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Mago Forest pessimo a Sanremo: “5 trans ed una donna vera”

A cosa serve il fiore contro la violenza sulle donne se poi offendi le donne transgender?

Spettacolino triste ed offensivo del Mago Forest nella seconda serata del Festival di Sanremo 2018. Lo sketch del comico, andato in onda ben oltre la mezzanotte (ma pur sempre in Eurovisione), poteva essere un’occasione di rilancio ed invece ci ha spiegato perché era pressoché scomparso. Evoluzione artistica e professionale zero: molti suoi compagni di palco a Zelig e Mai Dire, oggi sono attori completi ed affermati e/o incassano milioni di euro al cinema. Michele Foresta è rimasto ancora alle battute finto-progressiste su gay, “trapanate”, rapporti anali e transgender, cronologie internet da cancellare.

Con i miei poteri riuscirò a salvarvi la vita. Chi fa l’uomo? Lo interpreta Pierfrancesco visto che è abituato ad interpretare ruoli estremi. Dovrai trapanarmi una parte del mio corpo in cui non ci sono già buchi.

Ma sono passati quasi 20 anni dal 2000 ed oggi la battutaccia a tema transgender per fortuna fa inorridire: parliamone. Il Mago Forest propone un gioco di magia ispirato alla roulette russa. Rivolgendosi al direttore artistico Claudio Baglioni divaga così sulle modalità del gioco:

Di solito noi prendiamo cinque trans e una donna vera, lo sfigato che perde si cucca la donna vera, perché non vieni anche tu Claudio?

Niente, in Italia proprio non ce la facciamo a ridere CON le donne transgender e non DELLE donne transgender. Fa pena pensare che sul palco il Mago Forest abbia indossato il fiore simbolo della lotta contro la violenza sulle donne per poi usare violenza verbale contro una parte di loro. Quando si evolverà la comicità televisiva italiana abbandonando le battute sulle donne trans che non sono considerate donne vere?

Forza Mago Forest, un’ultima magia a grande richiesta: scompari. Torna in TV quando avrai aggiornato il repertorio.

Sketch Sanremo Mago Forest

Oltre il caso mago Forest

Il fiore contro la violenza sulle donne è solo un orpello esteticamente gradevole se poi non c’è coerenza. Sarebbe stata da evitare ieri durante lo sketch del comico la risatina sulla battuta transmisogina sulle donne transgender, opposte al concetto di donne vere.

Mago Forest e le battute transfobiche a Sanremo 2018

Si sarebbe anche potuto evitare nella prima serata di incensare come “Maestro” del cinema italiano Gabriele Muccino. Oltre ad essere un bell’esercizio di fantasia pindarica dal punto di vista artistico, gli episodi di violenza contro l’ex-moglie testimoniati dal fratello Silvio rendono la sua presenza già una contraddizione enorme contro il tema etico di Sanremo 2018.

Non una parola poi sui casi di donne vittime della violenza estrema di un uomo, ultimo caso a Milano. Se la linea di Baglioni si distacca dai suoi predecessori lasciando il palco del Festival esclusivamente allo spettacolo, separato dalla cronaca, allora chiediamo un favore a tutti: via quel fiore. Non c’è bisogno di spiegare perché tenerlo in bella vista stia solo evidenziando l’ipocrisia generale.

Donne di tutto il mondo celebrano la Giornata Internazionale per l’eliminazione della Violenza contro le Donne GALLERY

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Vincenza

Apostata, iconoclasta, adoratrice di sneakers, seriamente affetta da sindrome di Stendhal acuta in presenza di ogni filmato pre-1927, cultrice di Karen Walker e fedele consumatrice di banda larga con un debole per i classici della letteratura. Difetti a parte, una persona normale. Forse.

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20 Comments

  1. per me potresti sbagliare fattene una ragione. Io avevo capito che la strategia comica è di attirare l’attenzione del pubblico su un’eventuale paura di trovarsi di fronte a una scelta. Poi viene fuori che l’unica scelta sbagliata secondo il comico è la donna vera. Evidentemente non ha trovato differenze in precedenza. Mi sembri più te discriminante verso un single che la scelta artistica di Forrest ***foba

  2. Mamma quanta transfobia, esistono donne col pene e donne con la vagina, pensare che una donna trans sia meno donna di una cisgender e’ transfobico

    1. State facendo confusione tra genere e sesso, mettendoli sullo stesso piano. Mago Forrest non parlava di genere, ma di sesso. Riuscite a comprendere?
      Fate un favore alla comunità LGBT: dedicatevi ad altro, perchè fate solo danni!!!

      1. In un sito LGBT al femminile dove i pochi commentatori regolari uomini si conoscono bene, spuntano fuori tre che non hanno mai commentato che intervengono a gamba tesa (e in alcuni casi con argomenti che denotano una totale estraneità alle questioni base del mondo LGBT) solo ed esclusivamente su un post.
        No, dubito siano troll e inizio a pensare di essermi sbagliata a pensare a fanboy ultraprotettivi. Qui c’è puzza di digital PR attraverso advocate…

        [update] pioggia di spolliciate in su per i suoi commenti e in giù per i nostri, ma nessuna risposta. Colpito e affondato :)

      2. No, vabbè, ora tu dopo aver esordito con “immagino di essere UN trans”, difeso il misgendering e ribadito che le donne trans sono altra cosa rispetto alle “donne vere” ti metti a fare lezione di identità di genere e disforia alle donne LGBT.
        Guarda, vai tu in TV al posto del Mago Forest perché fai ridere molto più di lui! :D

  3. Per un attimo immagino di essere un trans…faccio davvero fatica a trovare la violenza sessuale che tu dici.
    E’ una battuta a sfondo sessuale, e il senso della battuta è che è più piacevole intrattenersi con un trans che con una donna…perchè un trans dovrebbe sentirsi offeso o umiliato?
    Le persone non vanno discriminate in base ai loro gusti sessuali, ma se si parla di sesso le differenze tra una donna e un trans si vedono si sentono e si toccano, e mi fermo qui :)
    Mago Forest, a modo suo, ha valorizzato le differenze di una minoranza.
    Ciao

    1. – “Immagino di essere UNA trans” –> fixed for you. Più che immaginare di essere qualcosa che non sei e che per questo potresti non interpretare al meglio, il consiglio è di parlare con una donna transgender e chiederle cosa prova a sentirsi definire una donna non vera.
      – mai parlato di “violenza sessuale” e non capisco come tu abbia potuto tirare fuori questa interpretazione dal testo. Davvero, fatico a capirlo. Nella campagna lanciata dal festival si parla genericamente di violenza sulle donne (e nella discussa e discutibile associazione della Hunziker il tema è più legato a stalking e femminicidi che ai casi di molestie e violenze sessuali). La violenza ha tante sfumature e nel testo ho chiaramente parlato di “violenza verbale”, categoria di cui fa parte il misgendering per le donne transgender.
      – il Mago Forest ha contrapposto donne transgender a “donne vere” e questo non è accettabile.

      1. Si ho sbagliato volevo dire violenza verbale!
        Sessualmente parlando, una donna e una trans si possono contrapporre eccome! C’è differenza! Possibile che con tutti i tuoi studi nozionistici e i tuoi termini a la page non te ne rendi conto?
        Non ho espresso giudizi sul festival, il mio post è riferito solamente alla battuta del mago Forest, quindi magari cerca di non sviare l’argomento.
        Mago Forest non ha offeso nessuno, e spesso la discriminazione sta negli occhi di chi guarda.

      2. La discriminazione sta nelle parole di chi pensa che ci sia un unico tipo di donna e ciò che non è identico al proprio costrutto mentale sia “altro”.

        Mago Forest ha offeso le donne trans e i fanboy devono farsene una ragione.
        Chiedi alle donne trans (sempre che tu ne conosca qualcuna) se apprezzano essere bollate come donne false.

  4. Surreale autoironico spiritoso mai volgare e spiazzante come sempre, è stato strepitoso. Parere di un femminista convinto che sposa (con buonsenso e normale senso critico) tutte le vostre cause o battaglie. Ma non siate “uguali & contrari” ad un cieco “integralismo” per favore! Un saluto, Gianluigi

    1. Stai parlando di un altro comico vero?
      Forest non era ne spiritoso ne spiazzante già 10 anni a Zelig, figuriamoci ora -.-

    2. Mai volgare no, suvvia, togli i paraocchi da fan sfegatato. Ha fatto una carriera (anni fa…) grazie alle battute a sfondo sessuale e nello sketch di Sanremo ve n’erano tante. Non che ci sia nulla di male nella comicità volgare: la volgarità non è una deminutio della qualità della comicità e ciò fin da Aristofane. Piuttosto fa scendere il latte alle ginocchia quando da forma della battuta comica diventa unica sostanza. Non è questo il caso del Mago Forest, si sta divagando. Il punto non è la volgarità (di cui in quanto comico ha tutta la licenza di avvalersi), ma che in una battuta abbia usato una contrapposizione offensiva e che non sta né in cielo né in terra: le donne trans come donne false contrapposte alle donne vere.
      Ecco, ridere di una categoria fortemente discriminata è davvero meschino.

  5. Avrei potuto twittare a 2357 followers la pena che mi fa sto povero testa di cazzo, degno della beceraggine di un festival che non cago di pezza ormai da 30anni, ma se lo avessi fatto non avrei fatto altro che fare il gioco loro: parlarne, ed è proprio ciò che non intendo fare, non fargli alcuna pubblicità.

  6. Vincenza, mi spiace dirtelo ma quello che hai scritto è tremendo oltre che inconsistente.
    – Se Muccino fosse stato Sorrentino, o Guadagnino, incensarlo sarebbe stato meno grave di quanto? Del 20%, del 25? Perché loro sono veri registi con i controcazzi?
    – Il problema di Forest è che non aggiorna il repertorio – non lo fa neanche Crozza, però è politically correct e nessuno gli rompe il cazzo – o che ha pronunciato una battuta alla quale cinque anni fa tutti avrebbero riso senza battere ciglio? (ed eravamo gli stessi di oggi)
    – Il meccanismo scatenante dell’ironia è un filo più complesso di come lo hai descritto, in modo biecamente tranchant, in questo articolo. Il mio consiglio è di lasciar stare e di dedicarti a cose un pelo meno complesse come i filmati pre-1927. Un abbraccio

    1. Alessandro, mi spiace dirtelo, ma quello che hai scritto è solo il tentativo insoluto di farti passare per una mente illuminata perché colpito sul vivo: tu sei uno di quelli che trova divertente la battuta. Me ne faccio una ragione, de gustibus…
      – Se avessi compreso quanto ho scritto, non avresti replicato con un commento risibile, ma proverò a rispiegarmi. La questione artistica e la questione personale sono separate. Ho trovato risibile dare del Maestro ad un regista che secondo il mio gusto personale è sopravvalutato. Capisco però che con Favino sul palco è stato un modo di proporre il suo ultimo film. Se però guardo ai fiori contro la violenza, alle campagne contro la violenza della presentatrice, mi chiedo perché sia stato dato spazio ad una figura che col tema stride così tanto. Lo dico per Muccino come lo direi per Polanski. Se il tema etico è la violenza sulle donne, si pecca di ipocrisia.
      – esempio Aldo, Giovanni e Giacomo 2016 a Sanremo. Sketch già stravisto. Non mi fece ridere come un tempo, ma che ci si può fare? Non tutti i comici resistono al passare degli anni. Lo scorso anno Luca e Paolo oltre che uno sketch debole infilarono materiale discutibile: mi fece pena. Tornando al confronto Mago Forest e Crozza (che non seguo più da anni), se il primo si fosse limitato a fare un siparietto deboluccio e lunghetto (come anche i critici TV che non hanno commentato sulla battuta hanno rilevato), il pensiero su quanto sia datato l’avrei tenuto per i miei canali. Se però Foresta porta il fiore in difesa delle donne e offende un gruppo di donne, lo faccio notare su un blog a tema. Non vado a rompere né a lui né a Crozza per l’involuzione artistica, se però uno fa un misgendering clamoroso, lo sottolineo. Peraltro questa battuta non faceva ridere già 5 anni fa. Tu magari la trovavi e la trovi ancora divertente, ma con sollievo vedo che nei comici che contano è scomparsa da molto più tempo.
      – il mio consiglio invece è di metterti nei panni delle donne che tu offendi con la tua risata, cui stai mostrando il lato peggiore di questa società. Mettiti nei panni di una donna transgender e tieniti il tuo abbraccio: non accetto l’abbraccio di chi colpisce le categorie già discriminate della società. O che è a digiuno di cultura cinematografica :)

  7. mi sembra una cavolata, comunque forest ha detto donne vere solo perchè se avesse detto donne cis il pubblico di rai uno non avrebbe capito di che parlava

    1. O forse è più semplicemente la battuta infelice da grado zero della comicità di un comico incapace di aggiornare il repertorio negli ultimi 15 anni. Adesso non mi vorrai davvero dire che volesse usare il termine cisgender, suvvia… Dubito perfino possa conoscerlo.
      La Cortellesi e De Luigi erano con lui nei programmi della Gialappa’s e hanno fatto carriera al cinema (Paola anche come conduttrice da eventi in prima serata su Rai1). Molti colleghi dei suoi anni a Zelig hanno sbancato i botteghini del cinema e continuano a essere regolarmente in TV. Chiediamoci perché dopo essere scomparso è stato ripescato come tappabuchi notturno negli odiosi minuti in cui il pubblico rifiuta chiunque e reclama la classifica della serata.

      1. vincenza hai ragione, anch’ io trovo la battuta pessima , credo che Foresta manco sappia pronunciare cisgender ma in ogni caso per il pubblico di rai uno non avrebbe potuto usare questa parola

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