3. Va bene, ok, ho pianto un pochino. Che fatica ;) sono dei comunicatori ottimi, comunque. Non è che qualcuno di loro vuole fare una campagna pubblicitaria fuorisede??

  4. Uh quanto ho pianto.
    Non contenta, prendendolo direttamente su Youtube, ho continuato a guardare a ruota anche tre o quattro video dopo, tutti tematici. Una valle di lacrime.

    E’ sempre stato il punto di rottura tra me e la mia famiglia. Qualcosa di insanabile anche adesso. Il loro totale silenzio, subentrato dopo l’iniziale ostracismo.
    ” Ti accettiamo ” è l’unico commento che ho sentito fare da mia madre, alla fine, sulla faccenda. Poi il silenzio totale che, per loro, è il massimo. Suppongo che dovrei sentirmi anche fortunata, rispetto a tanti altri.

    Utopico è e sarà vederli accanto a me nella lotta contro l’omofobia o per l’affermazione dei nostri diritti.
    Le ultime litigate sull’argomento mi hanno sfibrato talmente tanto che ho gettato la spugna.
    Ho pensato, per molto tempo, che fosse mio dovere morale spronarli, cercare di farli passare oltre, di mostrargli un altro punto di vista. Ho provato con l’approccio più diretto, ho provato lasciando sul comodino libri strategici come ” Le cose cambiano “. Ho caricato video e campagne tematiche sulla mia pagina FB, ho incorniciato e messo in bella mostra il documento simbolico di matrimonio che l’assessore alla cultura ha regalato a me e alla mia compagna, in occasione della campagna “Vorrei ma non posso”.

    Tutto inutile. Anche per quest’anno, anziché accompagnarmi ad una qualunque delle manifestazioni contro l’omofobia o in favore della comunità LGBT, hanno già prenotato i biglietti per andare a vedere la Sindone. Di nuovo.

    I miei genitori si vergognano di me, inutile girarci tanto intorno.
    Non sono nemmeno sicura che andrebbero a votare, se in Italia ci fosse un referendum simile. E forse è anche meglio così, visto che non sono nemmeno sicura di cosa voterebbero.

    1. Cara Valerie leggere il tuo commento mi fa venir le lacrime e tanto più apprezzo la mia mamma che ha 80 anni e non se ne è mai fatta non solo un problema ma si riferisce alla mia compagna (21 anni di convivenza, mica pizza e fichi!) come la “fiola”, la figlia. Un abbraccio

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