La lettera di Arcilesbica al PD. No alla GPA, all’assistenza sessuale per disabili e alle cure per i minori trans

Con una lettera indirizzata alla dirigenza (maschile) PD, Arcilesbica definisce i suoi «valori non negoziabili»

La community di LezPop

Qualche giorno fa avevo pubblicato un artico in cui lamentavo la scomparsa dei temi LGBT dalla campagna elettorale. Mi sbagliavo, perché c’è qualcuno che di questi temi parla, definendoli però «falsi diritti».

Gaypost ha pubblicato un estratto della lettera che Cristina Gramolini, neo-eletta presidente di ArciLesbica Nazionale, ha scritto alla dirigenza del Partito Democratico. Le richieste nei confronti del principale partito di sinistra sono tre. O meglio, sono “richieste di non fare”.

Non introdurre la GPA – che continuano a definire “utero in affitto” -, non sostenere l’assistenza sessuale per le persone disabili, e non sostenere il disegno di legge di Sergio Lo Giudice e Monica Cirinnà (mai discusso dal Parlamento) che introdurrebbe l’utilizzo di ormoni bloccanti per i minori transessuali.

Adozione sì, ma tutto il resto sono «falsi diritti»

L’unica rivendicazione, per così dire in positivo, sarebbe l’adozione per le coppie dello stesso sesso «unanimemente richiesta dal movimento lgbt+». Ora, sulla GPA conosciamo benissimo quali sono le posizioni di ArciLesbica – che a più riprese aveva invocato il reato di crimine contro l’umanità per chi facesse ricorso alla surrogacy – ma delle altre richieste avevamo sentito parlare poco.

L’assistenza sessuale ai disabili, secondo la Gramolini, sarebbe un modo subdolo per introdurre la prostituzione: «le persone con disabilità (sono) utilizzate in chiave pseudo-solidaristica allo scopo di aprire una nuova fetta di mercato e, sul medio termine, allo scopo di istituzionalizzare la prostituzione in favore di uomini presentati come bisognosi».

Nella visione di ArciLesbica, infatti, ad essere “bisognosi” di assistenza sessuale sarebbero solo gli uomini. Le donne disabili non vengono nemmeno prese in considerazione. Del resto, per Cristina Gramolini, «le persone con disabilità hanno diritto al lavoro e a un’esistenza sociale, all’interno della quale l’amore può accadere». Ovvero, le persone disabili possono innamorarsi, ma guai a pensare che abbiano desideri sessuali slegati dall’amore. Viene da chiedersi: questo vale solo per le persone disabili o nell’universo da diamine dell’ottocento di Arcilesbica il sesso senza amore è un disonore?

Poi gli adolescenti trans. In diverse occasioni, l’associazione delle lesbiche estreme aveva criticato l’utilizzo che viene fatto (non in Italia, ma in diversi paesi europei) dei cosiddetti ormoni bloccanti. Si tratta di terapie ormonali rivolte ai minori transgender che interrompono la comparsa dei caratteri sessuali secondari – il seno, l’inserimento della voce, la peluria -. In questo modo l’adolescente trans può intraprendere un percorso che lo proti a comprendere quale sia la sua identità di genere, e nel caso di transizione non dover “stravolgere” il proprio corpo.

Nella lettera, Arcilesbica definisce queste terapie una «medicalizzazione dei minori con comportamento non conforme alle aspettative di genere», sovrapponendo in maniera del tutto acritica il comportamento di un adolescente (più o meno conforme) dalla percezione che ha di se stesso. Come se essere lesbica mascolina o uomo FtM fossero la stessa cosa.

I «valori non negoziabili» di Arcilesbica

Insomma, in questo silenzio assordante, dove i temi LGBT stentano ad entrare nel discorso pubblico, Arcilesbica ha scelto di prendere la parola (rivolgendosi, come fanno notare su Gaypost, solo ai maschi del PD: la lettera si apre con «Gentilissimi del Pd»). E nel perfetto stile da lesbiche estreme, anziché rimarcare quelle che sono le richieste unitarie della comunità LGBT, ha scelto la strada delle divisioni, dei distinguo.

Un po’ come quando Papa Ratzinger difendeva i cosiddetti «valori non negoziabili»: fate pure quello che volete signori del PD, ma la GPA, il sesso per i disabili e gli adolescenti trans no, non sono negoziabili. È proprio quello di cui sentivamo la mancanza, vero?

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ommenti

  1. Per parlare di estremismo, leggete (bene) cos’è successo in Inghilterra, a una delle cosiddette “estremiste” che è stata cacciata da un’università in cui doveva tenere un discorso. È più pericoloso dire che certi trattamenti ormonali possono essere pericolosi per la salute dei giovani trans (i bloccanti possono causare infertilità), o dire che non c’è nessunissimo problema ed è tutto super-sicuro, facendo anche finta che i ripensamenti non esistano? Per fare un esempio di danno collaterale irreversibile a cui nessuno dei ciechi sostenitori alla “causa degli adolescenti trans” sembra non tenere conto, insieme al forte danno psicologico che può comportare una modifica chirurgica, riguarda la salute. E chi prova a parlare dei possibili danni alla salute sia mentale che fisica viene censurata e controllata in stile grande fratello orwelliano, favorendo invece l’arbitraria presa di posizione del “non esiste alcun problema nella medicalizzazone precoce”. Vi invito a informarvi su quanto successo a heather brunskell-evans:

    http://www.heather-brunskell-evans.co.uk/thoughts/public-statement-to-the-womens-equality-party/

    – “Public Statement to the Women’s Equality Party
    November 19, 2017Heather Brunskell-Evans

    The Women’s Equality Party (WEP) has informed me that three Party Members have alleged that my “conduct” on the BBC Radio 4 Programme the Moral Maze on 15th November 2017 has “promoted prejudice against the transgender community”. The Party is currently giving weight to this allegation. As a Spokesperson for the Policy on Violence Against Women and Girls I have been informed I am under review by the Executive Committee.”

  2. trovo che fare sesso non sia un diritto per nessuno neanche per i normodotati e quindi nemmeno per i disabili: o trovi chi è attratto sessualmente da te oppure no.
    E ai pre-adolescenti io non darei ormoni, potranno prenderli quando saranno più grandicelli: per me il rischio di dare ormoni maschili a una ragazzina “non conforme” al ruolo di genere ma sempre ragazzina c’è. Un bambino che vuole giocare con la Barbie ha il sacrosanto diritto di giocarci, non è necessariamente una futura trans woman, se lo sarà potrà transizionare dopo i 18 anni

    1. comunque potrei anche cambiare idea sui bloccanti: Se i bloccanti vengono somministrati dopo una seria diagnosi di disforia di genere basata su elementi solidi mi sta bene, certo non è sufficiente che una bambina dica “voglio essere maschio” perchè questo l’hanno detto anche alcune donne cisgender nella loro infanzia, e anche uomini cis nell’infanzia hanno fantasticato di essere delle bambie o comunque hanno”sperimentato” diversi ruoli ed espressioni di genere. Io sono a favore dei diritti delle persone trans. Una donna trans è donna e non va mai definita al maschile

      1. Nessuno somministra ormoni o bloccanti così a caso. Si deve passare per una serie di colloqui con psichiatri e psicologi perché venga diagnosticata la disforia di genere e solo dopo la diagnosi si può accedere al trattamento. Non so da dove venga questa concezione che la transizione sia un processo a cui tutti possono avere facilmente accesso ma è molto lontana dalla realtà.

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