Lindsay Lohan non è bisessuale. Ma cos’è la bisessualità?

Lindsay Lohan Samantha Ronson

In una recente intervista al Daily Mail, Lindsay Lohan, tra le maggiori finanziatrici delle rehab d’America, ha parlato della sua relazione con la Dj Samantha Ronson. Le due hanno avuto una storia durata, fra tira e molla vari, un anno, dal 2008 al 2009. Ebbene, Lindsay ha raccontato di non sentirsi bisessuale. Alla domanda “non ti definisci bisessuale?” ha risposto categorica: “no, mi piace avere relazioni con gli uomini”. Non solo, ha raccontato di essere stata con Samantha perché si sentiva molto sola, e la loro relazione era una sorta di droga. “Eri innamorata di lei?” le chiede Piers Morgan, il giornalista del Daily Mail. “C’è stato un momento in cui ho pensato di sì”, ma “la amo ancora come persona”. E infine: “ho baciato delle ragazze e ho avuto una relazione con una ragazza. Penso che avessi solo bisogno di sperimentare. Cercavo qualcosa di diverso”.

Senza volerci addentrare nei meandri della relazione tra Lindsay e Samantha, che vista dall’esterno sembra una delle tante storie malate (lesbiche o etero poco conta) che finiscono male, penso sia giusto porsi una domanda: in che modo possiamo definire una donna bisessuale? Su Lezpop abbiamo trattato spesso il tema, cercando – per prima cosa – di abbattere il terribile stereotipo che trasforma le donne bisessuali in assatanate di sesso, donne promiscue, o – peggio ancora – lesbiche represse, che preferiscono usare la parola bisessuale (che fa tanto sex bomb da film porno) pur di non rientrare in una categoria che farebbe di loro donne “da meno”.

Eppure la bisessualità esiste, è un orientamento sessuale al pari di quello etero ed omosessuale, ma per sua stessa natura capace di sottrarsi alla rigida logica binaria a cui siamo abituati: uomo – donna, etero – gay. Ma se Lindsay Lohan non si definisce bisessuale non possiamo fare altro che prenderne atto. Pur contemplando un “terzo” orientamento sessuale, non bisogna escludere la possibilità che – pur rimanendo in uno di questi orientamenti – sia possibile innamorarsi o avere delle storie con persone del nostro stesso sesso o di quello opposto.

Per farla semplice, se Lindsay Lohan afferma di sentirsi eterosessuale, lo è, anche se ha avuto una relazione durata un anno con un’altra donna. Perché l’identità, quella cosa complicatissima con la quale ognuno di noi deve fare i conti (e non solo per questioni legati alla sessualità/affettività), nasce prima di tutto dalla nostra autodeterminazione. La grande differenza tra identità ed etichetta è che la prima la scegliamo, la negoziamo, e la facciamo nostra, mentre la seconda è qualcosa che ci viene affibbiata dagli altri, dalla società. Infatti, le identità possono essere fluide e molteplici, possono cambiare nel corso del tempo, e sono aperte. Le etichette, invece, sono una brutta cosa: rigide e prestabilite, sono delle gabbie.

Dimenticavo, tutte queste considerazioni sono valide senza considerare l’esistenza dell’ufficio stampa della nostra Lindsay. 

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8 commenti

  1. all’epoca della relazione con la ronson avevo fatto un saltino di gioia perchè nonostante tutti i casini che ha combinato a me lindsay piaceva assai. questa inversione di marcia mi lascia un po’ delusa, ma non si sa mai… al prossimo rehab magari ci ripensa :D

  2. opinione personale: le etichette non sono una brutta cosa, ma servono all’individuo e alla società per organizzare i pensieri, catalogare. dai un nome alla cosa e la definisci nella testa. è l’uso che se ne fa che a volte è errato, improprio.
    esempio molto banale? etichettiamo i gruppi sanguigni in A B AB e O, giusto? questa è l’etichetta che ci serve per distinguere le cose.
    se poi l’etichetta viene usata male, imputando una maggiore importanza ad un gruppo invece che ad un altro e dando quindi una maggiore o minore importanza alla persona che lo ha, allora è l’USO dell’etichetta che è errato. (esempio non mio ma che mi piace)
    detto questo, lottiamo per definirci ed essere riconosciute come “lesbiche” e non vogliamo l’etichetta di “lesbica”… c’è qualcosa che non mi torna su questo concetto :D forse non vogliamo il connotato dispregiativo dell’etichetta lesbica?

    detto questo, quando Lindsay Lohan troverà la forza e il coraggio per capire chi è e ce lo farà sapere, organizzeremo un mega party con tutte le altre pseudo lesbiche/bisex dello show biz.

    1. Tuniko,
      come scrivo nel post, voglio che venga riconosciuta l’identità lesbica, non l’etichetta. Sono due cose diverse.
      Sul vocabolario la definizione per il verbo etichettare è “Definire qlcu. o qlco. in un certo modo, attribuendogli sommariamente una certa qualifica”. Quindi, con tutta la buona volontà, non trovo un uso positivo della parola etichetta.

      1. se riconoscono l’identità lesbica, sarò etichettata (vedasi definita) anche come tale (lesbica intendo). come puoi essere riconosciuta se non è possibile catalogarti? secondo me non c’è molto scampo.

        se poi pensiamo che l’etichetta sia sempre e solo una cosa che attribuisce delle qualifiche inappropriate, allora forse siamo un po’, come dire, discriminatori verso il termine etichetta.

  3. La risposta di Lindsay Lohan non mi stupisce. Cosa c’è di diverso fra lei e una donna lesbicha che ha avuto una o più storie con uomini prima di capire che le piacevano di più le donne?
    Peccato non avere più Lindsay in squadra però!

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