“Lei così amata” di Melania Mazzucco

lei cosi amata mazzucco

Tra le nostre illustri antenate, si distinguono spesso e volentieri donne di elevata classe sociale. In realtà, poiché la storia l’hanno fatta tutti, ma ci si ricorda quasi sempre solo dei ricchi, è una cosa che abbiamo in comune col resto dell’eterosessuale umanità.

Tra i più meravigliosi esemplari di queste nostre ricchissime ave, c’è la bella e androgina Annemarie Schwarzenbach viaggiatrice, giornalista e scrittrice dalla vita quanto mai turbolenta. Nata in una famiglia di ricchi industriali svizzeri era un tomboy ante litteram che sua madre avrebbe fatto di tutto per permutare in un essere a lei più gradito. Non ci riuscì e Annemarie passò la sua breve vita il più lontano possibile da casa, viaggiando per mezza Europa, l’Africa, la Persia e persino l’Afghanistan. Divenne intima amica dei fratelli Mann, tra cui l’altra nostra ava, Erika, (di cui recentemente è stato rieditato “Quando si spengono le luci”), ebrei nell’epoca della vertiginosa ascesa del nazismo (di cui i suoi genitori erano forti sostenitori). Questa irrequieta ragazza, sospinta tra venti interiori fortissimi e pressioni sociali altrettanto forti, è raccontata nella bella biografia di Melania Mazzucco “Lei così amata”.

Annemarie-Schwarzenbach

La Mazzucco ripercorre in modo scorrevole la vita di Annemarie morta a 36 anni in un incidente talmente stupido che verrebbe da mettersi a strillare. Presta molta attenzione al rapporto che ella ebbe con Erika Mann, che la influenzò moltissimo dal punto di vista intellettuale e la sospinse a dedicarsi alla scrittura, nonostante il parere contrario della di lei famiglia. C’è anche, stranamente in un libro italiano, una potenza avvolgente nelle descrizioni d’ambiente: il deserto è come vederlo, l’America ingrata ci appare davanti ai nostri occhi, come pure una Berlino splendente e affascinante come non mai prima della catastrofe.

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Ciò che manca è un minimo accenno a qualsiasi forma di erotismo. La Mazzucco ovviamente non tace la passione che Annemarie ebbe per Erika e per una giovane affascinante vedova durante il suo soggiorno in Africa né il rapporto con la scrittrice Carson McCullers, tuttavia non li descrive mai davvero. Rimangono un dato di fatto pari a qualsiasi altro, riportato senza alcun pathos. Un peccato perché il libro racconta bene una vita  governata da terribili passioni, dipendenze e rifiuti e soprattutto porta con sé altre letture: la bibliografia  di Annemarie a partire da “Ogni cosa è da lei illuminata”, storia di una passione lesbica in un albergo tra le Alpi svizzere. La storia travagliata di questo racconto, scoperto in un archivio e dato alle stampe solo nel 2007 da un nipote di Annemarie, dimostra peraltro quanto sia lieve il filo della memoria che ci riporta le vite delle nostre antenate, anche quelle sontuosamente ricche.

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2 commenti

  1. Consiglio anche “Il bacio della Medusa” della stessa autrice. Lì l’erotismo, raccontato con classe, non manca.

  2. Questo libro me lo ero proprio perso. Per fortuna l’ho recuperato nella biblio in cui lavoro :)
    Grazie per il consiglio!

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