La parola “unioni civili” blocca la legge per gli orfani di femminicidio

In questi giorni in commissione Giustizia del Senato si sta discutendo un disegno di legge che ha come scopo quello di tutelare gli orfani di femminicidio. La legge, che già è passata alla Camera, rischia di non essere discussa in Senato in quanto Forza Italia, Gruppo Autonomie e Libertà e Lega Nord, hanno espresso voto contrario in quanto, stando alle loro dichiarazioni, nel disegno di legge si fa riferimento alle unioni civili.

Secondo questi senatori, il Ddl sarebbe una sorta di cavallo di troia per far “rientrare dalla finestra” la stepchild adoption, quindi si sono sentiti in dovere di bloccare una legge che andrebbe a tutelare bambini e ragazzi vittime (assieme alle madri) di quella che è una vera e propria piaga sociale: solo l’anno scorso ha mietuto più di 120 vittime e distrutto la vita dei figli rimasti.

«Il ritiro del consenso da parte del centrodestra alla sede deliberante in commissione Giustizia sul disegno di legge in favore gli orfani di femminicidio è grave, crudele e senza alcuna ragione obiettiva, visto che non è stata neanche svolta la discussione generale» è stato il commento proveniente da parte dei senatori del partito democratico, tra cui Monica Cirinnà, facenti parte della Commissione Giustizia, mentre la sottosegretaria Maria Elena Boschi ha dichiarato:

Stupore e dispiacere per la scelta del gruppo di Fi al Senato di stoppare la legge in favore degli orfani vittime di crimini domestici approvata all’unanimità alla Camera dei Deputati. Negando la sede deliberante per la legge, allunga i tempi per approvarla e mette a rischio il risultato finale.

Le condanne sono doverose, ma quello che lascia l’amaro in bocca è che nemmeno di fronte ad un evento tragico come la morte violenta di un genitore, certe persone (per fini propagandistici) non perdano l’occasione per cercare di togliere diritti. Come se un bambino (o una bambina) orfano di un femminicidio e nato al di fuori del sacro vincolo matrimoniale sia una minaccia per la famiglia ,o che la loro tutela da parte dello Stato possa addirittura essere la finestra da cui entra il famigerato Gender sottoforma di stepchild adoption.

Tanto poi vanno al Family Day a lavarsi la coscienza.

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Un commento

  1. E allora di questi bambini che ne facciamo?
    Perché quello che i politici non dicono alle masse è dove finiscono i bambini; sia di vittime del femminicidio, che di “normali” morti accidentali di uno dei coniugi.
    E certo la stepchild adoption è uno schifo, che vuoi dare il bambino in adozione ad un gay?
    Ma no, mettiamolo in una casa famiglia, o diamolo in affido, magari ai parenti del femminicida!
    Scusate lo sfogo, ma in nome di una presunta etica, si passa sulla pelle degli italiani.
    Marco, orfano di madre.

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