Liguria Pride, no al patrocinio anche da Regione: “Non in linea con politiche per la famiglia”

PD e M5S insorgono contro l'oscurantismo di centrodestra

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Dopo il Comune di Genova, anche la Regione Liguria nega il patrocinio al Liguria Pride, in programma sulle strade del capoluogo di Regione il prossimo 16 giugno. Il no era quasi scontato, considerando l’orientamento politico della giunta regionale guidata da Giovanni Toti (Forza Italia) e che la bocciatura era arrivata già per l’edizione 2017. Quello che brucia di questo diniego è la motivazione ufficiale consegnata agli organizzatori. Il Liguria Pride non rientra “nelle linee delle politiche per la famiglia” dell’amministrazione.

Genova, il Comune nega patrocinio al Liguria Pride: mai prima d’ora

Il capogruppo del Partito Democratico in Consiglio Regionale Giovanni Lunardon ha tuonato contro Toti e i suoi accoliti:

Eravamo già scandalizzati per la decisione della giunta comunale di negare il patrocinio al Pride perché ‘divisivo’, mai più ci saremo aspettati che la giunta Toti potesse fare di peggio, portando indietro l’orologio dei diritti all’età della pietra. Si tratta di una motivazione delirante. Non puoi dire che una parte della società è fuori dalle tue linee di indirizzo. Non puoi decidere che si sono famiglie per cui i diritti sono carta straccia. È una motivazione barbara, che fa a pugni con il principio che tutti i cittadini sono uguali di fronte alla legge. Crediamo che motivazioni di questo genere non possano avere cittadinanza all’interno di un’istituzione democratica.

Sul no al Liguria Pride uno sprezzo inaudito all’uguaglianza dei cittadini

Famiglie di serie A contro cittadini di serie Z. La gravità della violazione spudorata del principio di uguaglianza garantito dall’articolo 3 della Costituzione ha scatenato anche la reazione dei consiglieri del Movimento 5 Stelle:

Dopo il gran rifiuto di Bucci, anche Toti si trincera in un oscurantismo dal sapore medievale e rifiuta di dare il patrocinio della Regione al Liguria Pride del prossimo giugno a Genova. Ma a lasciare basiti è la motivazione ufficiale che stride in maniera agghiacciante con valori e diritti civili che, nel 2018, credevamo ormai acquisiti.

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3 commenti

  1. Cosa ci aspettavamo da una regione che ha visto l’omicidio di Carlo Giuliani e il massacro della scuola Diaz?

  2. Certo il Pride è “contro le politiche della famiglia” perché ovviamente le famiglie lgbt non contano nulla. Poi hanno ancora il coraggio di chiederci perché abbiamo bisogno del Pride.

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