La cantante Jessie J: «Non sono più bisessuale»

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Si fa presto a dire “sono bisessuale” e si fa presto pure a negarlo. Jessie J, pop star britannica abbastanza famosa anche dalle nostre parti, tre anni fa in un’intervista al magazine In Demand fece coming out come bisessuale: «Sono uscita sia con uomini che con donne». Da allora, la cantante ha sempre fatto riferimento, in altre interviste, alla sua bisessualità. Ma qualche giorno fa deciso di fare un passo indietro. Durante un botta e risposta con i fan su Twitter, Jessie J ha detto di sentirsi addosso la pressione nel dover rappresentare qualcosa che non è. In un tweet – che poi è stato cancellato – ha scritto:

I fancy/date/love men and only men. Is that “straight to the point” enough?

Mi piacciono, ci esco, e amo solo gli uomini. È abbastanza chiaro? (giocando sul fatto che straight in inglese vuol dire anche eterosessuale).

Nella conversazione avuta con i fan, la cantante – che ha 26 anni – ha spiegato che la bisessualità per lei è stata solo una fase. «Ripensi alle cose ha hai provato e hai fatto in passato. Quella fase che hai avuto? Non sei più quella persona! E ti guardi indietro e pensi a quanto sei cambiata. Non lo rifarei mai ora. Ed è qualcosa di cui non vuoi nemmeno più parlare. Perché sei andata avanti? Perché sei cresciuta? Hai scoperto te stessa e hai capito quello che ti piace e quello che non ti piace». E poi ha aggiunto: «Sono cresciuta tanto e mi sento molto più a mio agio ora.[…] Non voglio essere giudicata per come mi sentivo una volta. Un casino di tempo fa. A volte anche i vegetariani mangiano carne. Fatevene una ragione. Le persone cambiano».

Ora nessuno pretende che Jessie J debba essere per forza bisessuale, ma un consiglio: prima di dire parole a sproposito – tipo mi piacciono anche le donne, sono uscita anche con le donne, e simili – care donne delle spettacolo, e non, pensateci due volte. Essere bisessuali non è una fase, non è una moda, né uno stato d’animo che può cambiare da un giorno all’altro, ma è un orientamento sessuale vero e proprio. E non solo, proprio perché si sottrae alla logica binaria etero/omo è forse l’orientamento sessuale più discriminato di tutti.

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La Mile

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11 commenti

  1. A proposito della frase che avete scritto:
    “Essere bisessuali non è una fase, non è una moda, né uno stato d’animo che può cambiare da un giorno all’altro, ma è un orientamento sessuale vero e proprio”
    mi permetto di farvi invece notare che l’orientamento sessuale può variare nel tempo.

    Ad esempio, nella griglia per classificare l’orientamento sessuale utilizzata da Klein sono presenti 3 variabili temporali: presente, passato e ideale (info qui: http://en.wikipedia.org/wiki/Klein_Sexual_Orientation_Grid).

    Anche senza stare a scomodare modelli scientifici penso che molte di noi abbiano cambiato più o meno frequentemente la definizione del proprio orientamento sessuale nel tempo.
    Ad esempio, identificandosi da adolescenti come “eterosessuali”, poi avendo una fase in cui si definivano “bisessuali” per poi sentirsi stabilmente “lesbiche”.

    E’ quindi assolutamente legittimo da parte di Jessie J dire “in passato mi identificavo come bisessuale ed ora mi identifico come eterosessuale”.

    Credo che semmai si potrebbe discutere sul suo stile comunicativo non proprio diplomatico (ma questo ormai è un suo tratto distintivo), su quanto le sue affermazioni siano verità o trovate di marketing (auguri) e anche su cosa possiamo dedurre dalla sua necessità di rinnegare il proprio passato vergognandosene (“Non lo rifarei mai ora. Ed è qualcosa di cui non vuoi nemmeno più parlare”).

    Credo che in ogni caso sia doveroso riconoscerle il diritto di dire oggi “sono orgogliosamente bisessuale” e domani “anzi no, mi sento eterosessuale” – proprio perché l’orientamento sessuale cambia nel tempo e non è scritto nella pietra (per fortuna, aggiungerei).

    1. “Ad esempio, identificandosi da adolescenti come “eterosessuali”, poi avendo una fase in cui si definivano “bisessuali” per poi sentirsi stabilmente “lesbiche”, a parte che non è così per tutti gli omosessuali, quello di identificarsi prima come etero-, poi bi-, e infine come omo-, ma è concettualmente sbagliato far passare un processo di scoperta/accettazione (questo in mutamento) del proprio orientamento sessuale, come una modificazione dello stesso.
      Anche perchè a parte il caso dei (sedicenti) ex-omosex (in cui cambiamento asserito è direttamente omo>etero) nell’anedotti non si registrano casi di persone che si indentificano in omo-. poi bi- e in fine eterosessuali: questo perché appunto non si tratta di una modificazione dell’orientamento sessuale, da un processo di progressiva accetazione personale, che ovviamente si ha solo verso l’opzione socialmente più vituperato e non verso quello che è già data per scontata.

      1. Ciao Remo,
        il tuo commento mi ha fatto molto riflettere.
        Mi sono resa conto che non avevo mai ragionato approfonditamente sul fatto che potesse non essere l’orientamento a cambiare, ma *solo* la nostra percezione dello stesso.
        Ora che mi ci hai fatto riflettere mi sembra una differenza ovvia, ma finora non l’avevo vista quindi grazie per avermi regalato un nuovo punto di vista :)

        Presupponendo quindi che l’orientamento sessuale sia immutabile e che le affermazioni di Jessie J siano vere, continuo a pensare che per lei sia stato legittimo aver detto in passato “Sono bisessuale”.
        Perché a quel tempo la sua percezione del proprio orientamento era proprio quella.
        E probabilmente, come molte altre persone, ne era convinta al 100%.

        Quello che voglio dire è: come poteva essere consapevole che la bisessualità fosse solo una tappa del suo percorso di accettazione della propria identità e non il suo punto di arrivo?

        Da questo punto di vista credo che non possiamo chiedere alle persone di spettacolo di “pensarci due volte” prima di dichiarare “sono bisessuale”.
        Perché questo presupporrebbe il poter dire con certezza “ok, sono certa che il mio orientamento sia definitivamente questo”.
        Cosa che molt* di noi avrebbero firmato e sottoscritto in più di una tappa del proprio processo di accettazione, nonostante non fosse il punto di arrivo del percorso.

        Magari Jessie J è davvero eterosessuale e ha avuto un percorso meno comune degli altri, che partiva dalla convinzione di essere bisessuale per arrivare alla consapevolezza di essere eterosessuale. Chissà.

        Penso comunque che testimoniare questo processo sia positivo, perché chi si trova a scoprire a poco a poco il proprio orientamento possa capire che è un processo comune anche ad altre persone.
        Mi spiace invece che Jessie J ne parli in termini di negazione e rifiuto, perché così trasmette il messaggio che ci sia qualcosa di sbagliato/vergognoso nell’essere bisessuale.

        Grazie comunque per avermi fatto riflettere sulla differenza tra orientamento sessuale e la sua percezione, è un concetto molto importante :)

      2. Non voglio entrare nel merito delle questioni legate all’orientamento sessuale – che non considero immutabili nel tempo. La mia critica è rivolta al modo frettoloso, spesso dettato da mere esigenze commerciali, con cui questa o quella donna dello spettacolo sostiene di essere bisessuale. Facciamo il conto di quante cantanti, attrici, e simili, hanno detto “mi piacciono anche le donne” giusto per attirare l’attenzione su di sé? Una marea. Per me va benissimo lo stesso. Ma non credo nemmeno che questo voglia dire essere bisessuale. Però, se ti definisci in un modo e poi scopri di non esserlo più, non usare tutta questa veemenza, come ha fatto Jessie J: screditi chi bisessuale lo è per davvero.

      3. Mile, grazie anche per il tuo punto di vista :)
        Personalmente credo che non possiamo (quasi) mai sapere con certezza se una celebrity si stia dichiarando bisessuale:
        • perché lo è davvero;
        • perché in quel momento è convinta di esserlo;
        • perché pensa di trarne un qualche beneficio commerciale;
        • perché ha semplicemente voglia di seguire una moda;
        • perché non trova altra maniera per far parlare di sé.

        Partendo da questo presupposto penso sia difficile criticare a priori qualcuna che si dichiari bisessuale senza cadere nel processo alle intenzioni (ovvero nel pre-giudizio).

        Detto questo mi pare di capire che in questo caso specifico, dato che ci è impossibile sapere se Jessie J sia (stata) davvero bisessuale, l’aspetto criticato sia la veemenza con cui ha rinnegato il proprio passato, incorniciandolo in un’aura di vergogna.

        E che quindi l’appello da fare alle VIPs non sia tanto quello di evitare di dichiararsi bisessuali (perché, come hai detto anche tu, l’orientamento può cambiare nel tempo e anche “pensandoci due volte” avrebbero detto la stessa cosa), bensì quello di evitare di rinnegare o vergognarsi del proprio passato nel caso in cui cambino idea.

        Il che è ben diverso ed è un appello molto più forte….no? Che ne pensi?

      4. Eleonora, a me sinceramente che siano davvero bisessuali o meno interessa poco. Se una persona – famosa o meno – dice di sentirsi attratta anche dal proprio sesso, perché non crederle? Il punto, però, è che usare tali dichiarazioni per poi rimangiarsele, così come ha fatto Jessie J, mi dà fastidio (per usare un eufemismo). Ridurre tutto a “era una fase, della quale non voglio neppure più parlare, perché ora sono cresciuta” implica che la bisessualità sia qualcosa di negativo: è una fase adolescenziale, quando cresi poi capisci qual è l’orientamento sessuale giusto (cioè l’eterosessualità). Nelle sue parole la bisessualità è qualcosa di cui vergognarsi – a tal punto da non volerne più parlare. Per cui, sì sono d’accordo con te ;)

      5. Fossi in te considererei anche un altro fatto, come ci sono omosessuali che di fatto vivono come se fossero eterosessuali (alcuni ex-gay, per es., hanno una vita (apparentemente) etero ma rimangono sempre omosex), un bisessuale può semplicemente decidere di non vivere una delle componenti del suo orientamento.
        Molte volte preferiamo convincerci di essere quel che vorremmo essere, piuttosto che accettare quello che siamo

  2. Credo che episodi come questi siano anche loro in qualche modo segno di una sempre maggiore accettazione dell’omosessualita’. In fondo quello che ha fatto e’ stato sperimentare una sessualita’ diversa per poi capire che in realta’ le piacciono solo gli uomini. Sentirsi liberi di provare (e sbagliare) non e’ forse una conquista?
    Poi, certo, con personaggi famosi si ha sempre il dubbio che lo facciano per farsi pubblicita’ ma non siamo cosi’ maligni ;)

    1. Il problema secondo me è come ne ha parlato, di questa “esperienza/fase” che ha avuto:
      “Ripensi alle cose ha hai provato e hai fatto in passato. […] Non lo rifarei mai ora. Ed è qualcosa di cui non vuoi nemmeno più parlare. Perché sei andata avanti? Perché sei cresciuta? […] Non voglio essere giudicata per come mi sentivo una volta. Un casino di tempo fa.”
      Sembra stia ammettendo un crimine o comunque un errore di cui vergognarsi e da dimenticare. Mentre se sei cresciuta, se sei quella che sei ora, cara mia Jessie J, è anche grazie alle esperienze che ti arricchiscono e ti permettono di conoscere meglio il mondo e te stessa, anche se poi scopri che non fanno per te.

  3. Purtroppo è anche grazie a personaggi del genere che noi non avremo mai diritti. Si fanno pubblicità riempiendosi la bocca di vocaboli che neanche conoscono e poi dopo aver fatto parlare di sé ritrattano proclamando la”guarigione”. Se uscite con una donna non siete per forza bisessuali, se non siete certe di voi stesse prima di sparare a zero pensate che c’è gente che lotta ogni giorno per poter avere i propri diritti.

    1. Non credo i diritti dipendano da personaggi come questi. Lei è inglese, e lì ormai la parità è totale. Con questo non voglio dire che un atteggiamento del genere non sia lesivo per la comunità soprattutto B, però, magari non diamole tutta quest’importanza.

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