Kristen Stewart coming out alle porte: “La mia sessualità? Guardate su Google non mi nascondo”!

kstewnylon

La copertina della rivista Nylon questo mese è dedicata ad una delle attrici più chiacchierate in questi mesi: Kristen Stewart, reduce da un outing in piena regola da sua madre Jules sul Mirror (seguito da un goffo tentativo di dietrofront) che di fatto confermava i rumour sulla relazione della figlia con l’assistente personale Alicia Cargile. È giunta l’ora quindi del tanto atteso (non da lei…) coming out? Non esattamente…

Cercatemi su Google, non mi nascondo. Se senti che vuoi davvero definirti, e hai l’abilità di articolare quei parametri e ciò in cui ti identifichi, allora fallo… ma io sono un’attrice. Vivo nella fottuta ambiguità di questa vita e mi piace. Non sento che sarebbe autentico per me essere il tipo da “Mi sto dichiarando!”. No, faccio un lavoro. Finché non decido di fondare un’associazione o di avere qualche posizione od opinione che altri dovrebbero ricevere… non lo farò. Solo sono una ragazza che gira film.

Sì, lo sono. No, non ve lo dico. Per molte persone ogni coming out eccellente è un aiuto in più a trovare la forza di vivere apertamente la propria vita, ma non tutte le celebrità hanno in sé la corazza per fare la differenza nella vita altrui… o anche solo nella propria.

1997
1997 – La svolta di Ellen Degeneres

Penso che fra 3 o 4 anni ci sarà molta più gente che non sentirà il bisogno di scoprire se sei gay o etero. Sarà un po’: “Fa’ come ti pare”.

Non sappiamo se la tempistica potrà rivelarsi esatta, ma il giorno in cui la gente non sarà più interessata a questo dettaglio della vita dei VIP (cosa in generale assai improbabile, anche quando non si tratta dell’orientamento sessuale), possiamo pensare che gran parte del merito sarà proprio di quelle celebrità che invece ci hanno messo la faccia.

Ho lavorato molto duro per sentirmi libera e aperta senza svendermi o aiutare qualcuno a farlo […] È divertente quando attori più grandi mi dicono: “Fagli un sorriso”. E io: “Non hai idea di cosa tu stia parlando, ma grazie! Doveva essere fantastico quando non c’era Internet”.

Nessuno dovrebbe sentirsi in dovere di fare coming out se non è pronto e in questo senso Kristen Stewart non deve niente a nessuno. Far passare però questo silenzio come un atto di coraggio, una scelta trendy di chi sfida le aspettative dei tabloid, proprio no. Semplicemente Kristen sta seguendo la strada di centinaia di colleghi che l’hanno preceduta, tacendo per mantenere il proprio status di attrice per ruoli da protagonista e volto di brand di alto profilo (Chanel, Balenciaga). Se il timore per ripercussioni sulla carriera fosse solo una nostra ipotesi, probabilmente Kristen ci avrebbe risparmiato in passato almeno tre relazioni eterosessuali farlocche da copertina.

Auguri per la tua vita e la tua carriera, Kristen. Sii un giorno il cambiamento che Ellen Page è già nel tuo mondo.

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17 commenti

  1. Intervengo per la prima volta per dire che secondo me le “tre relazioni farlocche da copertina” non erano così farlocche. Nessuno la conosce e può sapere la verità, ma io la seguo da tempo e in base anche alla mia esperienza personale credo che lei si credesse “etero” (o di comunque dover cercare un uomo da aver al proprio fianco, se non vogliamo etichettare) e poi in qualche momento è successo qualcosa e si è resa conto della cosa. Alla fine un Robert Pattinson magari era l’uomo giusto per lei in quel momento e quindi ci stava bene assieme. Ma non sarebbe durata perchè prima o poi si sarebbe resa conto “di voler essere libera” (usando parole sue :P).

  2. Ognuno fa quello che sente, non sopporto chi tira e spinge per obbligare a fare coming out.. Ma chi se ne frega! Ha ragione, lei è un’attrice e quel che ci dovrebbe interessare è il modo in cui recita e i film che gira, non la sua vita privata. È una persona normale nella vita di tutti i giorni, sarà pure famosa ma vuole vivere anche dei momenti per conto suo e ne ha diritto. Di vip che hanno fatto coming out ce ne sono già tanti, di sicuro non farà la differenza una kristen steward. guardate che dev’essere pesante non poter fare il lavoro per cui si ha la passione, se non lo si baratta con il resto della vita.. Non poter avere una relazione in libertà senza essere spiata e giudicata.. Ma poverina, lasciatela in pace

    1. Quoto tutto… o quasi.
      Come ho già scritto, il coming out dev’essere una scelta strettamente personale e comunque quel “Cercatemi su Google” è un modo originale per confermare… detto questo, non si può credere davvero che fare coming out oggi per un attore o un’attrice di Hollywood ti faccia perdere di colpo il lavoro. Non lo è stato negli anni in cui Marlene Dietrich girava vestita da uomo baciando fanciulle alla luce del sole, non lo è stato per i coraggiosi che sono usciti allo scoperto negli anni tremendi dell’AIDS, non lo è stato perfino per Anne Heche, che quando stava con la Degeneres recitava al cinema in ruoli eterosessuali da protagonista, non lo è ora per Matt Bomer che gira blockbuster per il pubblico femminile (vedi Magic Mike e ora il sequel) o per Ellen Page.
      Se poi il cruccio è mantenere lo status di attrice da 15 milioni a film e campagne per Chanel, non è che hai paura di non recitare più, hai paura di guadagnare un po’ meno (quanto allora della tua fama è basato sulle tue capacità attoriali?)… che è una cosa pure legittima, per carità, è una scelta libera e rispettabile, ma non spacciarla per qualcosa che ha più integrità di chi ci mette la faccia parlandone in termini di “selling”, vendere/svendersi. Il discorso “cercatemi, non mi nascondo” di per sé è da applausi, ma se lanci ombre su chi il coming out l’ha fatto parlando di interessi economici e fondazioni benefiche in modo sibillino, sei una gran paracula.

      Per i paparazzi c’è poco da fare, vengono spiate perfino le star di serie Z, vuoi che non accada alla Stewart? Lì c’entra poco il fatto etero/non etero, ti riprendono di nascosto pure se decidi di uscire di casa per portare il cane a spasso.

      1. Ma noi non lo sappiamo se è davvero per mantenere il suo status, anzi può pure darsi che dichiarandosi potrebbe aumentare il suo guadagno, anche perché siamo ancora in un mondo maschilista in cui la donna lesbica rimane comunque oggetto di desiderio sessuale. Io invece lo vedo come in un certo senso conservare la propria genuinità, e non fare la banderuola come Miley Cirus che ogni giorno ne dice una pur di guadagnare visibilità. Magari si sente stretta nelle etichette, o non sa ancora cosa vuole nella vita, o semplicemente ha trovato una persona di cui si è innamorata e sta bene ed è capitato che quella persona fosse una donna. Non esistono solamente le lesbiche super convinte, le Golden che hanno sempre saputo definirsi senza dubbi; la sessualità è, come ribadito miliardi di volte, uno spettro fluido. Quel che mi da fastidio è che in una redazione che ha sempre proclamato la libertà e i diritti LGBT ci siano alcuni articoli così duri che si permettono pure di giudicare delle persone di cui non si sa nulla (se non dalle dichiarazioni e dalle foto dei paparazzi). Puntualizzo che non odio i #vedolesbicheovunque, anzi, sono molto ironici e li leggo sempre, però certe volte capita che ci si spinga nel giudicare in modo un po’ troppo da bar e non si addice ad un editoriale online. Questo è specchio anche di una comunità LGBT non coesa, trovo grave il “campanilismo” e il razzismo fra le varie categorie all’interno della comunità, che innegabilmente ci sono, se non siamo uniti nella tolleranza al nostro interno cosa pretendiamo dagli etero? e questo articolo ne fa parte; andava così bene… fino alla nota finale.
        Va bene le foto dei paparazzi che ormai sono a briglie sciolte, ma più che altro è grave l’ossessione sempre più alta per l’avere una dichiarazione esplicita, come se la sessualità potesse essere espressa solamente a parole. A me sembra che Kristen sia solo una ragazza riservata che fa quel che noi tutte facciamo nella vita di tutti i giorni, ha una passione e vuole che sia il suo lavoro, come tante altre ragazze. La mia è il marketing, la sua è recitare ed essere attrice/modella: questa è la sola differenza.

      2. Alla fine concordo sulla difficoltà nell’interpretare la personalità di qualcuno dall’esterno, anche perché io ancora non mi spiego come una persona tanto riservata e gelosa della propria privacy abbia deciso di scrivere una lettera al fidanzato tradito su People quando sarebbe bastata una telefonata o una visita :D

        Questione Cyrus: ecco, io invece trovo davvero insopportabile questo dare addosso gratuito a Miley sulla questione LGBT.
        Con tutto che non me la filo di pezza né come donna né come musicista e che certe sue trovate da concerto le trovo davvero imbarazzanti, lei dice delle cose sull’essere LGBT su cui davvero si dovrebbe riflettere. Lei però è quella che lecca martelli e porta dildo in scena, può dire che l’acqua è una molecola di idrogeno e ossigeno e staremmo comunque a smentirla e sostenere che dica così solo per farsi filare da qualcuno.
        Perché se Ruby Rose parla del suo essere genderfluid è figa, se Ellen Page porta perennemente la scritta tomboy sugli abiti è adorabile, ma se Miley parla del suo lato maschile è una falsa a prescindere? Magari fosse stata più figa e meno appariscente le avremmo concesso il permesso scritto di dire più cazzate, tanto gliele avremmo perdonate, perché alla fine per molti è l’abito che fa il monaco.

        Per una volta non facciamoci trascinare dall’imparzialità da fan di Tizia o hater di Caia… quello che oggi Miley dice ad esempio sulla dismorfofobia di quando era la ragazzina-immagine della Disney è identico a ciò che Portia DeRossi ha raccontato sulle pressioni vissute sul set di Ally McBeal. Una però va in giro vestita trashissima e l’altra è la rispettabile moglie di Ellen Degeneres, perciò dicono la stessa cosa eppure il valore è diverso.
        Anche sulla storia di Miley che per alcuni “fingerebbe” di essere bisex per pubblicità resto basita, i gossip sulle sue storie con donne esistevano già dai tempi di Hanna Montana! :D

        Sulla questione del coming out nessuno sta estorcendo nulla, tant’è che già “Cercatemi su Google” basta e avanza a tutti, né nessun sito o rivista di area LGBT in America (presumiamo non venga a leggerci con Google Translate :D ) le ha mai posto una domanda diretta quando ne ha avuto (più volte) l’occasione, ma rispondimi su questo punto che non stai elaborando: secondo te Kristen ha ragione o torto (e perché, nell’uno e nell’altro caso) ad associare il coming out delle colleghe a un modo per fare soldi facili? Ha ragione o torto quando getta ombre sulle attività di queste colleghe nelle fondazioni che aiutano e sostengono le cause LGBT?
        Ecco, io ci penserei due volte prima di ventilare accuse su associazioni che hanno salvato le vite di tante persone.
        Se le stesse frasi le avesse dette una Lindsay Lohan (o una Miley Cyrus…) ad esempio, saresti stata dalla sua parte?
        La chiusura dell’articolo che da fan ti fa risentire – lo ribadisco – non è l’estorsione di qualcosa che peraltro Kristen di fatto ha già reso pubblico, ma la reazione al suo elevarsi al di sopra di chi ci ha messo la faccia e si dà da fare con attività specifiche. Magari la sua intenzione non era quella, ma vogliamo almeno ammettere che nel caso avrebbe fatto meglio a usare parole diverse?

      3. non tutte hanno la vocazione per l’attivismo, Kristen mi sembra una ragazza molto riservata e introversa, caratteristiche che la portano ad un atteggiamento diverso. Lei sta combattendo la stessa battaglia, ma in un modo non convenzionale. Ha ragione: non dando la soddisfazione di una risposta esplicita sta combattendo perché l’orientamento sessuale sia importante per le folle quanto sapere il sanguigno. Non dovrebbe essere di vitale importanza sapere se un attore è attratto da donne, uomini, o entrambi, è importante che reciti bene. La comunità LGBT con la richiesta di una dichiarazione esplicita non fa nulla di diverso rispetto agli omofobi che vorrebbero tutti allineati nel canone dell’eterosessuale standard.

      4. Miley Cirus si comporta come una attention grabber per i miei gusti. Non apprezzo che faccia passare l’idea della lesbica / bisex volgare, non trovo spesso coerenza in ciò che dice..non metto in dubbio che non le piacciano le ragazze ma non è neanche tutta questa gran maestra di vita. Per la lettera di Kirsten, trovi la risposta nell’articolo stesso, ha combattuto tanto per essere libera, ciò significa che ha dovuto ingoiare il boccone amaro e lasciare che il suo staff prendesse alcune decisioni per lei in passato. Sospetto che con quella frase si riferisse al fatto che magari potessero averla obbligata a farsi vedere con pattinson per promozione della trilogia di twilight e non mi meraviglierei se avessero scritto e inviato la lettera al giornale sempre nel tentativo di darle visibilità. Le star all’inizio della carriera non possono decidere molto certe volte e devono accettare le decisioni delle agenzie che investono su di loro.

    2. Sulle fondazioni, forse non hai letto bene la dichiarazione. Significa come ho detto sopra che dato che non è una attivista l’essere dichiarata o meno non dovrebbe importare a nessuno. Se fosse una attivista lgbtq dichiararsi dovrebbe dare Più rilevanza all’opinione, semplicemente questo. Non mi sembra abbia sminuito il lavoro delle associazioni

      1. No no, non ho mai scritto che Kristen ha sminuito il lavoro delle associazioni, ma che abbia posto tra le attività strettamente collegate al coming out il dar vita a fondazioni (che poi boh, mica le cose sono collegate: Josh Hutcherson è etero e lavora per cause LGBT, mentre tanti gay famosi non partecipano alle attività di associazioni simili…) e al tempo stesso abbia liquidato il coming out come un mezzo strumentale al far soldi.
        Sulla dichiarazione delle fondazioni lei dice testualmente che non se la sente di uscire con un coming out ufficiale fino all’ipotetico giorno in cui potrebbe decidere di dar vita a una fondazione e di lì a poco parte su quanto sia figo e liberatorio il fatto di non essersi venduta con un coming out ufficiale (e quel vendersi è inteso proprio nel senso economico, perché di riflesso parla pure dei vantaggi economici che il suo eventuale coming out porterebbe nelle tasche di chi sfrutterebbe la notizia).
        Io spero che sull’equazione “fare coming out = vendersi a qualcuno” faccia chiarezza, perché messa così mi porta a pensare che il giorno ipotetico in cui potrebbe dire “Mi piace tizia, ho fondato la XXX per la causa LGBT” io mi guarderei bene dal considerare questa attività come del tutto disinteressata.

    1. Il libro ora lo stanno trasformando in un database a pagamento, ma era comunque in vendita a cifre impossibili e per un pubblico di specialisti.
      Non è comunque un libro di gossip :D
      Non ci troverai “tizia si droga” ma un punteggio basso sull’affidabilità.
      Non ci troverai “tizio è gay e non sa nasconderlo bene” ma qualche indizio da interpretare.

      Ci puoi trovare anche gente di talento con un punteggio basso perché non fa colpo al botteghino… o un punteggio buono per una persona che sbanca al cinema ma che ha il vizio di far tardi (quindi cui affidare un tutor per renderla puntuale) o di cacciarsi nei guai (ergo, gli studios sanno di doversi blindare con l’assicurazione).

      Ad esempio, per avere chance di ingaggiare Meryl Streep, venivano raccomandate due cose: presentarsi con una sceneggiatura di ferro e ingaggiare uno dei suoi colleghi preferiti (risultati quasi garantiti di interesse se le veniva garantita la presenza dell’amico Stanley Tucci).

  3. 1) già a vederla conciata così, ha già fatto coming out (scherzo)
    2) con tutto questo giro di parole con paraculaggio di livello agonistico, hai già fatto coming out

    Ad ogni modo però non me la sentirei di definire farlocche le sue precedenti relazioni con uomini… Noi alla fine della sua vita privata, veramente, che ne sappiamo? Non è che la bisessualità non esiste eh…

    1. Non è che non credo alla bisessualità, ho molti dubbi sulla sua…

      Io ho avuto modo lo scorso novembre di incontrare per lavoro uno dei maggiori critici e studiosi cinematografici in America, uno che ha preparato anni fa un libricino che gli studios compravano per la modica cifra di poco più di un migliaio di dollari, dove con metodi scientifici venivano classificati migliaia di attori dello star system americano sulla base della loro “profittabilità” (nella prima edizione mi pare avesse messo in cima Will Smith).
      Non ti dico le risate a cena sulle tante velate di ieri e di oggi.
      Sentendo che si parlava solo di uomini (e perlopiù di membri di Scientology… :-) mi tolsi la soddisfazione di fare una domanda precisa su Pattinson e la Stewart. Confermo l’aggettivo: “farlocche”.

      1. quale libricino QUALE!? è in commercio? titolo? lo DEVO avere, please! :)

        tornando a quanto detto sopra io non capirò mai di queste “velate” come fanno a fare tutta sta fatica per nascondere in modo arzigogolatissimo super-impegnativo e immagino anche stressante qualcosa che alla fine SANNO TUTTI da SEMPRe e LORO LO SANNO che la SANNO TUTTI da SEMPRE e allora mi dico ma perché non stai zitta se non vuoi dire niente? perché non te ne stai serena in pace da qualche parte? perché soprattutto ti fai paladina della libertà e valore della differenza quando poi hai paura di una parola e sembri un animaletto braccato che mannaggia a te finisce persino che mi fai pena quando hai una vita che oltre la metà del mondo se la sogna? a volte mi sembrano per fare un paragone veramente assurdo come dei tossici che dicono “ma no ho smesso o peggio non mi sono mai drogata sono contro le droghe” e intanto tutto il loro corpo parla per loro dicendo il contrario e tutti attorno a loro lo riconoscono e nel frattempo vanno a parlare a CL e nelle scuole su quanto sia importante il non drogarsi e questa è una cosa brutta – diciamo così – quando invece sveglia-sveglia se ti innamori e stai bene è una cosa meravigliosa… mah… e pensare che c’era una volta Marlene Dietrich che se la spassava con uomini e donne e se ne faceva un baffo, in tutti i sensi!

      2. Scusa ho letto solo ora la risposta a un commento simile al mio :)
        Boh io la vedo abbastanza riservata in generale (pur non conoscendola come tutti) e quindi non ce la vedo a mettersi a creare tutto sto casino mediatico farlocco con Pattinson (piuttosto ho dei dubbi sulla fantomatica relazione col regista io, visto le varie foto ritoccate che giravano). Anche perchè a che pro? La gente parlava più di lei, ma allo stesso tempo la stessava di più e non credo sia una cosa che a lei faccia veramente piacere. Quindi posso concepire solo che le fosse stato imposto.

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