Italia, la mappa dell’odio online. Bersagli: donne, migranti, LGBT

Le donne sono il gruppo più colpito su Twitter

Vox-Osservatorio Italiano sui diritti ha presentato ieri i risultati dell’indagine sull’odio diffuso in Rete con la terza edizione della Mappa dell’Intolleranza. Lo studio è stato condotto con l’Università Statale di Milano, l’Università di Bari “Aldo Moro”, La Sapienza di Roma e il dipartimento di sociologia dell’Università Cattolica di Milano. Il social network utilizzato per l’analisi dei commenti è stato Twitter, ancora molto gettonato per il commento pubblico e real-time di news ed eventi. Le principali categorie analizzate come ricettori di odio sono state donne, migranti, LGBT, ebrei, musulmani, diversamente abili.

Le donne sono il gruppo preso maggiormente di mira in Italia dagli odiatori della Rete, con dati dell’ultimo anno che parlano di 326.040 tweet negativi (quasi il 60% del totale di quelli offensivi). Stando poi ad un’analisi più approfondita sui dati, si notano picchi di odio in concomitanza di avvenimenti particolari:

  • 8 marzo, la Giornata Internazionale della Donna;
  • casi di cronaca con le donne protagoniste, perlopiù loro malgrado (es., femminicidi);
  • scandali sessuali (es., #MeToo).

Calo percentuale dell’odio verso le persone LGBT

Nei 10 mesi dedicati alla ricerca sono stati passati al setaccio oltre 6milioni di tweet e non mancano sorprese. Sono in calo ad esempio i tweet contro le persone LGBT, scesi a 22.435. Secondo la co-fondatrice di Vox, docente ordinaria di Diritto Costituzionale all’Università degli Studi di Milano: «Un tale risultato non può che essere collegato alla storica approvazione della legge sulle unioni civili».

Cresce l’odio nei confronti di ebrei (15mila tweet, ancora però lontani da quelli di natura omotransfobica), musulmani (64mila) e migranti (73mila). Anche per quest’ultima categoria come per le donne, i picchi di odio accompagnano le notizie sull’attualità. Xenofobia, islamofobia e antisemitismo uniti sono saliti dal 32,45% del 017 al 36,93% del 2018. Silvia Brena, co-fondatrice di Vox, chiarisce il quadro della situazione:

Più di un italiano su 3 twitta il suo odio contro migranti, ebrei e musulmani. Oggi la rabbia si concentra contro le persone considerate diverse, per appartenenza a culture differenti dalla nostra. I tweet intolleranti diminuiscono dove è più alta la concentrazione di migranti, dimostrando quindi una correlazione inversa tra presenza sul territorio e insorgere di fenomeni xenofobi: come a dire, conoscersi promuove l’integrazione.

Le grandi città portano però più odio: Milano, Napoli e Roma le pecore nere. Non può che far riflettere poi l’incremento dei tweet di odio a confronto con il calo del numero di account che twittano: gli hater si stanno estremizzando e puntano a viralizzare l’odio.

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