Michela Pagarini, autrice di “Nuda”, raccolta di racconti erotici lesbici: «L’oscenità non è nel sesso»

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Inizi leggendo: “..ti amerò nella mollezza delle guance, nei capelli sottili, nei movimenti incerti di chi prende le misure di un mondo diventato improvvisamente troppo grande…Vedrò la tua vita diradarsi di affetti, rimanendo sdraiata nel tuo letto nuda e quieta, avvolta in un tuo abbraccio senza sesso, toccandomi piano per arrivare a domani nelle notti di pensieri troppo grandi.. ” un tripudio di passioni carnali, celebrali e assolute “Nuda”, una raccolta di racconti erotici lesbici di Michela Pagarini.

Chi è Michela Pagarini?
Iniziamo dalle basi: 37 anni, lesbica vegetariana e orgogliosa di entrambe le cose, dopo qualche anno come militante separatista, ho scoperto che non ho la disciplina né la pazienza necessarie a stare in un gruppo di quel tipo e quindi, aiutata da uno dei classici lez drama di gruppo, ho smesso. Oggi collaboro con il Gruppo Comunicazione della Casa delle Donne di Milano e mi occupo dell’immagine di Necessariamente, le feste di Azione Gay  Lesbica a Firenze.

Cosa ti ha spinto a scrivere “Nuda”?
Negli anni scorsi ho ideato alcuni workshop autobiografici rivolti alle lesbiche sui temi del desiderio e delle pratiche erotiche. L’interlocuzione su questo argomento è stata bella e appassionante, però sono sempre rimasta molto colpita dalle diversità dei nostri immaginari. Eppure proprio lì, nel desiderio, radica l’unica cosa che abbiamo sicuramente in comune. Ho scritto i primi racconti vari anni fa, quando mi sono trovata impreparata, anche dal punto di vista teorico, a provare l’esperienza denominata “morte del letto lesbico”. La convivenza è finita d’estate, negli ultimi giorni lei dormiva nuda con le spalle e i tatuaggi che spuntavano dalle lenzuola e io, che la guardavo e non riuscivo a prendere sonno, cambiavo stanza e scrivevo. Autobiografici quindi sì, in parte.

Particolare è anche la scelta della pubblicazione tramite e-book anziché cartacea, come mai hai deciso di buttarti fin dall’inizio sulla parte più tecnologica della lettura?
Nuda fa parte di una collana lesbica digitale per la quale sono usciti altri 5 titoli. Le pubblicazioni tradizionali pagano il prezzo della difficoltà di diffusione, quelle digitali risentono di una certa resistenza al nuovo mezzo. In ogni caso, a parte la fiducia nel dilagare della lettura digitale, dell’ebook apprezzo la possibilità di infrangere le barriere di tempo e di spazio. Lo vuoi? Pochi click, 5 minuti e ce l’hai.

Questi racconti ci accompagnano in un universo sessuale femminile dove il buonsenso, il pudore e la vergogna non hanno territorialità, sono vinti dall’oggettività dei corpi e dal desiderio, come mai hai optato per una rappresentazione così carnale dell’amore lesbico?
Credo essenzialmente perchè ho un grande pudore dei sentimenti e delle emozioni, che ritengo indescrivibili e terribilmente intimi. Il mondo dei corpi e dei voli della mente è un terreno più semplice da indagare per me, e mi piaceva l’idea di raccontare il desiderio ricavandolo dal sesso anzichè viceversa, come un viaggio a ritroso che parte dal gesto e arriva a quel punto infinitesimale e impalpabile, come uno sguardo, che dà il via a tutto.

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Secondo te, l’amore lesbico, alle lesbiche, fa paura?
Difficile pensare di no, visto che fin dalla nascita ci hanno detto che le nostre due collocazioni possibili in quanto lesbiche erano o fra le fiamme dell’inferno o a far parte del ricco zoo pornografico. Immaginarci e concederci un amore “pulito” e “buono” penso sia già stato un traguardo. Adesso la fase maledetta è finita e possiamo (o abbiamo potuto, non so) permetterci il lusso di svincolarci da questo “amore buono” per andare a cercarne uno a nostra misura, meno idealizzato e più reale.

Quale di questi racconti è il più intimo per te?
Non l’avrei detto, ma sicuramente Poi. In Nuda ci sono 29,5 narrazioni di sesso e 1,5 d’amore. Poi è quell’1, scritto per una donna che non mi ha voluta a causa della differenza d’età. I feedback su questo racconto sono stati molto forti. La prima recensione  gli ha attribuito “una poesia straziante”. Per me è stato molto toccante accorgermi che le lesbiche hanno saputo distinguere perfettamente quel sentimento, sebbene nascosto fra scenari sessuali tutt’altro che lievi, e questo loro raccontarmi la loro commozione mi ha restituito, qualcosa che credevo perso.

Perché consiglieresti la lettura della tua raccolta?
Il nostro immaginario è stato da sempre maneggiato con violenza e crudeltà. Credo che abbiamo ancora bisogno di riappropriarcene e per farlo serve condividerlo, scambiarcelo e confrontarci il più possibile, per provare a riempirci testa e occhi di riferimenti autoprodotti.

L’infinita varietà di toni, di Nuda, pone il problema della rappresentatività dell’universo lesbico, che messaggio vorresti dare?
Che l’oscenità non sta nel sesso. I ruoli sessuali esistono e possono regalare momenti intensi, non sono solo gabbie. Ci sono bellezze diverse sia nei corpi che nei gesti, tutto sta nel trovare le giuste estimatrici. 

E voi in quale universo femminile vi trovate? Non vi resta che scoprirlo, qui http://www.robinedizioni.it/ql2 e qui, http://guazzingtonpost.blogspot.fr/2014/01/michela-pagarini-nuda.html .

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VeronicaB.

Reporter&articolista free-lance. Dispenso materiali pensati a piccole dosi.

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