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La Favorita. Un piccolo capolavoro (impensabile 10 anni fa)

Il triangolo tra la regina, Lady Marlborough e Abigail Masham è degno della migliore tradizione storico-letteraria sulle cospirazione e gli intrighi di corte, dove la presenza maschile è un'ombra grottesca che fatica a trovare spazio in una disputa tutta al femminile.

Se La Favorita, il film di Yorgos Lanthimos con Olivia Colman, Emma Stone e Rachel Weisz, fosse uscito dieci anni fa, ora non si parlerebbe d’altro. O forse sarebbe stato semplicemente impossibile produrlo e distribuirlo. La storia, non voglio spoilerare niente, è quella (vera) della Regina Anna, l’ultima sovrana Stuart, che regnò in Gran Bretagna (con lei si unirono le corone di Irlanda, Inghilterra e Scozia) dal 1702 al 1714.

Non è mistero che la regina avesse un certo debole per le donne. Lo testimonia il carteggio con Sarah Churchill, duchessa di Marlborough, nei libri di storia definita “intima amica della regina”. Il film racconta proprio questo: il rapporto tra la regina e Lady Marlborough, un equilibrio sconquassato dall’arrivo della cugina di quest’ultima, Abigail, futura baronessa Masham, che fa di tutto per conquistare i favori della sovrana.

La Favorita è un film che pone le donne al centro della storia: sullo sfondo, la guerra contro la Francia, le battaglie tra Tory e Whig (l’embrione di quelli che saranno i principali partiti politici britannici) e le decisioni di una sovrana capricciosa, malata, depressa, che alleva conigli (uno per ogni figlio morto o abortito).

La storia dal punto di vista femminile

In questa cornice, il triangolo tra la regina (Olivia Colman), Lady Marlborough (Rachel Weisz) e Abigail Masham (Emma Stone) è degno della migliore tradizione storico-letteraria sulle cospirazione e gli intrighi di corte. A differenza di quanto viene raccontato di solito, la presenza maschile è solo un’ombra grottesca che fatica a trovare spazio in una disputa tutta al femminile.

Con ritmo serrato, fotografia e regia splendide, e un’interpretazione magistrale da parte di tutte e tre le attrici, La Favorita è un film che merita di essere visto (e rivisto). Le dieci candidature agli Oscar sono il riconoscimento per un lavoro davvero notevole, e si spera per un modo diverso di raccontare la storia, dove non ci sono solo condottieri, sovrani e politici a prendere decisioni. Dove le donne, con alterne fortune, possono essere artefici del proprio destino.

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4 commenti

  1. Il film mi è piacuto molto (splendidi scenografia, costumi e bravissime le tre attrici protagoniste) ma mi è sembrato un passo indietro per Lanthimos: quest’ultimo ha una poetica è molto disturbante, dove il concetto di “dolore” è raccontato in maniera viscerale ma al tempo stesso lavora di sottigliezze; qui, questa “follia” è principalmente nei dialoghi e in alcune scene alquanto grottesche… Ma la cosa finisce lì, mi sarei aspettata qualcosa di più estremo sinceramente

  2. L’unica cosa che mi è piaciuta di questo film è finalmente ha le donne al centro ma l’ho trovato noioso e con una colonna sonora inquietante. Brave le tre attrici protagoniste ma ritmo lacunoso e scenografia lugubre. Inoltre l’omosessualità della regina non è mai esplicitata (pensare che ha avuto e perso 17 figli è una tragedia nella tragedia) e il ruolo della cugina arrivista che scansa la sua favorita è fastidioso.
    Insomma a me non è piaciuto.

  3. A me il film è parso molto bello. Questo racconto farsesco, che diventa una tragedia così dolorosa, ha colpito molto.

    Regia sublime, mi hanno colpito le inquadrature col grandangolo e quelle nei corridoi. Era bella anche la sequenza del ballo e del buffone colpito con le arance.

    Complimenti a Lanthimos, spero che si porti a casa la statuetta, anche se penso che Cuaron sarà il vincitore.

  4. Io in tutta sincerità l’ho trovato solo molto furbo, con tutti gli ingredienti giusti ma una visione totalmente ancora solo maschile della donna, avrebbero potuto essere tranquillamente tre uomini e certe sfumature avrebbero calzato molto meglio. Molto diverso da Maria di Scozia dove ci sono tanti difetti ma una visione davvero differente della donna, non dico femminile perché non esiste una visione femminile della donna o almeno non ancora. Comunque Olivia Colman è stata grande è il perno di tutto e le coprotagoniste non deludono ma neppure stupisco.

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