Karl Lagerfeld. L’icona della moda che ha saputo cambiare idea

Provocatore e geniale, Karl Lagerfeld è stato uno dei pochi personaggi pubblici ad aver cambiato idea sul matrimonio egualitario.

È morto all’età di 85 anni (ma forse anche di più, nessuno sa davvero quando era nato), Karl Lagerfeld, stilista, designer, fotografo, illustratore e genio indiscusso. Oltre alla sua monogriffe, alla collaborazione a vita con la maison Fendi e alla sua gatta Choupette, Karl Lagerfeld era da più di 30 anni il direttore artistico di Chanel. E anche un incredibile talent scout.

Negli anni ’90 scoprì Claudia Schiffer, modella icona dell’ultimo decennio del secolo scorso. Negli ultimi anni, invece, testimonial della Maison Chanel è stata Kristen Stewart. Fu lui, anni fa, a trasformare l’attrice di Hollywood un po’ scialba in una vera e propria icona.

Kristen Stewart diventa Coco Chanel in Once and Forever di Karl Lagerfeld. VIDEO+GALLERY

Ma al di là della moda, dei lustrini e dell’effimero (che lui riusciva comunque a trasformare in meraviglia), Lagerfeld è stato uno dei pochi personaggi pubblici ad aver cambiato idea sul matrimonio egualitario. Nel 2010, in un’intervista a Vice dichiarò di essere contrario al matrimonio tra persone dello stesso sesso:

Sono totalmente contrario ai matrimoni gay per un motivo molto semplice: negli anni ’60 tutti si battevano per il diritto ad essere diversi. Ora vogliamo tutti una vita borghese.

Tre anni dopo, nel 2013, quando in Francia era in discussione la legge Taubira sul matrimonio egualitario, Karl Lagerfeld fece sfilare sulla passerella di Chanel due donne vestite da spose accompagnate da un bambino. E dichiarò alle agenzie che la scelta non era affatto casuale, ma un sostegno preciso alla legge:

Non capisco perché le persone che vivono insieme non possono avere la stessa sicurezza dei borghesi che sono sposati. Due donne che si sposano, penso sia naturale, avere due madri è una cosa bella.

E in risposta alle proteste dei movimenti cattolici, Lagerfeld dichiarò: «Non riesco nemmeno a comprendere la discussione. È dal 1904 che in Francia, la chiesa e lo stato sono separati. Se quelli che sono contrari vogliono un’unione religiosa che andassero in una chiesa, in un tempio, in una cattedrale, una sinagoga o una moschea».

Anche se il buon Lagerfeld non è mai stato un gran sostenitore dei papà gay («comprendo di più il rapporto madre figlio che padre figlio») gli va riconosciuta la capacità di aver cambiato idea. E di aver utilizzato, fosse anche a banali scopi pubblicitari, la propria creatività per dare un segnale di cambiamento. Per tutto il resto, vi consiglio di leggere Il mondo secondo Karl. Per apprezzare un genio assoluto, volutamente provocatore e immensamente divertente.

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