Finalmente in Italia la campagna per i diritti dei bambini intersex

Per la prima volta nel nostro Paese si parla del dramma delle mutilazioni sugli intersex

Alla nascita di una nuova vita la prima domanda rivolta ai neo-genitori il più delle volte è: è un maschietto o una femminuccia? Cosa succede però quando non è possibile attribuire con certezza il sesso o il nascituro presenta caratteristiche anatomiche di entrambi i sessi binari? Si esce appunto dalla mentalità binaria e si affronta la realtà delle persone intersex. Difficile stabilire accuratamente la percentuale di bambini intersex per lo stigma che porta i genitori a nascondere la condizione di questi bambini, talora addirittura a cancellare arbitrariamente parti di loro per conformarli a convenzioni sociali non scritte ma dure da estirpare. Si stima che la percentuale di persone intersex si aggiri tra lo 0,5% e l’1,7% della popolazione.

Per troppe persone intersex il sesso binario è imposto da un accordo tra genitori e medici. Viene dichiarato arbitrariamente un sesso da apporre sul certificato di nascita e prima dei due anni il neonato viene sottoposto ad una serie di operazioni chirurgiche che modificano le caratteristiche sessuali per renderle univoche al sesso scelto da altri. Nuove operazioni possono sopraggiungere nell’adolescenza e spesso le persone intersex apprendono della loro natura quando ormai sono vicini all’età adulta e tutte le decisioni sono state prese senza che potesse esprimersi.

La prima campagna italiana a difesa dei bambini intersex

La ‘pratica’ delle mutilazioni genitali sui bambini intersessuali è una piaga che diversi Paesi (tra cui il Portogallo) stanno cercando di fermare con leggi a tutela e progetti di sensibilizzazione. Finalmente in questi giorni arriva la prima campagna italiana sui diritti di questi bambini. L’iniziativa ‘Iosonointersex’ è promossa dall’Organisation Intersex International Italia e dall’associazione Certi Diritti, con l’obiettivo di sensibilizzare in primis i genitori, ma anche i medici e le istituzioni.

Portogallo, passa la legge che riconosce i diritti trans e intersex

Diffondere la conoscenza di questa condizione è fondamentale per garantire ai bambini intersessuali di crescere sani e di compiere in futuro le proprie scelte in piena consapevolezza e autonomia, quando avranno raggiunto la giusta maturità.

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5 commenti

  1. L’unico sviluppo incorretto qui è quello del cervello di chi si ostina a compiere tali barbarie pur di non aprire la mente e uscire dalla mentalità binaria.

  2. i bambini della minoranza intersex non vanno operati dato che non è necessario, decideranno loro da grandi cosa vogliono fare

  3. Ma basta! Non esistono gli intersex, esistono persone in situazione di intersessualità, per patologie o sindromi, si tratta in pratica o di un incorretto sviluppo della sottostante realtà fenotipica o di una alterazione cromosomico-genetica. E se da una parte non si deve fare violenza su persone in situazione non standard, dall’altra non si può neanche impedire di intervenire da sui bambini quando è più facile operate, o forse non dovremmo operare bambini con problemi cardiaci per lasciare che siano loro a dover decidere da grandi se essere malati di soffio al cuore?

    1. Se il bambino ha problemi cardiaci è ovvio che va operato. Se la condizione di intersex (termine generico, vi sono tante forme di intersessualità) non procura problemi di salute, perché diamine intervenire? Sono mutilazioni genitali.
      Peraltro in Paesi come l’Italia si interviene prima dei due anni per il semplice motivo che è più facile nascondere la condizione prima che la creatura inizi a registrare i ricordi e a frequentare la scuola.
      Anche in presenza della sindrome di Klinefelter ci sono persone che crescono senza problemi anche senza farsi asportare i testicoli. Monitorano e si interviene solo in caso di effettiva possibilità che si sviluppi una patologia. E in ogni caso si tratta di interventi che in America, Regno Unito, ecc., vengono ormai effettuati sempre quando si è raggiunta l’adolescenza e si ha la coscienza della propria condizione.

      Solo in Italia ci si vanta della perizia di chirurghi pediatrici che intervengono a mutilare neonati. Altrove per fortuna questa barbarie (guarda caso dove la condizione non è pressoché sconosciuta ai più) stanno cercando di fermarla. Malta, Portogallo, ecc.

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