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Marina Terragni contro il Roma Pride. La retorica dei gay nudi e promiscui colpisce anche le TERF

Su Facebook Marina Terragni, una delle femministe Terf più attive sui social, ha attaccato il Roma Pride: «Troppi uomini seminudi» e sbaglia anche la foto!

Marina Terragni è una delle femministe Terf (Trans excludent radical feminist o sedicenti femministe, perché a me piace pensare che il femminismo sia ben altro) che da tempo tuona contro la GPA e i papà arcobaleno. Su Facebook ha deciso di tuonare anche contro il Roma Pride, la manifestazione dell’orgoglio LGBT che si è tenuta sabato 9 giugno nella capitale con mezzo milione di partecipanti, “rea” di mostrare «uomini seminudi portati a 4 zampe al guinzaglio».

Per rincarare la dose ha postato una foto che, secondo lei e la collega Paola Tavella, sarebbe stata scattata al Pride di Roma quest’anno. Peccato che lo scatto sia del Pride di Parigi del 2011.

La cosa che trovo più divertente – sì, perché si può solo ridere quando si ha di fronte l’ignoranza delle persone, anche se citano a memoria i tomi sul femminismo della differenza – è che quella stessa foto (del Pride di Parigi del 2011) fu pubblicata dal Senatore Maurizio Gasparri nel 2014.

gasparri omofobo

La retorica dei gay trasgressivi e promiscui

Da poco si cominciava a parlare del disegno di legge sulle Unioni civili. Si era chiusa la stagione dei Pride e il buon Gasparri, come Marina Terragni, tirava in ballo la retorica dei gay promiscui e seminudi. Quelli ai quali non si possono “dare i figli”. Esattamente le stesse argomentazioni, le stesse storpiature e la stessa omofobia di Marina Terragni, delle sue colleghe.

La retorica dei gay trasgressivi. Quando i diritti sono un concorso a premi

Perché a prescindere dal luogo e dall’anno in cui è stata scattata quella foto, resta il fatto che i diritti non sono un concorso a premi: li diamo solo ai più bravi, ai più belli della classe. O come nel caso di Arcilesbica e delle cosiddetta femministe della differenza, li diamo solo alle donne.

Il Pride è la celebrazione del nostro orgoglio, l’orgoglio di essere se stessi. Ed è per questo che ai Pride ci sono i trenini delle Famiglie Arcobaleno, ci sono i tacchi delle drag queen, le borchie dei leather e le barbe dei bear.

Allora, cara signora Terragni, si ricordi che è tutto iniziato 49 anni fa, grazie ad una donna transessuale di 19 anni che si prostituiva. Questa donna, Sylvia Rivera, ha preso le sue scarpe col tacco e le ha date in testa al poliziotto omofobo che stava facendo dei controlli in un locale considerato “promiscuo”, lo Stonewall Inn di New York. Nel caso non ne fosse a conoscenza, può sempre farsi spiegare la storia del movimento LGBT dalla sua cara amica Cristina Gramolini. Oppure se l’è dimenticato anche la presidentessa di Arcilesbica?

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La Mile

Lazy and creative. Proud mommy of an amazing girl pug.

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16 commenti

  1. Hai perfettamente ragione. I pochi non devono certo rovinare la maggioranza. Ma purtroppo alcuni eccessi non ci rappresentano più. Penso di apportare più vantaggi alla nostra causa io con la mia rispettabilità sul lavoro in famiglia e nel mio condominio (dove vivo con mia moglie) che un branco di checche in mutande. Poi quando c’è bisogno di fare bella figura nel mondo gay portano ad esempio sempre gente come me, che fa più comodo che il gay con le piume di struzzo. Scusa ma siamo un pò stanchi di certe macchiette che non fanno più ridere, ma piangere. Comunque LGTBRUHDSCY e chi più ne ha più ne metta non vi disturberò più. Continuerò a leggere però i vostri articoli, spesso molto interessanti. Ciao a tutte e buon Pride

  2. Ma come fai a dire che hai sfilato anche x me? Guarda che io mi sono fatta un mazzo della madonna per farmi rispettare e i miei diritti (come anche i vostri ci mancherebbe.. ) me li sono conquistati sul campo anche andando al pride, non sai quante volte. È che l’ultima volta mi sono vergognata da matti. In una strada del centro della mia città c’era un gruppo di donne che bivaccavano difronte a un portone di un palazzo (una vomitava e una pisciava) e la signora residente non riusciva nemmeno a entrare in casa propria. Ho visto molto degrado che qui non ti sto ad elencare e mi sono ritirata da tali eventi a vita ( in sintesi mi sono abbondantemente rotta i maroni). Non sono certo una ragazza perbene figurati. Mi piace divertirmi e confrontarmi con tutti ma vorrei essere anche rispettata per le mie posizioni e non credo di essere l’unica, siamo davvero in tante. E se esprimo il mio parere non serve indicarmi di prendere delle goccine. Forse chi lo scrive è stata scambiata talmente tante volte per un omarino che ha subito un trauma.

    1. Un piccolo appunto: se in una manifestazione ci sono delle persone di merda (perdona il francesismo) non vuol dire che la manifestazione in se faccia schifo. Penso che mettere sullo stesso piano la maleducazione e la voglia di essere se stessi (anche delle donne mascoline che, a giudicare dai tuoi commenti, non ti devono piacere troppo) sia sbagliato.
      E comunque non riesco a capire, davvero, come non possano piacere i Pride… ma dev’essere un problema mio!

    2. lascia perdere Alessandra….mica si rendono conto di quanto sono omofobi. chi ama se stesso si rispetta. la maggioranza di loro va al pride e poi non ha il coraggio di dire neppure ai genitori e agli amici e sul lavoro chi è. chi più ostenta meno si accetta. i diritti si conquistano nel quotidiano, vivendo normalmente
      a contatto con tutte le persone senza ghettizzarsi e senza fare spettacoli che manco al circo equestre.

  3. Mi sa che tu sei proprio il modello di lesbica di cui ho scritto sopra. Sicuro. Ti senti troppo colpita nel vivo. Poverina.

    1. Non so a quanti pride sia stata finora. A leggere il tuo commento precedente, mi viene da pensare a nessuno. Il punto è che, ti piaccia oppure no, questa è la nostra storia. Il pride è la celebrazione del movimento LGBT, con tutte le sue esagerazioni e le “carnevalate” che ti fanno tanto orrore.
      Non sei tenuta a venire. Ma ricorda: se godi di qualche sparuto diritto (anche solo quello di essere visibile) è grazie alle persone che da anni si fanno il mazzo anche per te. E non perché sei una lesbica perbene e noi siamo quelle che pisciano in piedi, ma perché i diritti sono di tutti, belli, brutti, cattivi, simpatici e antipatici.
      Finora, cara Alessandra, mentre tu te ne stavi a casina a fare la lesbica “normodotata”, io e centinaia di migliaia di persone abbiamo sfilato anche per te. E continueremo a farlo. Non dirmi grazie, non ce n’è bisogno.

    2. O magari sei tu il genere di persona che si identifica con le signore di cui si parla nell’articolo, ve’?
      Torna a spiare le fantomatiche lesbiche pisciatrici dei Pride, scrivici anzi una bella fanfiction :D

  4. Il gay pride è da sempre una carnevalata purtroppo. Gli omosessuali intelligenti da tempo non ci vanno….e fanno bene. Tra transessuali mezzi nudi, carri con uomini che simulano di inchiappettarsi, donne (?o maschi…boh chi lo sa) ubriache che fanno lingua in bocca come se non ci fosse un domani non dimenticando di pisciare per strada come i veri uomini, e carri discoteche zeppi di esseri indefinibili che ricordano che sballarsi è l’abitudine dei cari amici arcobaleno (la loro forse…non la nostra che domani andiamo a lavorare) impone a un omosessuale normodotato di evitare come la peste questi luoghi. Sono rimasti solo i gay che lavorano in regione o in comune a parteciparvi, loro possono tutto.

    1. Guarda che sia per l’omofobia che per l’ignoranza la cura esiste. Non è troppo tardi per rimediare.

      Non mi è mai capitato di assistere in tanti anni di Pride a donne queer che urinano in strada, ma le spiegazioni sono due:
      – ne sei certa perché l’hai fatto tu;
      – pura e semplice ossessione tua verso donne queer e pratiche come il pissing. Avrei fatto volentieri a meno di saperlo, ma credo che anche per l’esibizionismo virtuale esistano cure. Vai, prendi le goccine e sii felice senza reprimerti.

  5. andare al pride conciati così è essere se stessi ?…quindi i 2 personaggi nella foto si conciano così al lavoro e anche quando vanno a fare la spesa ?…questo non è essere se stessi è puro esibizionismo e pure di cattivo gusto. per cortesia non stupitevi se la maggioranza degli omosessuali che non partecipa al pride si vergogna e non si sente rappresentata questa gente. e poi orgoglio de che ? non esistono omosessuali, ma persone con inclinazioni omosessuali, come persone bionde o brune…vi pare che uno possa essere orgoglioso di essere biondo, bruno o alto 1.70? si può essere orgogliosi di ciò che si fa non di ciò che si è e non si è scelto di essere. la gente davanti alla televisione che non conosce personalmente nessun omosessuale ovviamente pensa che tutti gli omosessuali siano così: gli uomini col boa di struzzo e le donne con la scritta Iveco in fronte e i tir parcheggiati. se si pensa di ottenere qualcosa con queste carnevalate andiamo a casa….

    1. Se hai ottenuto uno straccio di diritti senza fare granché, devi solo ringraziare questi 49 anni di carnevalate di chi ci ha messo il corpo e la faccia per farti piovere quei diritti dal cielo.
      Brutta bestia l’omofobia interiorizzata, che ti fa scrutare ossessivamente per cercare il pelo nell’uovo prendendo un eccesso isolato e trasformandolo per sineddoche in una rappresentazione di tutti i Pride in tutto il mondo dell’ultimo mezzo secolo.

    2. Ciao!
      Ti piace il carnevale di Rio? A me no, con tutte quelle tette e culi di fuori. Ma io dico queste al lavoro vanno in tanga? No infatti allora mi dissocio dal carnevale di Rio!

  6. penso che una persona gay possa vuvere il pride come vuole, ma i gay in giacca e cravatta non sono eteronormati, sono liberi quanto gli altri

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