Lezbros: istruzioni per l’uso

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Lezbro (o lesbro): amico etero di una lesbica

Nello spazio siderale delle relazioni interpersonali, una volta ogni tanto può succedere che le forze dell’universo convergano sulla stella dell’amicizia tra uomo etero e donna lesbica, vedi alla voce “lesbromance”. Succede, perché, credeteci o no, esistono uomini etero con capacità di ragionamento più elevata dei criceti (non fraintendetemi, non odio gli uomini, solo a volte rendono veramente difficile il fatto di apprezzarli). Inoltre, se non avete provato l’imbarazzo divertito di ricevere le attenzioni della tipa addocchiata dall’amico etero mentre bevete un caffé dopo la palestra, vi siete perse qualcosa…

Non si contano le volte che mi sono ritrovata a spiegare che l’amico con cui sono uscita l’altra sera è, appunto, un amico. Proprio solo un amico, uno che mi “piace” ma non “piace piace”, con cui spendo un sacco di tempo ai concerti, agli aperitivi o nelle domeniche di sport. E la cosa più odiosa è dover rispondere alle occhiate maliziose di chi pensa di aver letto in quella parola “amico” la sfumatura che inizia con “tr-”. Odioso perché in qualsiasi modo uno cerchi di chiarire, non fa altro che aggravare la frustrazione di assecondare il malinteso di chi, nel 2012, ancora crede che l’amicizia tra uomo e donna non possa esistere. Convinzione smontata, a maggior ragione, quando si toglie dal tavolo la tensione sessuale. Se il sesso non è un’opzione, si parla più apertamente e in un lento lavorio di condivisione, l’italiano etero medio sembra riuscire ad afferrare che le lesbiche nella realtà hanno niente a che vedere con le loro fantasie erotiche alimentate su Youporn. Un piccolo passo per la lezzies’community, ma un grande salto per l’umanità.

Noi ne abbiamo parlato un po’, il mio amico sostiene che gli uomini fatichino ad entrare nell’ordine di idee per cui una donna non voglia finire a letto con loro. Alcuni proprio non ce la fanno, non ci arrivano… non riescono a tenere a freno l’esigenza fisica e il loro ego contemporaneamente (e qui, mi scuserete, ma un “ooooh” d’incredulità proprio non mi viene). Non solo sembrano assumere d’ufficio la convinzione per cui una donna da loro voglia “quello”. Se le donne sono più portate alle public relation e piuttosto verbalmente attive (understatement), un uomo suppone che una donna interessata puramente all’amicizia si rivolga a chi in fatto di amicizia le sia più affine, quindi altra donna. Eppure, ci sono volte in cui una sente il bisogno di un break dagli estrogeni e di provare l’ebbrezza di poter fare un commento o un’affermazione senza correre il rischio che venga poi “usato contro di lei in tribunale”. Let’s face it: non siamo famose per la capacità di lasciar correre… Uno a uno palla al centro.

Il fenomeno “lezbro” rimane curioso e interessante perché costituisce una sintesi di forze distanti anni luce. Uniti da Harry Potter, dalle unghie corte, dal sarcasmo, dallo sport e dall’apprezzamento per l’innegabile figaggine di Charlize Theron, il mio amico e io ci sentiamo un po’ reciproci esploratori dei mondi altrui (io anche un po’ in missione, sotto copertura, per quelle amiche che non conoscono le gioie di homolandia). Pionieri di un equilibrio che supera le convenzioni di genere. Eppure si tratta di un equilibrio instabile, il rischio del collasso è dietro l’angolo, le spacconate maschili possono richiedere un livello di sopportazione più elevato di un lesbiandrama ad alta intensità. E allora, come ogni buon esploratore sa, è bello tornare a casa e ricaricarsi di quell’energia speciale che solo la “sorellanza” sa dare.

Nota bene: se il vostro amico fa continui commenti sugli “assets” delle tipe per strada, non perde occasione per vantarsi di una scop*ta o menziona qualcosa di afferibile alla sfera semantica del “convertirvi”, sappiate che sta a metri di distanza dalla linea dell’italiano etero medio. In quel caso, il consiglio è di investire meglio il tempo qui.

Scritto da Alis

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9 commenti

  1. Anche io sono un maschietto e penso che possa definirmi un lezbro.
    Un giorno conosco una ragazza, mi piaceva, era simpatica, intelligente, aveva tutto quanto potessi desiderare da una donna.
    Diventiamo amici, ci scambiamo pensieri, opinioni, consigli e il nostro rapporto cresce, cresce e si salda sempre di più.
    Un giorno in confidenza mi confessa di essere lesbica, per me un fulmine a ciel sereno, il mio atteggiamento nei suoi confronti da quel giorno cambia, non riuscivo a guardarla con gli stessi occhi.
    Smetto di cercare di sedurla, se avessi continuato le avrei fatto solo del male.
    Comunque i mesi passano e il nostro legame si rafforza, io frequento le mie amiche e lei le sue.
    Ci sentiamo quasi tutti i giorni, usciamo spesso insieme solo noi due, si ride, si scherza, si passano pomeriggi interi a cazzeggiare, abbiamo un bellissimo rapporto, anche se le ho detto molto apertamente che vorrei portarmela a letto e con un sorrisetto furbetto mi ha detto: che scemo che sei.
    Forse un giorno la perderò, lei troverà la donna della sua vita e io la mia, ma fino a quando questa amicizia ci sarà voglio tenermela stretta.

  2. Dipende tutto dalle persone in sé che “scegliamo” come amici.
    Il mio migliore amico è etero e non si è mai permesso di fare commenti di un certo tipo o anche solo pensarlo: sarebbe quasi incestuoso, a prescindere dai nostri orientamenti sessuali.
    Idem con tutti gli altri.
    Come viceversa io non ci proverei mai con le mie amiche donne etero (e se sono amiche in comune con i miei amici uomini comunque nessuno ci prova con nessuno).
    Diamo un peso alle parole: la parola “amici” ne ha uno ben definito.

  3. Beh, io sono abbonata agli amici maschi etero, non potrei vivere senza. E non perchè abbiamo in comune una “mascolinità” di modi.
    Non so, è un rapporto diverso, speciale, divertente, unico. Assolutamente interessante.

  4. La mia ex aveva un lezbro! All’inizio sembrava simpatico e piacevole. Poi è diventato invadente, geloso e d’intralcio nella nostra relazione. Per cui, se non sono parenti stretti, dei maschi etero proprio non mi fido! Meglio gli amici gay!

  5. Ho sempre avuto una così bassa stima su qualsiasi cosa finisse in O uomO, MaschiO, ed affini, fino a che… Quest anno ho ri-incontrato un mio vecchiiiissimo compagno di scuola (elementari addirittura) e abbiamo cominciato a parlare apertamente, beh certo anche lui ha provato ad affermare che \”se non eri lesbica potevamo frequentarci\” beh ci frequentiamo ugualmente come amici, anche se non se ne rende conto XD

  6. Col mio migliore amico ho un rapporto fantastico e lo adoro :) fortunatamente siamo sempre andati molto d’accordo e lui non ha mai avuto strane idee sulle lesbiche XD

  7. ho speso stipendi in birre, per “riprogrammare” il mio “lezbro” dal “il mio amico sostiene che gli uomini fatichino ad entrare nell’ordine di idee per cui una donna non voglia finire a letto con loro” ma è davvero difficile, prima addirittura diceva “hai le tette grosse, non puoi essere lesbica”, ma non perdo la speranza!
    ps il maschio è maschio, i miei amici gay sono molto più integralisti sulla necessità vitale del “fallo”

  8. Da maschietto, aggiungo anche una possibilità al mucchio, c’è anche chi è maschio e etero,
    e per Nmila motivi non lega, o non vuole legare con altri maschi perché ci si sente lontano miliardi di volte, o è terribilmente annoiato dai discorsi dei maschi tipo,
    e si rifuggia in amicizie femminili non solo per mire passeristiche, a prescindere che siano lesbiche o meno poi.

    Comunque, piccola nota personale, deve essere fighissimo poter fare commenti su tale commessa\barista\passante\mamma\nonna\zia\sorella\cugina\ecc senza ricevere ogni volta una pizza in testa e la marcatura di “maiale! pensate solo a quello voi maschi”. :|

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