Mestruazioni, roba (anche) da uomini: la campagna con il modello trans

Abbattere gli stereotipi: tutti possono parlarne!

Una campagna per parlare di mestruazioni senza più tabù ha scelto come testimonial anche un modello trans, Kenny Jones. Il messaggio è chiaro: nessuna vergogna nel parlarne pubblicamente, il ciclo riguarda tante donne cisgender e diversi uomini in transizione. Sulle magliette sono riportati slogan con frasi decise: “I’m on. Period“, “I’m on and I’m strong” and “I’m on the up“. A portare avanti la campagna è la Pink Parcel, un’azienda britannica che offre un abbonamento particolare: ogni mese invia a casa su richiesta un kit con il necessario per affrontare i giorni del ciclo.

Kenny ha 23 anni ed ha fatto coming out all’età di 14, dopo che per il rifiuto di indossare la divisa della sua scuola esclusivamente femminile, a 11 anni fu portato dallo psichiatra. Anche lui nell’età dell’adolescenza aveva regolarmente il ciclo, prima che iniziasse a 17 anni la terapia ormonale per la transizione.

mestruazioni la campagna con il modello trans

Durante la mia transizione ho dovuto anch’io affrontare il ciclo ogni mese e molti degli stereotipi negativi che lo accompagnano.

Presumere che il ciclo inibisca le persone tende a perpetuare la vergogna, e questo rende la gente ancora più riluttante all’idea di parlarne. Ho sempre trovato abbastanza complicato il fatto che nessuno voglia parlare apertamente di mestruazioni, mi ha spinto a nascondere le mie ancora di più.

Mestruazioni, parliamone liberamente

L’obiettivo dichiarato della campagna è far parlare di mestruazioni, a chi le ha e a chi no. Gli studi dimostrano che solo l’8% dei contenuti online sulle mestruazioni parlano anche delle esperienze della comunità transgender. Il 34% delle persone nel Regno Unito secondo alcuni sondaggi vedono ancora le mestruazioni come un argomento tabù. Infine, il 25% delle persone che hanno il ciclo ammettono di provare vergogna e imbarazzo in quei giorni.

Il progetto inoltre include anche la destinazione di parte del ricavato delle t-shirt vendute al progetto Bloody Good Period. Grazie a questa associazione saranno così donati dei prodotti mestruali a richiedenti asilo e rifugiat*.

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