Istanbul Pride, lacrimogeni e proiettili in gomma dalla polizia sui manifestanti

11 manifestanti arrestati, la condanna di Amnesty International

L’omosessualità non è proibita dalla legge in Turchia, ma la comunità LGBT locale si vede sempre più isolata all’interno del Paese. Dal 2015 le marce del Pride sono state bandite per non meglio precisate ragioni di sicurezza. Gli attivisti LGBT turchi però con molto coraggio continuano a cercare di sfuggire alle costrizioni del governo e hanno portato avanti la marcia a Istanbul. La scorsa settimana il divieto di marciare era stato ribadito, ma gli organizzatori e la polizia alla vigilia si erano accordati per una manifestazione ridotta lungo un preciso tratto di strada, dove sarebbe stato letto pubblicamente un discorso sull’importanza del Pride per la comunità. A quel punto però i presenti non si sono più accontentati di star lì per pochi minuti e poi disperdersi.

Quando il Pride è iniziato in direzione della grande piazza Taksim, la polizia era già schierata in assetto anti-sommossa e dopo un po’ ha lanciato sulla folla gas lacrimogeni per disperdere il corteo e sparato proiettili in gomma. Un testimone oculare ha riferito anche di squadre di poliziotti minacciare con i cani di servizio alcuni dei manifestanti. Per alcuni di loro sono state usate le maniere forti e 11 manifestanti in totale risultano in stato di arresto.

Istanbul Pride

Istanbul Pride, il coraggio degli attivisti LGBT

Amnesty International ha sostenuto anche quest’anno l’Istanbul Pride e ha domandato a livello internazionale che il governo turco chiarisca l’uso di mezzi molto discutibili come quello degli idranti sui partecipanti al corteo. Mentre la polizia continuava a minacciare arresti per chiunque “sembra gay, indossa arcobaleni o colori vistosamente femminili o porta i pantaloncini troppo corti“, migliaia di persone sono comunque riuscite a raggiungere piazza Taksim e a leggere un comunicato sull’evento. Su Twitter gli organizzatori hanno celebrato questa vittoria:

Nonostante l’intervento di tutta quella polizia, stiamo leggendo il nostro comunicato stampa sulle strade di Taksim. Siamo ancora qui!

Una lezione di coraggio al governo e alla polizia della Turchia, ma anche un monito per noi: non dare mai per scontato il valore di un Pride e cosa significhi partecipare od organizzarne uno in altre parti del mondo.

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