Manifesti contro le famiglie arcobaleno. ProVita e Generazione Famiglia hanno raggiunto il loro obiettivo

Anche se condannati a rimuovere i manifesti contro le famiglie arcobaleno, ProVita e Generazione Famiglia hanno raggiunto il loro obiettivo,

Quando sono apparsi i primi manifesti di ProVita e Generazione Famiglia contro i papà gay l’indignazione è stata immediata. E non solo da parte della comunità LGBT+. La sindaca di Roma, Virginia Raggi, ha subito fatto sapere che li avrebbe rimossi.

Eppure a distanza di quasi dieci giorni, quei manifesti sono ancora lì. Era il 15 ottobre quando sono comparsi per le vie della capitale. Mentre venerdì scorso, l’Agenzia Indipendente Pubblicitari, sollecitata da Rete Lenford, ha condannato le due associazione alla cancellazione della campagna entro sette giorni.

In pratica, quei manifesti – visto che non sono stati rimossi prima, come aveva promesso la Raggi – rimarranno esposti per circa due settimane. Molto probabilmente il tempo della durata previsto dalle due associazioni.

Il problema è che l’obbligo a rimuovere certe campagne pubblicitarie considerate offensive o denigratorie arriva sempre dopo. Quando ormai il danno è già stato fatto (fosse anche solo per un’ora, le famiglie arcobaleno sono state abbondantemente offese). Soprattutto, la querelle regala alle associazioni in questione, ProVita e Generazione Famiglia, probabilmente consapevoli che ad un certo punto sarebbe arrivata la richiesta di rimuovere i manifesti, una visibilità enorme. Prima per l’indignazione, poi per la rimozione.

Forse sarebbe il caso di pensare ad un sistema di controllo diverso.

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