MDLSX by Motus: non si nasce mai una volta sola. VIDEO

MDLSX by Motus

Più il cambiamento è profondo più sembra allo stesso tempo necessario e impossibile. Invece arriva, non ci si può opporre. Sembra questo il messaggio dell’ultimo spettacolo della compagnia Motus, intitolato MDLSX e portato in scena da Silvia Calderoni. Dopo essere stato presentato al Festival di Santarcangelo e aver messo in scaletta, fra gli altri, Lubiana, Mosca e New York, MDLSX arriva il 5 e 6 marzo al Teatro Era – CSRT di Pontedera.

Lo accompagnano molte recensioni positive e una specie di promessa; non una promessa silenziosa, ma un rumore sordo, cupo, a volte inquietante. La strana melodia di MDLSX ci racconta di muri che devono cadere, di confini che devono essere superati, di corpi a cui bisogna dare voce.

Una maniera di fare a pezzi la normalità, le convenzioni, il silenzio, di riscrivere la storia di Calliope, di Silvia, e anche la nostra. Un invito a non nasconderci, anche se si teme – o si sa – di essere soli. MDLSX sembra essere questo e molto altro: la sua forma è aperta, molteplice, disgregata. Riesce ad assorbire suggestioni diverse, a portare sul palco laser e luci al neon, a trasformarsi in vj-set e a citare Paul B. Preciado, a creare, attraverso webcam e video, una rappresentazione nella rappresentazione.

Eppure, il solo e unico protagonista è il corpo. Nella carne si registra il cambiamento autentico. Sarà così per Calliope Stephanides, la protagonista del romanzo Middlesex – uno dei riferimenti letterari dello spettacolo – che, arrivata a quattordici anni senza il ciclo mestruale e troppo sgraziata e magra per somigliare alle sue compagne di classe, scoprirà per puro caso di avere una mutazione genetica che l’ha resa intersessuale; sarà lo stesso per Silvia Calderoni nella finzione scenica, che si racconta Calliope e poi Cal, donna e uomo, sirena, bambina mentre balla col padre, adulta e nuda, sezionata da una luce verde.

Come da tradizione per i Motus, anche MDLSX è una dichiarazione politica, un inno “alla libertà di divenire, al gender b(l)ending, all’essere altro dai confini del corpo, dal colore della pelle, dalla nazionalità imposta, dalla territorialità forzata, dall’appartenenza a una Patria.” E se dalla parte di chi guarda c’è almeno una verità che bisogna far rimanere – con MDLSX il pubblico scompare, siamo tutti in gioco singolarmente – allora che sia questa: siamo tutti fatti di molte parti, di altre metà.

Quel cambiamento che ci sembrava impossibile è già qui, quello che ci sembrava inimmaginabile è già accaduto: siamo noi.

MDLSX
con Silvia Calderoni
Regia: Enrico Casagrande e Daniela Nicolò
Drammaturgia: Daniela Nicolò e Silvia Calderoni
Produzione MOTUS 2015
www.motusonline.com

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Azzurra

Laureata in Civiltà Egee ma con la passione per la scrittura.

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